Nella centrale di Fukushima 50 tecnici lottano contro il meltdown
16 Marzo 2011
Ormai da cinque giorni il mondo vive con il fiato sospeso di fronte alle immagini di devastazione che il sisma e lo tsunami hanno inferto al popolo giapponese. Ma oggi tutta la nostra attenzione sta sulla crisi dei reattori nucleari della centrale di Fukushima Daichii.
La notizia dell’evacuazione della centrale dei suoi 800 e più operai e il mantenimento di una task force di “soli” cinquanta persone tra ingegneri, tecnici e dipendenti della compagnia elettrica di Tokyo, Tepco, ci parla di sacrificio, di ritorno alla cultura dell’abnegazione. Nel Giappone atterrito dal sisma, dallo tsunami e adesso dal rischio nucleare riemerge l’eroismo.
Stavolta i nuovi eroi vivono tra le macerie dei reattori della centrale di Fukushima, nel nord-est del paese, pronti a sacrificare la propria vita per gli altri. Stanno combattendo con le poche armi a disposizione – le proprie conoscenze, la propria forza e la loro abnegazione – i fumi radioattivi dei quattro reattori della centrale nucleare.
Dei sei reattori, i primi quattro darebbero problemi. In particolare il 3 e il 4 continuano a costituire la maggiore minaccia per le forze di soccorso. Stamattina (ore 5:45 locali) nel quarto reattore si sarebbe verificata un’ennesima esplosione, come reso noto dalla Tepco. Di appena un’ora fa invece la notizia che le operazioni di raffreddamento del reattore 3 tramite, effettuate con il lancio di acido borico da elicotteri dell’esercito, è stato interrotto a causa del livello troppo alto di radiazioni sopra i reattori danneggiati.
Secondo la tv giapponese NHK, le operazioni starebbero continuando da terra. Per tutta la giornata di ieri dei camion cisterna hanno pompato acqua (e ancora in queste ore) dentro ai reattori, nella speranza di abbassare la temperatura delle barre. Negli ultimi tre giorni molti sono stati i tentativi effettuati al fine di abbassare la temperatura dentro ai reattori: acqua marina, acqua dolce, acido borico. Via terra e via aria. Nonostante gli sforzi, comunque, la situazione resta critica.
Il reattore numero 3 quello che attualmente desta più preoccupazione nelle autorità giapponesi. L’agenzia Kyodo ha dato questa mattina la notizia che il contenitore di uno dei reattori sarebbe stato danneggiato secondo il portavoce del governo giapponese, Yukio Edano.
Notizia questa smentita nella tarda mattinata di oggi quando il portavoce dell’Agenzia Nucleare giapponese ha annunciato che nessuno dei contenitori dei quattro reattori in difficoltà sarebbe danneggiato. Il governo di Tokyo ha fatto inoltre sapere che le radiazioni emesse dai 4 reattori esplosi della centrale di Fukushima oltre un raggio di 20 – 30 km, “non costituirebbero immediato rischio per la salute”.
La gravità della situazione è conferma anche dall’eccezionale discorso alla nazione dell’imperatore del Giappone, Akihito il quale in un lento e commovente discorso rivolto ai suoi sudditi si è detto “profondamente preoccupato per la crisi in atto alla centrale nucleare di Fukushima”, aggiungendo che “prega per la sicurezza di tante persone”.
I livelli della radioattività nella centrale nucleare di Fukushima sono oggi estremamente fluttuanti. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa un portavoce dell’Agenzia giapponese per la sicurezza atomica. "Nei momenti peggiori, ha spiegato, la radioattività è stata mille volte superiore alla norma. Le brusche fluttuazioni sono continuate per tutta la mattina di oggi. Un’ipotesi, ha aggiunto il portavoce, è che gli improvvisi picchi potrebbero essere causati dalla radioattività fuoriuscita dal reattore n.2 della centrale".
Nel frattempo sono 185.000 le persone evacuate dalla prefettura di Fukushima e sono 260.000 le dosi di iodio stabile distribuite alla popolazione ma di cui il governo non ha ancora consigliato l’assunzione. Intanto il Giappone è tornato a tremare stanotte. Nuova scossa di magnitudo 6 è stato registrato a largo della penisola di Chiba, nel sud del paese. Il sisma non avrebbe causato alcuno tsunami, secondo quanto riportato dalla tv di stato NHK.
Il numero delle vittime in Giappone a seguito del terremoto e dello tsunami della scorsa settimana continua a salire, purtroppo, arrivando a quasi 11mila tra morti e dispersi. Secondo quanto riporta l’agenzia Kyodo, che cita fonti della Polizia giapponese, il numero dei morti confermati in 12 prefetture è 3.373, mentre alle 22, ora giapponese, gli scomparsi risultavano essere 7.558.
