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L'esclusione delle liste alle Regionali

Nel Lazio gli elettori di centrodestra rischiano di non poter votare Pdl

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Chi lo ha definito pasticciaccio ha usato un termine riduttivo. Il caos delle liste nel Lazio è una vera tragedia. Politica in primis ed economica in seconda battuta, se si fa il conto di quanto fino ad oggi hanno speso i vari candidati fino a ieri in corsa per un posto in consiglio regionale. C’è il rischio, serio e reale, che la Polverini si ritrovi candidata alla presidenza della Regione orfana del Popolo della Libertà, primo partito nel Lazio.

In due righe ripercorriamo cosa è accaduto: sabato entro mezzogiorno andavano consegnate le liste elettorali al Tribunale di Roma. La consegna doveva essere effettuata da Alfredo Milioni, ex forzista, attuale presidente di un Municipio romano, nonché delegato delle liste del Pdl e Giorgio Polesi, ex An. Cosa sia realmente accaduto è ancora incerto. Unico dato certo è che a mezzogiorno la consegna non è stata effettuata e il banco è saltato. La lista del Popolo della Libertà a Roma e in tutta la provincia non ci sarà. Il primo ricorso rivolto al tribunale di Roma non è stato accolto, il secondo è stato avanzato all’Ufficio elettorale del Tar Lazio, tra 2 giorni sapremo come andrà a finire.

A prescindere da quale risvolto avrà tutta la vicenda - e se le responsabilità di quanto accaduto siano imputabili all'inadeguatezza di alcuni responsabili del partito che hanno lasciato in mano a due sprovveduti quando non male intenzionati la consegna di tutte le scartoffie per la presentazione delle liste - rimane il fatto incontrovertibile che la lista non è stata tecnicamente presentata. Ora, per fare ricorso al Tar, è necessario avere un verbale di presentazione da impugnare o un provvedimento di esclusione. Allo stato mancano entrambi. Il che complica la cosa anche perché, come sostengono i giuristi, il buon senso non è una categoria del diritto. Gli avvocati scartabellano carte e documenti e preparano la battaglia basandosi su un lontano precedente del '91. Ma quelle erano elezioni politiche, il che getta ancora più incertezza sulla vicenda.

Ma torniamo ai due presunti responsabili del patatrac che si sarebbero presentati tardi perché fino all’ultimo minuto costretti, dai capi partito locali, a cancellare e rimuovere nomi per inserirne di altri. La classica tarantella che si ripropone puntuale ad ogni elezione. Il ritardo quindi sarebbe stato causato dalle continue interferenze dei vertici. Cancella questo nome, inserisci quell’altro e la frittata è stata fatta.

Dicono che Berlusconi sia furioso, Fini amareggiatissimo, la Polverini fuori dai gangheri, il più duro è stato il ministro Rotondi, stufo, a suo dire, di “essere il fratello povero di incapaci”. Sostengono i ben informati che nella giornata di ieri all’interno del comitato elettorale di Renata Polverini siano volati calci, pugni e accuse pesantissime. E da oggi c’è chi ironizza sull’acronimo Pdl, che potrebbe benissimo essere letto come "Partito dei limiti o dei limitati". Il senso non cambia. Perché la vicenda, comunque vada a finire, si traduce in una serie di limiti oggettivi palesati al Paese intero.

La sensazione è che il Pdl sia ancora troppo disperatamente Berlusconi-dipendente e che intorno ruoti tanta organizzazione amatoriale. Qualcosa del genere si era già intuita scorrendo le presenze nel listino bloccato. In teoria, nel listino (ovvero quelle quattordici personalità che vengono elette solo se il loro candidato Presidente vince le elezioni) dovrebbero esserci personalità di rilievo. Gente con gli attributi, professionisti di alto profilo, senza grande seguito elettorale ma con un indiscutibile valore aggiunto. Ebbene nessuno dei 14 in lista ha un valore aggiunto. Nessuno è un professionista dal curriculum prestigioso. Forse si salva solo Isabella Rauti, moglie del sindaco Alemanno, professoressa universitaria. A proposito della quale ci si è addirittura domandati che cosa ci facesse in quella lista.

Dal canto loro i vari Alemanno, Polverini e compagnia cantando, fanno bene a chiedere la riammissione delle liste. Ma gli appelli a Napolitano, che ha tutta l’intenzione di lavarsene le mani, non fanno che amplificare la brutta figura e mentre passano le ore aumenta la paura e l’incertezza di assistere all’ultimo mese di una campagna elettorale senza precedenti nella storia del Paese. Intanto la Polverini ha mobilitato i suoi per una maratona oratoria a piazza San Lorenzo in Lucina, al centro di Roma. In molti si augurano che non sia il canto del cigno.  

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16 COMMENTS

  1. Posso solo fare una considerazione
    Anche se le cose possono sembrare distinte, qualora si decidesse un provvedimento per far slittare i termini di presentazione delle liste, per coerenza democratica dovrebbero slittare anche i termini per autenticare le firme.

  2. se non c’è il pdl non vuol
    se non c’è il pdl non vuol dire che non si possa votare lo stesso per la polverini presidente e, per chi vuole, per uno dei partiti collegati. Ditelo, perchè molta gente, soprattutto gli anziani ma non solo, non conoscono la legge elettorale regionale (i cui meccanismi non sono semplici per tanti elettori). Credo sia inutile stare a fare le vittime accusando presunti colpi di stato, se il responsabile esce dal tribunale per taroccare le liste e poi rientra dopo le 12, la colpa è la sua e di chi gli ha telefonato per fare il tarocco. Vediamo di non fare ulteriori stupidaggini e concentriamoci sulla campagna elettorale che ancora non è persa!

  3. Partito dei Lavativi
    Vanno in due a portare le liste e nessuno che dica all’altro “dai muoviti che siamo in ritardo”? E adesso? Tutti a votare UDC?

  4. mi devono spiegare perche se
    mi devono spiegare perche se io ritardo a pagare una multa di un giorno mi arriva dopo cinque anni raddoppiata e con le sanzioni di mora,se io faccio ritardo dal giudice di pace per una contestazione il mio ricorso viene annullato,se io arrivo in ritardo all’universita ad un esame non vengo fatto entrare,se io arrivo in ritardo al lavoro vengo licenziato e questi signori invece si possono permettere di essere al di sopra delle regole.

  5. MI PIACE RICORDARE UN
    MI PIACE RICORDARE UN EPISODIO, SIMPATICO, ACCADUTO AL MIO SINDACO DI PROSSEDI (lt) CHE INVITATO AD UNA RIUNIONE IN PREFETTURA SI PRESENTA CON CIRCA 15 MINUTI DI RITARDO E MOLTO SOMMESSAMENTE CHIEDE SCUSA RIVOLGENDOSI AL PREFETTO (CHE INTANTO AVEVA INIZIATO LA RIUNIONE) DICE ” PURTROPPO VENGO DA PROSSEDI E HO DOVUTO FARE CIRCA 40KM” E IL PREFETTO CON MOLTA CALMA MA POCA INTENZIONE DI GIUSTIFICARLO GLI RISPOSE ” BASTAVA PARTIRE 15 MINUTI PRIMA”
    QUESTO PER DIRE A CERTI APPUNTAMENTI NON CI SI DORME SOPRA…

  6. Idee chiare e grande senso dell’urgenza
    Questa storia rende l’idea di quale grande strategia politica ci puo essere basandosi su candidati presentati all’ultimo minuto.
    Mai i due incaricati di consegnare in tempo le carte chi erano, Gianni e Pinotto o Franco e Ciccio?

  7. Tutti a casa!
    Mi aspetto, senza indugio, le dimissioni dei coordinatori regionali e del triunvirato nazionale! Senza discussioni.
    PS: Comunque secondo me è una resa dei conti interna. Personalmente mi hanno tolto l’imbarazzo di votare Polverini. Ora ho la scusa per non andare a votare.

  8. Ma saranno davvero pasticcioni?
    Voglio fare alcune considerazioni maliziose. Se ai piani alti del centro destra vincere nel Lazio non interessasse? Ricordo che la vittoria di Storace fu una sorpresa per tutti, e lo stesso dicasi di Alemanno che si ritrovò sindaco senza sapere come. Penso che esistano delle regioni che non interessano la destra, una potrebbe essere la Campania e l’altra potrebbe essere il Lazio. Quando il centro destra ha voluto prendere Bologna, diconsi Bologna, lo ha fatto con Guazzaloca. Se le cose non interessano si finge di partecipare, ma poi si gioca per perdere.

  9. I due incaricati, se davvero
    I due incaricati, se davvero sono state commesse delle imprecisioni, sono igiustificabili ed imperdonabili. Però vorrei far riflettere tutti su una cosa: Cosa sarebbe successo se ad essere esclusa fosse stata la lista del PD? Ve lo dico io cosa sarebbe successo (e non ci vuole neppure molto ad immaginarselo). In questo momento ci sarebbe letteramente il caos nel mondo politico, nei media, e nella società civile; ci si leverebbe in difesa della libertà, della democrazia, del diritto di scelta dei cittadini, ci si scaglierebbe contro il regime dittatoriale berlusconiano che impedisce agli avversari persino di prendere parte ad una competizione elettorale, ci si straccerebbe le vesti gridando al golpe, all’attentato alla costituzione, al complotto, alla manipolaziona della burocrazia, al bieco sfruttamento di un cavillo, si farneticherebbe di “listone unico” come durante il Ventennio, ex presidenti della repubblica leverebbero il loro unanime grido di dolore, i centri sociali sarebbero in rivolta con lanci di molotov e sassi per le strade contro la polizia, il giornale La Repubblica pubblicherebbe un’edizione straordinaria sul primo atto aperto di dittatura, Santoro, Floris, Fazio, Annunziata, Travaglio, Padellaro, D’Avanzo, Bocca, Sartori, Flores D’Arcais, Eco, Lerner, De Gregorio, Scalfari, Mauro, ecc, firmerebbero un nuovo manifesto degli intellettuali antifascisti (antiberlusconiani, stavolta, che per loro è la stessa cosa), Di Pietro e i suoi si sfregherebbero le mani pregustando la lotta fisica aperta e le manette invocanto l’intervento delle forze armate e tutela del Paese, Fini e Napolitano parlerebbero di “episodio preoccupante per la tenuta democrazia”, la corte costituzionale (o la suprema corte di cassazione, non so bene al momento a chi competa la faccenda) prenderebbe in considerazione l’ipotesi di invalidare delle elezioni siffatte, e la sinistra tutta rinfaccerebbe al centrodesta di non aver speso neppure una parola per espriremere indignazione la mancata occasione di confronto elettorale con l’avversario perchè “se sono hanno davvero a cuore la democrazia e hanno senso di libertà e rispetto per i cittadini, dovrebbero essere i primi a chiedere di farci partecipare alle elezioni”. Ecco cosa succederebbe. Confrontate, adesso, la situazione attuale con quella ipotetica…non notate qualche piccola differenza? Aprite gli occhi

  10. Chi lo dice a questo paolo
    Chi lo dice a questo paolo da benevento che la II guerra mondiale è finita da 50 anni e può uscire dalla giungla? E’ una vicenda di una semplicità disarmante, commessa da due coglioni, che si commenta da sola; Rotondi e Bossi sono stati molto espliciti e comunque c’è sempre il tizio di turno che vede ODIO. Meno male che viene sera e si va a dormire…

  11. Ridere e piangere
    Un pò di considerazioni.
    1) Sarebbe opportuno multare qualcuno come avviene a noi comuni mortali quando vessati dalle norme burocratiche inventate dalla feccia che ci governa, tardiamo a presentare dichiarazioni dei redditi o a pagare multe o quant’altro. Visti i soldi che i politici ci intimano di pagare per uno 0.6 di tasso alcolemico, propenderei per 100.000 euro di multa a testa ai due coordinatori. A mò di risarcimento per l’impossibilità di votare PDL da parte dei Romani. Ovvio che se non avessero i soldi si dovrebbe pignorare loro la casa, l’auto e anche le mutande. Se non le han lasciate da Brenda.

    2) Finalmente la burocrazia colpisce anche chi la inventò.
    3) Siete proprio sicuri che un sistema che permette a gente simile di scegliere politiche economiche e sociali coattamente imposte agli altri sia serio?
    Non è meglio eleggere l’asino di Caligola? Quello tra l’altro non prende neanche troppi soldi. E soprattutto dopo, non legifera, evitando di aggiungere danni ai danni. Propongo la sede vacante per una legislatura.

    4) La mia felicità estrema per tutti quelli che contavano di essere eletti e contavano di prosperare alle spalle dei romani con prebende e stipendi da paura, e che per una volta lo prenderanno dove lo mettono di solito a noi cittadini. Magari fossero perfino costretti a lavorare…..

    5) In finale, personalmente, la Polverini è una sindacalista. E io i sindacalisti li voglio tutti in Cina, che lì si che fanno la fine che meritano. Qui, a governarmi proprio non li voglio. Quindi, non l’avrei votata ugualmente. Il mio proposito di fare un disegno osceno sulla scheda elettorale è sempre molto attuale.

  12. @ Vincenzo:
    Si sbaglia, non ci vedo affatto ODIO come dice lei, e non ho alcun bisogno che mi si ricordi che la II Guerra Mondiale è finita da quasi sessant’anni. Devo intendere che non ha ben afferrato il senso del mio intervento, il quale era volto semplicemente a far riflettere sulla facilmente prevedibile differenza di reazione all’evento in caso di parti invertite (tant’è vero che ho espresso nella premessa il mio giudizio sui due personaggi artefici materiali del “misfatto”); nulla di più semplice. Poi c’è chi vuol far finta di ignorare la verità deviando il discorso con facili affermazioni fuori luogo, così da spostare l’attenzione altrove dove “il dente non duole”, ma è un’altra cosa…

  13. Copo di Stato che ci stai a fare ?
    Questa situazione dimostra che nel PDL ci sono persone incompetenti ed i Sig. Berlusconi e Fini per una volta dovrebbero trovare un comune accordo per rimuovere le persone responsabili.
    Se invece il caos creatosi dipende dalle incoprensioni del Presiedente Berlusconi e l’Onorevole Fini dovrebbero pensare molto seriamente ad una scissione del partito, perchè tali stupidaggini non sono assolutamente consentite.
    Considerata la gravità della situazione elettorale, solo 2 liste di candidati ammesse, sarebbe opportuno che qualche autorità (quale ?) provvedi ad annullare quanto accaduto, in quanto non considero accettabile vietare il voto al 40% dell’ettorato, ne tanto meno lasciar dicidere ad un giudice (basti pensare alle confittualità politiche che si sente nei telegiornali).
    A questo punto ben venga un intervento diretto del Capo dello Stato, non sono esperto di politica, ma allora in questo casino tra sinistra, destra e gudici a che ci serve un Capo di Stato ?

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