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No Tav, Grillo nei guai ma al Fatto si parla d’altro

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No Tav. Nuova grana giudiziaria per Beppe Grillo che rischia una condanna a 9 mesi di reclusione per la violazione dei sigilli della Baita Clarea avvenuta nel 2010 insieme ad altri attivisti. Intanto si apprende che diverse altre procure italiane stanno valutando se indagare Grillo per "istigazione di militari a disobbedire alle leggi", dopo la sua lettera ad alti vertici della Polizia, dell'Esercito e dei Carabinieri in cui il capocomico chiedeva alle forze dello Stato di schierarsi contro la attuale classe politica. La storia giudiziaria di Grillo è bella lunga, racconta Panorama, dalla condanna in secondo grado per l'incidente automobilistico del 1981 (con la condizionale), all'abuso edilizio per la villa di Sant'Ilario (condonato), ai risarcimenti per decine di migliaia di euro per diffamazione (da Rita Levi Montalcini a Fininvest, dal sindaco Galvagno al tesoriere del Pd Misiani). Mentre scriviamo, sono le 17.00 circa di venerdì, il web pullula di articoli sulla fedina penale di Grillo, sui suoi processi, sulla bravata No Tav. Prima notizia su Google News da oggi pomeriggio. Ma c'è un giornale che spesso e volentieri è voce delle procure, il Fatto, che oggi pomeriggio apre la sua versione online con uno speciale su Putin e Sochi. Si parla anche del processo a Lusi per i fondi della Margherita, mentre le accuse a Grillo vengono relegate a un box video nella colonna laterale del giornale, taglio medio, "pene pesanti per disobbedienza civile".

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