Nel giorno della Grande Riforma quali sono i meriti del Nuovo Centrodestra

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Nel giorno della Grande Riforma quali sono i meriti del Nuovo Centrodestra

Nel giorno della Grande Riforma quali sono i meriti del Nuovo Centrodestra

07 Agosto 2014

L’Aula di Palazzo Madama ha affrontato il voto finale sul ddl delle riforme costituzionali che supera il bicameralismo perfetto, sancisce la nascita del Nuovo Senato e riforma il Titolo V.

Ci sono numerose ragioni per cui il Nuovo Centrodestra può rivendicare come "suoi" questi risultati: perché a Ncd si deve la impostazione della riforma fin dall’inizio della legislatura, perché è stato grazie al coraggio e alla responsabilità di questa nuova forza politica se le riforme non sono naufragate e infine perché, fino all’ultimo, Ncd ha contribuito a migliorare e riscrivere il testo della riforma con un paziente e incisivo lavoro di lima.

Oggi, si può rivendicare l’impegno del Governo a far mettere il sigillo sulle riforme direttamente agli italiani, con un referendum confermativo.

Fino a ieri, gli emendamenti di Ncd, pochi e qualificati, hanno permesso di rivedere e limitare la sovranità delle autonomie e di rafforzare l’unità nazionale: introducendo i costi standard, limitando i poteri del nuovo Senato relativamente al bilancio dello Stato, attraverso il principio del supremo interesse nazionale ed il commissariamento di Regioni e Comuni in default.

Come ha spiegato il coordinatore di Ncd, Gaetano Quagliariello, ministro delle Riforme durante il Governo Letta, con gli ultimi emendamenti di Ncd si è assicurato più rigore nella finanza pubblica: "Il lavoro in Senato sulle riforme assicura per l’avvenire un quadro di rigore, serietà e responsabilità politica rispetto agli interventi che incidono sulla finanza pubblica e sulle spese dello Stato".

Grazie al Nuovo Centrodestra, "la riforma assicura che la dialettica legislativa tra Stato e autonomie territoriali non si scarichi sulle casse pubbliche e dunque sulle tasche dei cittadini".