Nell’Ue c’è chi i ponti li costruisce davvero

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Nell’Ue c’è chi i ponti li costruisce davvero

27 Luglio 2007

Dal 2018, ben 19 chilometri di asfalto, moderni cavi
d’acciaio e alti piloni bianchi trasformeranno lo skyline del mare del Nord.
Dopo un dibattito durato 15 anni, Germania e Danimarca saranno più vicine e una
nuova Europa verrà alla luce. Migliorare i trasporti e aprire nuovi mercati sono
state le priorità perseguite con coraggio e lungimiranza da entrambi i governi
che hanno preferito guardare al futuro a sostegno di tutta l’area
baltico-scandinava. Il Fehmarnbelt consentirà ad auto e treni di
percorrere in soli venti minuti il tratto da Puttgarden – località situata
sull’isola tedesca Fehmarn –  (da cui
deriva il nome dato alla grande opera) a Rødby sulla costa danese nell’isola di
Lolland.

Fino ad oggi, solo i battelli marittimi consentivano il
collegamento tra le due città con una traversata di 45 minuti. Ma il ponte non
ha solo il compito di accorciare visibilmente tempi e distanze tra i due popoli
nordici, ha quello più importante di rilanciare l’economia del nord Europa, una
delle zone commerciali più dinamiche e vivaci. Per questo il ministro tedesco
dei trasporti ha salutato con ottimismo il raggiunto accordo siglato a Berlino
come un “buon giorno per l’Europa”. Il suo collega danese Flemming Hansen nel corso della conferenza
stampa ha espresso il suo entusiasmo: “Questa è una grande vittoria per il
governo danese. Sono orgoglioso di partecipare ad un progetto visionario e
internazionale. L’est
e le regioni del nord tedesche cresceranno insieme alla Danimarca e alla
Scandinavia
”. E orgoglioso il ministro Hansen lo deve essere davvero,
visto che sarà proprio lo Stato danese – grazie anche a finanziamenti privati –
a sobbarcarsi gran parte del costo del ponte. Un costo che supera i cinque
miliardi di euro e che verrà coperto dalla Germania solo per il 20%, pari a 800
milioni di Euro. Il finanziamento tedesco copre infatti i costi previsti per il
collegamento con lo Schleswing-Holstein, sfruttando in parte i fondi europei per
le grandi opere.

Del resto – come ha ammesso lo stesso ministro danese – la
costruzione del ponte è sempre stata molto più importante per la Danimarca che
per la Germania. Per i danesi la priorità del progetto è dettata da ragioni di
mercato: la Danimarca guarda ai mercati dell’est per espandersi, la Germania
non ha questa esigenza perché il suo cuore (la Prussia) è già a est. Infatti,
se per la Danimarca la Germania è il più importante partner strategico, la
Danimarca è solo al 19 posto nella classifica import-export tedesca. Si può
quindi comprendere facilmente come la costruzione del ponte rivesta per la
Danimarca una importanza vitale da giustificare gli ingenti costi che verranno
riassorbiti nei primi 25 anni di attività attraverso un sistema di tariffe di
transito differenziate per mezzi e categorie. Il costo del pedaggio sarà media
di circa 50-55 euro a persona. I lavori inizieranno nel 2011 con una durata di
sette anni e prevedono la costruzione di linee ferroviarie e autostrade. Al
termine dei lavori si prevede un traffico di 9.200 auto al giorno e circa 4
mila passeggeri sui treni.

La costruzione del ponte è stata vissuta come una pesante
sconfitta per la società che gestisce il traffico dei battelli da sponda a
sponda, per il partito dei Verdi, strenuo oppositore del progetto, e per gran
parte degli abitanti che si sono detti apertamente contrari. La società che
attualmente gestisce i trasporti prevede di essere assorbita dalle ferrovie
tedesche per 1,56 miliardi e di trasformarsi in un consorzio privato di più
ridotte dimensioni. Gli abitanti del luogo temono invece che la costruzione del
ponte danneggi l’ecosistema distruggendo il settore turismo. Leif Miller, il
leader della Lega per la Natura in Germania (Naturschutzbund Deutschland, Nabu), ha assicurato che farà di
tutto perché il progetto venga respinto con mezzi giuridici a tutela del
paesaggio esistente.

La vicenda richiama il Mare
Nostrum
e il ponte che invece non sarà, quello sullo Stretto di Messina, tra Sicilia e Calabria. Per una volta
il mare del Nord è stato in tutto e per tutto simile al Mediterraneo. Simili
sono stati infatti i temi del dibattito e medesime le critiche sollevate dagli
ambientalisti e dagli abitanti del luogo. Diverso è stato l’esito finale. Non
c’è da stupirsi: mentre il nord costruisce l’Europa con i ponti, con il governo
Prodi il sud Italia dà la caccia al gattopardo!