Home News “Nel Pdl c’è qualche problema reale e troppi immaginari”

Il partito, le liste e Berlusconi

“Nel Pdl c’è qualche problema reale e troppi immaginari”

Per dirla con Galli Della Loggia, la plastica si sta squagliando?

"Siamo al ridicolo. Il Pdl è nato due anni fa e da allora ha vinto tutte le elezioni. Sostenere che, per qualche firma mancante, si stia squagliando è quanto meno impressionistico. Sono sedici anni che lo si dice e, nel frattempo, Berlusconi ha vinto, perso, rivinto. Per citare la pubblicità, è resistente come il moplen.."

Ma Berlusconi è molto arrabbiato con il partito.

"Io so che una prassi consolidata ha sempre teso a sanare eventuali guasti nelle liste per tutelare la sostanza, più rilevante, dello scontro democratico. Ancor più rilevante in un sistema bipolare nel quale, se viene meno - una forza, l'altra resta padrona del campo. Il susseguirsi di casi mi fa pensare che si vogliano esasperare eventuali mancanze. Un'oggettiva involuzione della prassi democratica".

Invece di prendersela con chi ha sbagliato le liste, attacca i giudici?

"Io non attacco i giudici. Dove ci sono stati errori, vanno individuate e sanzionate le responsabilità. Ma se su questi errori si fa venir meno la contrapposizione tra due fronti, il problema è ben più grave dell'errore materiale".

Nega problemi politici nel Pdl?

"Problemi ci sono. Però parliamo di quelli effettivi e non di quelli immaginari. E soprattutto, ricordiamoci che c'è un tempo per la discussione, che non può essere quello di una campagna elettorale".

Quindi ha sbagliato Fini a dire ora che il Pdl, così com'è, non gli piace?

"L'adesione ad un partito è sempre un fatto empirico approssimativo, per tutti. Se dovessimo aderire ad un'idea al cento per cento, avremmo tanti partiti personali. Se Fini voleva dire questo, lo si può comprendere. In caso contrario - e credo che questo sia il caso contrario - è stato un errore: non è il momento di fare affermazioni di questo tipo visto che, ora, ad esse non può seguire un dibattito interno. Mi auguro che, coi suoi comportamenti, Fini faccia chiarezza".

ll Pdl è ancora somma di due partiti?

"L'amalgama realizzatosi tra elettori e nei gruppi parlamentari non c'è a livello di partito, per mancanza di tempo: gli elettori hanno avuto quindici anni, i gruppi vivono una quotidianità di rapporti, invece il partito lavora ancora alla sintesi di strutture distinte".

Tutto qui?

"No. C'è anche un problema di rapporto tra leadership e periferia. Si è accusato Berlusconi di essere un sovrano assoluto ma la verità è l'esatto contrario: gli egoismi delle periferie si sono imposti sulla leadership che ha ritenuto di dover pagare un prezzo alla costruzione del partito. E stato un errore, perché gli egoismi locali hanno avuto uno spazio mai avuto con Forza Italia".

Rimpiange la monarchia assoluta di Berlusconi?

"Tutti i partiti moderni, non solo in Italia, sono di tipo carismatico, con il leader che legittima dirigenti che ne innervano la forza nel paese. Lo scambio, in questa occasione, è stato squilibrato, la periferia ha preso molto di più di quello che ha dato". 

Tratto da Il Mattino.

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