Nel dopo Montezemolo c’è poco spazio per LCdM
03 Dicembre 2007
di Redazione
Sono
stati due i fatti rilevanti nella scorsa settimana, utili a comprendere quel che avviene in Confindustria: da una parte l’avvio del confronto tra sindacato
d’impresa e quelli dei lavoratori sul sistema di contrattazione, dall’altra
l’incontro tra Federmeccanica (gli industriali del settore) con i sindacati
metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil per fare il punto sulla vertenza in corso.
Sul
primo fronte, constatata una generica volontà positiva, sono stati pochi i
passi concreti veramente compiuti. Da una parte ci sono Alberto Bombassei, vice
presidente di Confindustria, e Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, che
sostanzialmente concordano su un sistema che dovrebbe pagare “molto” chi lavora
di più. Dall’altra c’è la Cgil che si balocca (con qualche sintonia con Luca
Cordero di Montezemolo) con l’idea di una minore fiscalità “solo” per tutto il
lavoro dipendente. Proseguirebbe così l’impegno del duo Epifani-Montezemolo di
cercare di scaricare su lavoro autonomo e quant’altro, il compromesso tra
lavoro e imprese. Una via che ha portato il terzo complice, il governo Prodi,
in un vicolo cieco. Ma l
