Home News Nel Marocco di Mohamed VI c’è spazio per la verità sulla Shoah

La lieta eccezione marocchina

Nel Marocco di Mohamed VI c’è spazio per la verità sulla Shoah

16
5

Il Marocco è diventato questa settimana il primo paese arabo a organizzare una conferenza allo scopo di far conoscere la Shoah e la sua realtà storica. L’unico precedente nel mondo islamico sull’olocausto era stato l’incontro negazionista di Teheran nel 2006, voluto dal presidente iraniano Ahmadinejad, che ha reiterato le sue offensive assurdità proprio negli scorsi giorni all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

L’ideatore della conferenza marocchina è stato Elmehdi Boudra, 24 anni, di religione musulmana, laureando in Scienze politiche presso l’Università Al-Khawayn di Ifrane, a due ore a sud dalla capitale Rabat. Il giovane è presidente dell’Associazione “Mimouna”, nata per diffondere la conoscenza della cultura ebraica in Marocco e il dialogo tra ebrei e musulmani.

Ad organizzare l’evento ha contribuito anche Peter Geffen, che nel 1988 ha fondato il programma di studio “Kivunim”, per permettere agli studenti ebrei dei college americani di incontrare correligionari di tutto il mondo attraverso i viaggi, alcuni dei quali proprio in Marocco.

Hanno partecipato studiosi e soprattutto sopravvissuti della Shoah come Elizabeth Citron, che ha raccontato la propria esperienza di ebrea tra Romania ed Ungheria, l’obbligo d’indossare la stella gialla, prima di essere deportata ad Auschwitz Birkenau.

Alla fine ha parlato Andrè Azoulay, consigliere ebreo di re Hassan II prima, e ora di suo figlio Mohamed VI. Azoulay si batte da molti anni perché a Mohamed V, nonno dell’attuale sovrano del Marocco, venga dedicato un albero nel Giardino dei Giusti in Israele, per essersi rifiutato di consegnare gli ebrei marocchini perché fossero inviati nei lager nazisti.

Peter Geffen ha dichiarato che “aprire una discussione su questo argomento in un momento in cui sembra diffondersi l’idea della negazione della Shoah, è un indiscutibile passo in avanti”, ancora più interessante perché “la primavera araba non era ancora cominciata”, quando un gruppo di studenti universitari musulmani di 20-21 anni, in dicembre, ha iniziato a riunirsi per pensare alla conferenza.

Tale passo avanti può essere legato comunque proprio agli sviluppi che si stanno avendo in questi mesi nel mondo arabo. In Marocco è stata approvata il 1° luglio una riforma costituzionale che prevede la cessione di una parte dei poteri del re al Primo Ministro, in direzione di una monarchia costituzionale. L’affluenza alle urne per il referendum è stata del 72,65% e hanno vinto i “sì” con il 98,5% dei voti.

La nuova Costituzione ristabilisce la pluralità e l’apertura della società marocchina pur nel contesto dell’islam, che rimane religione di Stato, ma viene declinato in senso moderato, tollerante, volto alla comprensione reciproca e incline alla parità tra uomo e donna, garantita, almeno sulla carta, dal Codice di famiglia (Moudawana) del 2004.

Nei confronti delle donne saranno attuate forme di discriminazione positiva per consentire loro di accedere alle cariche elettive e la nuova Costituzione prevede la creazione di un’Authority contro ogni tipo di discriminazione “sul sesso, il colore della pelle, la fede, la cultura, l’origine sociale e regionale, la lingua”, tanto che il berbero diventa lingua ufficiale al pari dell’arabo, ed anche “sulla disabilità”, ha spiegato Hassan Abouyoub, ambasciatore marocchino a Roma, in un’intervista a questo giornale, all’indomani del referendum.

Ma sebbene la situazione della donna marocchina sia migliore di quella di molte altre donne nel mondo arabo e in generale il Marocco sia stato solo relativamente investito dalle proteste popolari, a fine febbraio una giovane madre nubile con due bambini, Fadwa Laroui, 25 anni, si è data fuoco per protesta davanti al Municipio di Souk Sebt, una cittadina nel centro del Paese: in quanto non sposata, era stata esclusa dall’assegnazione di case popolari.

Un cammino verso la modernità - quello del Marocco - che passa anche la trasformazione infrastrutturale. Il presidente francese Sarkozy due giorni fa è stato in visita a Tangeri, per presenziare assieme ad Mohamed VI alla posa della prima pietra del cantiere dell’alta velocità ferroviaria marocchina. Una ditta francese costruirà proprio una linea ferroviaria ad alta velocità che dal 2015 collegherà Casablanca a Tangeri in poco più di due ore in treno, con treni che toccheranno punte di velocità di 320 km orari. A tal fine sono stati stanziati dal governo marocchino tre miliardi di euro, 920milioni dei quali oggetto di prestito dalla governo francese.

  •  
  •  

16 COMMENTS

  1. arabo?
    chiedo venia ,è tutto molto bello ma il marocco è un paese nordafricano abitato per metà da atoctoni amazig (berberi) e per metà di arabi (invasori ahimè ,però chi hà dato hà dato e chi hà avuto hà avuto scurdammoce o passato simm in africa paisà),l’italia diverrà un paese arabo quando la conquisteranno?
    ciò che mi stupisce è la quasi sudditanza di termini di voi giornalisti nei confronti di arabo – islamico
    alcuni esempi : mondo musulmano ,ci sono altri mondi?paesi arabi , in africa , terra islamica ,come se la terra fosse mussulmana.
    non è che vi vergognate di dire che l’arabo è il solo popolo che da 1500 anni non mai smesso di conquistare?

    buon lavoro signora Boga

  2. Marocco e mondo arabo
    Caro Luigi,

    in effetti ha storicamente ragione: il Marocco, come l’Egitto, sono Paesi “arabizzati” e “islamizzati”, non arabi e islamici. Ha pure ragione ha dire che il Marocco è costituito per metà di autoctoni e per metà di arabi, ma il berbero è solo ora che diventa lingua ufficiale al pari dell’arabo (come ho detto nel mio pezzo. Non si tratta di sudditanza, nel mio caso, ma nel parlare di questi Paesi come sono conderati oggi, senza trascurare ovviamente gli autoctoni che sono diventati minaranza perseguitata in casa loro.

  3. Marocco e mondo arabo
    E’ un dato di fatto la triste situazione degli ebrei (dove ancora ce ne sono) e dei cristiani nel mondo arabizzato e islamizzato. Constatarlo non è sudditanza e non è sudditanza nemmeno ammettere che, in una tale situazione dovuta alle invasioni islamiche di 1.500 anni fa, che non intendo ovviamente dimenticare, un’iniziativa come quella del Marocco, grazie a studenti MUSULMANI, è un unicum. Saluti, sperando che l’Italia non sia anch’essa arabizzata e islamizzata, come pare stia avvenendo.

  4. non era mia intenzione
    non era mia intenzione attaccare direttamente lei ,che sò bene chi è e come la pensa ,solamente quando possiamo diciamo la verità tutta anche se spiacevole .
    di nuovo buon lavoro luigi

  5. Conclusione
    Invece non so chi Lei sia, Luigi, ma non era mia intenzione celare una parte della realtà sul mondo arabo-islamico (o meglio “arabizzato” ed “islamizzato”) e sul pericolo dell’islam in Italia. Se l’argomento fossero state le conquiste islamiche, il tono sarebbe stato ben diverso. Per una volta, ho trovato una notizia positiva e, per tirare il fiato, mi è sembrato giusto parlarne e non per questo ritengo di essere stata disonesta. La saluto.

  6. richiesta scuse
    ha ragione hò usato questo argomento per martellare su un altro ,come hà avuto modo di intendere su altri miei commenti sono anchio contento dei passi del in avanti del Marocco.

    chi sono ? in queste pagine non si può dire tutto
    lei hà la mia email se le interessa ,….

    saluti luigi

  7. Risposta a Populista
    E’vero, tanto che ho deciso di scrivere un pezzo, proprio per questo ho deciso di sottolineare la straordinarietà dell’evento. D’altra parte il Marocco, uno dei Paesi arabi e islamici cosiddetti moderati, ha altri esempi del suo rapporto privilegiato con gli ebrei: vedi appunto Mohamed V che si rifiuta di consegnare gli ebrei marocchini per la deportazione (e Mussolini, che in Libia ha brandito la “Spada dell’islam”, cos’ha fatto?), Hassan II che nomina un consigliere ebreo e Mohamed VI che lo riconferma.

  8. Quando negli anni Trenta
    Quando negli anni Trenta Leonida Repaci visitò il Marocco, osservò che gli ebrei vi erano disprezzati come traffichini. Inoltre non sarebbe male se il Marocco concedesse libertà di parola anche agli abitanti del Sahara Occidentale.

  9. L’islam è l’islam e non si può riformare purtroppo
    “… Mussolini, che in Libia ha brandito la “Spada dell’islam”, cos’ha fatto?, Hassan II che nomina un consigliere ebreo e Mohamed VI che lo riconferma”. Bhe Mussolini in tema di islam e altro era un ignorante e quindi non fa testo. Riguardo al consigliere ebreo tenga presente che di “ebreo” ce ne è anche uno nel parlamento iraniano, pensa che sia stato messo lì perchè “ebreo” o come diversivo? Per capire l’islam e la loro mentalità dobbiamo studiare i testi e la teologia islamica, l’intolleranza che viene insegnata nelle moschee e una storia di violenza lunga 1400 anni – non dobbiamo perdere tempo a contare il numero (peraltro insignificante) di presunti ebrei, cristiani e altro nelle loro istituzioni.

  10. A Populista su Mussolini e il Marocco che non è Iran
    Ho citato Mussolini per dire che, mentre lui brandiva la spada dell’islam e si alleava con Hitler a discapito degli ebrei, il re musulmano Mohamed V, si rifiutatava di consegnare gli ebrei marocchini. Quasi nessuno, in Europa, ha avuto lo stesso coraggio. (Segue)

  11. A Populista su Mussolini e il Marocco che non è Iran
    Non ero sinceramente a conoscenza del fatto che ci fosse un parlamentare ebreo iraniano (se è per quello ci sono anche donne). Comunque poco importa. L’importante è cosa pensa quell’ebreo. In Marocco il re ha un consigliere ebreo e si è fatta una conferenza non negazionista sulla Shoah, in Iran c’è un parlamentare ebreo, eppure anni fa c’è stata una conferenza negazionista sulla Shoah, le opinioni di Khamenei e Ahmadinejad non sono cambiate e a quella stessa conferenza c’erano RABBINI negazionisti e anti-israeliani.

  12. Il dubbio di Populista
    Caro Populista, innanzitutto “l’ebreo al servizio dei marocchini”, è anche lui marocchino (come per altro quello al servizio degli iraniani, è iraniano). A quanto sembra il Consigliere marocchino la pensa diversamente visto che ha presenziato e quello che ha detto in questa conferenza e vuole un albero nel Giardino dei Giusti per Mohamed V, che si è rifiutato di fare in modo che gli ebrei marocchini fossero vittime della Shoah!

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here