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Giustizia russa

Nessun colpevole per la Politkovskaja. Ma un giudice riapre il caso

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Neanche 24ore dalla sentenza della corte moscovita che ha prosciolto per insufficienza di prove i quattro sospettati di essere gli assassini di Anna Politkovskaja, un giudice russo ordina una nuova inchiesta per fare luce sul caso.

I parenti e i colleghi più vicini ad Anna Politkovskaja criticano la corte di Mosca che ha giudicato innocenti i quattro uomini sospettati di essere gli assassini della giornalista simbolo della difesa dei diritti umani violati in Cecenia e, simbolicamente, della libertà di espressione nell'ex impero sovietico.

Per gli amici di Anna giustizia sarà fatta solo quando saranno dietro le sbarre sia gli esecutori materiali dell'omicidio, sia i mandanti su cui, dal 15 ottobre (data di apertura del processo) a oggi, la corte militare che si occupa del caso non ha individuato alcun elemento utile alle indagini.

Anna Politkovskaja sapeva di rischiare la vita, soprattutto dopo aver preso posizioni durissime contro l'amministrazione russa in merito alla crisi del teatro Dubrovka e alla tragica strage della scuola di Beslan. Il giorno dopo il suo assassinio la polizia russa sequestrò il computer della giornalista. L'editore della "Novaja Gazeta", Dimitry Muratov, sostiene che la Politkovskaja stava per pubblicare, proprio il giorno in cui fu uccisa, un lungo articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro Ramsan Kadyrov.

I quattro ex imputati sono i fratelli Dzhabrail e Ibrahim Makhmudov, Pavel Ryaguzov e Sergei Khadzhikurbanov. Su quest'ultimo, ex ufficiale delle squdra anti-crimine di Mosca e accusato di abuso d'ufficio ed estorsione, gravitavano inizialmente i principali sospetti  di essere la mente del delitto, consumato davanti all'ascensore del palazzo moscovita in cui risiedeva la Politkovskaja. Pistola in mano,  i killer aspettarono che la Politkovskaja tornasse dalla spesa quotidiana per freddarla sotto casa.

I primi due, i fratelli Makhmudov, accusati di essere i pedinatori della giornalista, sarebbero invece nipoti d'arte. Il loro "maestro" infatti sarebbe uno zio, Lom-Ali Gaitukaev, uno dei principali attori delle faide cecene degli anni passati, ora in prigione a scontare una pena per omicidio. Anche il loro fratello, Rustan Makhmudov, sarebbe coinvolto nelle indagini ma è latitante all'estero sin da subito dopo l'assassinio. La parte di Pavel Ryaguzov sarebbe stata, stando alla prima ricostruzione di fatti, quella di fornire agli assassini l'indirizzo della Politkovskaja.

Pare che nessuno dei quattro conoscesse la vittima ma che fossero stati prezzolati. In ogni caso, dopo due anni e quattro mesi di indagini, quattro mesi di processo e tre ore di camera di consiglio, i 12 giurati della corte militare non hanno ritenuto sufficienti le prove raccolte per trattenere i presunti mercenari.

Dunque chi è il killer della Politkovskaja? Sin dal 7 ottobre 2006, data dell'omicidio, poco dopo che il corpo esile della giornalista venne ritrovato in una pozza di sangue con accanto una pistola Makarou Pm e un bossolo in testa, le indagini si erano indirizzate sui quattro che sono stati dichiarati innocenti. Nessun altro sospetto e nessun sospettato. Che la Politkovskaja si sia sparata da sola?

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