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No della Camera a preferenze ma Ncd insiste

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La lenta marcia dell'Italicum, la nuova legge elettorale, riprenderà lunedì alla Camera, e l'intesa tra il premier Renzi, Alfano e Silvio Berlusconi dovrà reggere alla prova dell'aula su alcuni spinosi punti di discussione: il Salva-Lega piuttosto che le cosiddette "quote rosa" (con l'appello di 90 parlamentari a favore della parità di genere). Ieri l'aula ha bocciato il primo degli emendamenti sulla introduzione del voto di preferenza, ovvero la possibilità di dare ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi mandare in parlamento, su cui Pd e Forza Italia sono contrari. Contro l'emendamento che avrebbe fatto saltare le liste bloccate hanno votato 278 deputati, 236 i sì, 2 gli astenuti: teniamo presente che i voti favorevoli sono stati molto più alti di quelli registrati in altri emendamenti e che nel Pd sulla vicenda c'è grande divisione trasversale. Ecco perché la battaglia sulle preferenze che vede schierato in prima linea il Nuovo Centrodestra di Alfano proseguirà."Sull’attuale legge elettorale la vera battaglia è sulle preferenze. Basta con il Parlamento di nominati", è il commento del presidente dei deputati di Ncd, Nunzia De Girolamo, che spiega: "ieri notte, l’emendamento è stato bocciato con 42 voti di scarto. Su questo aspetto, il Nuovo Centrodestra ha dimostrato, ancora una volta, di essere coerente e trasparente nelle scelte. Noi siamo per un sistema rappresentativo, non per una classe politica scelta dai segretari di partito". E ancora: "Riconsegnare ai cittadini il diritto di eleggere i propri candidati è un dovere di tutta la classe politica. L’auspicio è che Pd e Forza Italia, il cui leader non ha mai mancato di esprimere il suo sostegno alle preferenze, tornino sui propri passi e valutino l’idea di migliorare una legge cruciale per il futuro del Paese".

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