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Nell’indice di gradimento dell’operato presidenziale Bush scalza Obama

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Secondo un sondaggio dell'istituto Gallup pubblicato lunedì, l'indice di gradimento del lavoro presidenziale di George W. Bush ha raggiunto il 47%, scalzando di un punto il presidente Barack Obama in un "poll" condotto durante la stessa settimana.

Questa è la prima volta che Gallup ha chiesto agli americani di giudicare a posteriori la condotta governativa di Bush. Ed è una svolta straordinaria, se si tiene conto che nel novembre 2008 la sua percentuale era ferma al 25. Il risultato di ieri è di 13 punti superiore rispetto a quello che scaturì dal sondaggio fatto dello stesso istituto di statistica prima che Bush lasciasse l'incarico nel 2009 ed è la valutazione più alta per lui da prima dell'uragano Katrina nel 2005.

Quello che emerge dal sondaggio è che Bush è uno dei due presidenti degli Stati Uniti il cui tasso di disapprovazione (51%) è superiore a quello di approvazione. L'altro è Richard Nixon, dimessosi 36 anni fa e che registra un indice di gradimento del 29%.

Gli errori di Obama sembrano aver offuscare i ricordi delle carenze dell'amministrazione Bush che adesso sembra essere rivalutata. In più, nelle ultime settimane, il tour di Bush per promuovere il suo nuovo libro di memorie, "Decision Points", e il lancio dell'idea di una nuova libreria a Dallas hanno incrementato positività nei suoi confronti.

Questo 47% di gradimento pone anche seri interrogativi su quanto sia stata saggia la decisione della Casa Bianca di attaccarlo senza sosta nei mesi precedenti la storica sconfitta dei Democratici alle midterm. Il presidente aveva avvertito che una maggioranza repubblicana sarebbe ritornata alla politica dell'era-Bush. Ma il messaggio di Obama ha fatto poco per galvanizzare la base liberal e gli indipendenti hanno affollato il GOP il giorno delle elezioni.

L'incremento della percentuale di gradimento nei confronti di Bush dà credito a ciò che lui stesso ha per molto tempo detto - che la storia avrebbe finito per giudicare la sua presidenza. Uno dei suoi modelli di riferimento è Harry Truman, che lasciò la carica con un tasso di impopolarità molto alto, ma che ad oggi viene osannato per aver posto le basi per combattere la Guerra Fredda. Bush rintraccia parallelismi con gli sforzi fatti da lui nei primi giorni della guerra globale al terrore.

Gallup ha interrogato gli elettori anche sugli altri otto presidenti degli ultimi 50 anni, chiedendo: "Da quello che avete sentito, letto, o ricordate di alcuni dei nostri ex presidenti, fateci sapere se approvate o meno il modo in cui hanno portato avanti il loro incarico governativo". Per evitare che gli intervistati confondessero Bush figlio - 43esimo presidente Usa - con Bush padre - 41esimo nella lista - i sondaggisti hanno aggiunto che Bush è stato presidente dal 2001 al 2009.

Dal "poll" emerge anche che John F. Kennedy rimane il presidente più popolare, con 85% dei gradimenti. Ronald Reagan raggiunge il 74%, mentre Bill Clinton sale al 69%, rispetto al 61 del 2006. Il sondaggio è stato condotto tra il 19 e il 21 novembre con un campione casuale di 1.037 adulti. Il margine di errore è più o meno di 4 punti percentuali.

(Tratto da Politico)

(Traduzione di Alma Pantaleo)

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2 COMMENTS

  1. L’età di Pericle, Cesare dittatore
    Una delle mie affermazioni preferite è che questi anni passeranno alla storia come “L’età di Berlusconi”. Non vi dico l’ironia dei miei ascoltatori: ma in fondo, pensano che io sia un leccapiedi (o un po’ più in alto) e lasciano cadere la cosa. Bush ha avuto la sua rivincita: o meglio l’avrà, è solo questione di tempo. Per Obama, Clinton, Gore, Prodi, D’Alema, Schroeder, Blair e tanti altri, invece, la storia non avrà pietà. Mi rendo conto che è una magra consolazione, per noi che dobbiamo combattere oggi e non studiare storia dopodomani.

  2. aggingerei alla lista
    da aggiungere alla lista di quelli per cui la storia non avrà pietà : fini, bocchino, granata, rosy bindi, nicky vendola, bersani, franceschini, casini

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