Negazionismo, il Senato dice sì al disegno di legge: Fino a sei anni di carcere

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Negazionismo, il Senato dice sì al disegno di legge: Fino a sei anni di carcere

04 Maggio 2016

L’Aula del Senato dice sì con 134 voti a favore, 14 contrari e 36 astenuti al disegno di legge che introduce nell’ordinamento italiano l’aggravante del negazionismo. Tantissime le polemiche. Così come le proteste dell’opposizione che protesta perché di fatto viene messo ai voti, non il testo discusso e approvato in commissione Giustizia praticamente all’unanimità, ma l’emendamento messo a punto dal presidente della commissione Nico D’Ascola che è interamente sostitutivo del provvedimento.

Tutto nasce da un “pubblicamente” che la commissione Giustizia del Senato e l’Aula nel suo complesso tentano di inserire nel ddl. Per i Dem di Montecitorio quel “pubblicamente” è “solo un’escamotage per modificare la Legge Mancino nel suo complesso, restringendone di fatto la portata e mettendone a rischio i processi in corso”.  

Ieri la senatrice del Carroccio, Erika Stefani, in Aula ha spiegato il punto di vista del suo partito: “Noi della Lega è da tanto che chiediamo di modificare la Legge Mancino che è di fatto una normativa che appartiene al ventennio fascista e che è utilizzabile per fini diversi rispetto a quelli originari”. E il ddl contro il negazionismo era sembrato un buon “contenitore” per farla passare. Ma lo stop del presidente D’Ascola, arrivato dopo diverse riunioni di maggioranza anche al ministero, ha bloccato ogni velleità anche da parte di FI.  

 E’ passata, alla fine, solo l’aggravante che prevede la reclusione da 2 a 6 anni “se la propaganda ovvero l’istigazione e l’ incitamento commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione si fondano in tutto o in parte sulla negazione della shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra”. E si toglie tutta la parte, inserita stavolta alla Camera, che legava l’aggravante a “fatti accertati con sentenza passata in giudicato” pronunciata da organi di giustizia internazionali. Modifica che fa tornare il ddl nuovamente all’esame di Montecitorio.  

 Ma è soprattutto sull’introduzione dell’aggravante del negazionismo (che diventa l’articolo 3-bis della Legge Mancino) che l’inconsistenza del disegno di legge si manifesta. E lo afferma chiaramente il senatore Gaetano Quagliariello (IDEA) nel suo intervento al senato: “Si introduce un reato di opinione del quale nessuno sentiva il bisogno. Se tutto è penale, alla fine nulla sarà penale. E’ difficile pretendere più sentenze e in tempi più rapidi, è difficile pretendere capi d’accusa più puntuali e specifici, se si continuano a produrre norme dalla cui interpretazione si può ricavare tutto e il contrario di tutto, e se si continua a devolvere alla giustizia penale dall’autocertificazione per il canone Rai alle opinioni, per sballate che siano, sulla storia e sull’attualità.”

Preciso e puntuale anche il commento del senatore Carlo Giovanardi (IDEA): “La vicenda parlamentare del disegno di legge sul negazionismo conferma purtroppo i due dati negativi che hanno indotto gli amici di Idea ad uscire con rammarico dal gruppo di Area Popolare. Così come è accaduto, tra l’altro, per le unioni civili e per l’omicidio stradale, il Governo per tutto il tempo della discussione in Commissione non ha preso posizione rimettendosi al Parlamento, salvo poi, in Aula al Senato, presentare o condividere un nuovo testo, mai visto o già bocciato dalla Commissione stessa, approvato con la fiducia o comunque con il voto determinante del Gruppo di Area Popolare.”