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Nicaragua: Ortega rieletto presidente, la moglie sarà il suo vice

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Daniel Ortega, storico leader sandinista, ha ottenuto il 72,1% dei voti e, per la terza volta consecutiva, è stato trionfalmente eletto Presidente del Nicaragua. Maximino Rodriguez (Partito Liberale Constituzionalista) è il secondo candidato più votato ma è a oltre 55 punti di distanza. La vittoria di Ortega è già appannata da numerose denunce su brogli e manipolazioni, e dalle critiche per la nomina della moglie, Rosario Murillo, come vice presidente. Attacchi a Ortega sono arrivati sia da parte dell'opposizione di centrodestra che da parte degli ex compagni d'armi nella guerriglia contro il regime dei Somoza. 

Violeta Granero, portavoce del Fad, ha dichiarato alla stampa che l'opposizione si rifiuta di riconoscere il risultato di quello definisce "una farsa elettorale", dichiarando le elezioni "nulle e senza valore". Edmundo Jarquin, ex ministro del primo governo rivoluzionario ha denunciato che "Ortega rappresenta ormai una perversione del progetto della Rivoluzione Sandinista degli anni '80, che aveva un orientamento socialista, che ora è sottoposto a una estrema personalizzazione del potere, concentrato ormai nelle sua mani, e in quelle della sua famiglia".

Le critiche e denunce dell'opposizione contro la presidenza di Ortega si registrano da tempo; secondo gli avversari Ortega manipola le istituzioni in tandem con la moglie da mesi. Prima attraverso una riforma costituzionale che ha permesso la rielezione del presidente, poi attraverso una sentenza della Corte Suprema - controllata dai sandinisti-  per la quale di fatto è stato commissariato il principale partito oppositore di Ortega ed è stato imposto un leader non riconosciuto al partito di opposizione.

Nelle ultime ore anche la comunità internazionale ha espresso profonda preoccupazione per il processo elettorale del Nicaragua. Il vice-portavoce del dipartimento di Stato Usa, Mark Toner, in un comunicato stampa ha dichiarato che "Il governo del Nicaragua ha marginalizzato i candidati dell'opposizione alla presidenza, ha limitato il monitoraggio alle urne e l'accesso alle credenziali di voto. Inoltre, ha intrapreso altre azioni per negare lo spazio democratico nel processo, ha precluso la possibilità di elezioni libere e corrette al voto di ieri che hanno sancito la vittoria di Daniel Ortega, un risultato contestato come frutto di 'un circo elettorale'".

La nota continua: "Prima del voto, il governo ha messo da parte i candidati alla presidenza dell'opposizione, limitato gli osservatori interni ai seggi e l'accesso alle credenziali di voto, adottato altre azioni per negare spazio democratico al processo. La decisione del governo di non invitare osservatori internazionali indipendenti ha ulteriormente degradato la legittimità delle elezioni" e si legge poi che Washington "continua a esercitare pressioni sul governo nicaraguense per rafforzare le pratiche democratiche, inclusa la libertà di stampa e il  rispetto dei diritti umani universali in Nicaragua".

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