l'Occidentale Campania

Nel Pd campano cresce l’imbarazzo dei moderati stanchi della vecchia politica

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La vicenda delle primarie del Pd a Napoli appare tutt’altro che risolta. Nelle convulse ore seguite alla consultazione di domenica scorsa, si è assistito ad un'escalation di eventi e dichiarazioni che hanno avvelenato il campo, già ampiamente compromesso. Bersani ha deciso di annullare la Conferenza programmatica nazionale prevista proprio nel capoluogo partenopeo per sabato prossimo, e che doveva servire a presentare ufficialmente il candidato uscito vincente dalle primarie. A Roma è stato convocato un tavolo con tutti i segretari dei partiti della coalizione, esclusa l’Idv, per discutere dell’accaduto. In ultimo, Bersani ha deciso di spedire a Napoli Andrea Orlando, responsabile del settore Giustizia e legalità del Pd nazionale, per commissariare la segreteria provinciale del partito, prendendo il posto di Nicola Tremante fino alle prossime elezioni amministrative di primavera. Uno zuccherino che intanto tiene buono Cozzolino, contento per l'uscita di scena dell'ormai ex Segretario provinciale, ma che non lo farà comunque desistere dalla sua battaglia. Nessun passo indietro, ha già fatto sapere, a meno che non si candidino Saviano o Cantone. E sull'ipotesi di un candidato comune commenta secco: "Prima bisogna rispettare l’esito delle primarie".

Mentre da Roma si continua, malgrado tutto, a cercare di individuare il Papa straniero che possa togliere le castagne dal fuoco ai dirigenti nazionali, Andrea Cozzolino ha deciso, quindi, di andare diritto per la sua strada. Ha diramato una nota in cui ha dichiarato che non c’è tempo per una candidatura espressione della società civile, per la quale “fino al 27 novembre aveva lavorato intensamente, mentre altri erano già in campo da tempo” ed ha chiamato i suoi sostenitori a raccolta per una manifestazione prevista per oggi al Palapartenope. Le indiscrezioni raccontano della volontà di non mollare e della possibilità di candidarsi comunque a sindaco con liste civiche, così come fece Vincenzo De Luca a Salerno nel 2006, quando vinse le amministrative contro i vertici del suo partito schierati con il senatore Andria.

Una matassa difficile da sbrogliare per Bersani, che in queste ore deve affrontare anche la grana dei moderati del Pd, fortemente infastiditi ed imbarazzati da questa vicenda. Le immagini dell’aggressione in stile squadrista dei sostenitori di Cozzolino nei confronti dell'ormai ex segretario provinciale Nicola Tremante sono circolate su tutti i network nazionali. Uomo mite e pacato, Tremante è un avvocato stimato e conosciuto in città, con una storia politica lineare, che parte dalla Democrazia Cristiana, l’adesione ai Popolari, poi alla Margherita e l’approdo finale al Pd. E’ finito nell’occhio del ciclone per aver avuto il coraggio di denunciare le irregolarità riscontrate nel corso della consultazione e di non aver voluto mettere il coperchio come gli chiedevano anche da Roma. Nella nottata incriminata, al responsabile organizzazione del Pd nazionale, l’onorevole Migliavacca, che gli chiedeva di non mettere in discussione il risultato, ha con fermezza replicato: “Caro Migliavacca, io qui sto combattendo le infiltrazioni camorristiche nel Pd”. Adesso non avrà più di che preoccuparsi visto che, dalla Capitale, hanno mandato un loro commissario a sbrogliare la matassa.

Gli attacchi dei "cozzoliniani", negli ultimi giorni, non si sono mai sopiti e la protesta è andata avanti anche attraverso i social network. Nel commentare un post del consigliere regionale Antonio Marciano, storico segretario personale di Bassolino, il presidente della IX Municipalità Fabio Tirelli, ex esponente di Rifondazione Comunista eletto anche con i voti di Margherita ed Udeur, aveva scritto: “Ora è il momento di costruire una sinistra alternativa e sovvertire lo strapotere del peggio degli ex democristiani rappresentati da un ruffiano, passacarte di De Mita come Tremante che governano il Pd napoletano!”. Parole che si commentano da sole.

Di fronte a questa situazione è esploso, senza mezzi termini, l’imbarazzo e la rabbia dei moderati presenti nel Pd. L’egemonia degli ex Ds ha fagocitato il partito fin dalla sua nascita, nonostante il fatto che all’atto di nascita in Campania la Margherita aveva più consensi dei postcomunisti. Prima l’estromissione di De Mita, poi la vicenda Villari, infine l’abbandono di Sommese hanno portato via fette consistenti di elettorato moderato dal Pd, riducendo il consenso dei Democrats ai minimi termini. Hanno retto finora soltanto i popolari che fanno capo a Salvatore Piccolo, di cui è espressione Tremante, ma anche tra questi serpeggiano forti malumori per i recenti eventi. In Campania il Pd è un partito che invece di aprirsi al centro, si è orientato sempre più a chiudersi verso il blocco di sinistra che ha fatto la fortuna del primo Bassolino. Emblematico, in tal senso, l'aver ospitato nelle liste alle Regionali l’ex assessore di Rifondazione Comunista, Corrado Gabriele, portatore esclusivamente del proprio consenso elettorale frutto di cinque anni di politiche clientelari.

Qual è la via di uscita? Bersani si trova di fronte ad un bivio: assecondare l’arroganza dei bassoliniani, forti del loro serbatoio elettorale, oppure avviare un serio processo di rinnovamento e pulizia nel partito, assumendo anche decisioni drastiche. L’alternativa potrebbe essere la perdita definitiva dell’elettorato ex democristiano, determinante ad una sopravvivenza del partito con cifre accettabili. In molti, anche a sinistra, guardano con interesse e speranza alle scelte del centrodestra.

In un tale contesto, molto dipenderà dalla scelta del Pdl. Individuare una figura che sappia parlare a questo mondo, fuori dalle polemiche degli ultimi giorni e con un forte radicamento territoriale, corrisponde all’identikit perfetto di candidato sindaco di cui Napoli ha bisogno. Il modello rassicurante rappresentato da Caldoro, per intenderci, contrapposto al populismo "deluchiano", è risultato vincente. E’ quella la strada da seguire. Napoli ha dimostrato di essere stanca dell’arroganza di alcuni soggetti. Cozzolino ed i suoi sostenitori faranno bene a convincersi che una stagione politica è finita e la volontà di voltare pagina dei cittadini napoletani non passa dalle loro poco credibili promesse e dimostrazioni di forza. Una convinzione della quale, ormai, anche i pochi moderati rimasti nel centrosinistra si stanno persuadendo.

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