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Nella Campania dei rifiuti il Pdl tenta la rivoluzione

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Apparentemente la partita della Campania assomiglia a una sfida già vinta per il centro-destra. Un match che, alle prossime Politiche, dovrebbe finire tanto male per il Pd da tramutarsi in una reazione a catena tale da portare al rinnovamento dell’intera classe dirigente napoletana. Lo scenario è quello noto. Una regione devastata nella sua immagine internazionale e annichilita nell’anima, oltre che nella sua vivibilità. I sondaggi circolanti anche dalle parti del Partito Democratico che danno riscontri da ultimi giorni di Pompei, con il Popolo delle libertà attorno al 50% e la formazione veltroniana al 26%. E, come se non bastasse il centrosinistra deve fare i conti anche con l’ira e la ribellione interna al Pd campano che denuncia con toni non propriamente morbidi la centralizzazione nella compilazione delle liste e l’esplosione di una raffica di nomi paracadutati dall’alto, con prodiani come Sircana e Santagata piazzati in una regione in cui la componente prodiana non è mai esistita e il radicamento al territorio dei candidati è stato derubricato tra le varie ed eventuali.

Nessuno, però, dalle parti del centrodestra se la sente di sottovalutare la partita. Sarà per il “tabù Campania”, con la vittoria strappata sul filo da parte dell’allora Unione nelle ultime Politiche o l’inattesa, larga vittoria di Rosa Russo Iervolino nelle ultime elezioni comunali. Sarà per il gran rifiuto, arrivato quando la trattativa sembrava giunta alle formalità finali, di Antonio D’Amato che privo delle garanzie richieste sul suo futuro ruolo di ministro si è tirato indietro. Sarà per i piccoli malumori che circolano nella pattuglia dei consiglieri regionali campani che aspirava a un upgrading ma è stata, invece, stoppata nel nome della battaglia contro il degrado campano. Sarà per il tentativo che sta portando avanti Claudio Velardi di riportare sulle barricate dei comizi popolari Antonio Bassolino e farlo uscire dal recinto locale in cui si è rinchiuso e dall’accerchiamento dei media. Fatto sta che la prudenza resta la parola d’ordine e in pochi si sporgono fino a prefigurare un risultato elettorale trionfale, anche perché la percentuale degli indecisi resta altissima..

Di certo da oggi, ormai quasi chiusa la partita delle candidature, i partiti inizieranno a mobilitarsi davvero sul territorio. E già questo weekend ci sarà un’altra sessione di propaganda a colpi di gazebo in tutte le piazze napoletane mentre domenica Gianfranco Fini scenderà a Salerno insieme al neo-candidato e medaglia d’oro al valor militare, Gianfranco Paglia. Sul fronte dei contenuti della campagna elettorale il copione del centrodestra sarà obbligato, visto che potrà ovviamente mordere sul fronte del degrado. E portare all’attenzione pubblica, tra l’altro, un altro dato non certo scintillante: quello dell’agenzia di rating Moody’s che ha abbassato, proprio in queste ore, il rating del Comune di Napoli da A1 ad A2. La motivazione? L’indebolimento del contesto economico-sociale di Napoli e della Campania e l’effetto sui bilanci del Comune dei costi dell’emergenza rifiuti.

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