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Non basta essere poveri per occupare una casa

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"La proprietà privata è un furto! L’espropriazione di beni altrui da parte di chi ne ha bisogno è legittima!”. Erano ormai anni che dalla discussione pubblica del nostro Paese mancavano affermazioni simili, che pure hanno allietato alcune delle migliori menti degli anni sessanta e settanta. E francamente cominciavamo a sentire un po’ di nostalgia. Diamine se i comunisti veri, quelli duri e puri, si estinguono rischiamo di annoiarci. Polemizzare con i teorici del glorioso nascituro Partito democratico va bene, ma scazzarsi con un marxista-leninista, quartinternazionalista è tutta un’altra cosa.

Per fortuna però ci ha pensato la Cassazione che con una sentenza un po’ a sorpresa ha rimesso in circolo, con tanto di patente di legittimità giuridica, la tesi dell’esproprio come strumento di risarcimento sociale. La tesi della Suprema Corte è semplice, affascinante quanto tecnicamente sbagliata e politicamente aberrante. La Corte ha assolto dal reato di occupazione abusiva una signora che si era insediata in un immobile dello IACP. Ad avviso della Corte lo stato di indigenza dell’occupante, la mancanza della disponibilità di un altro alloggio, il diritto costituzionale ad un’abitazione, integrano gli estremi dello stato di necessità che, codice penale alla mano, costituisce causa di giustificazione in caso di commissione di fatti che, altrimenti costituirebbero un reato. In realtà come gli studenti di giurisprudenza studiano al secondo anno del corso di laurea, lo stato di necessità rilevante come scriminante penale è costituito da un pericolo grave, attuale e non altrimenti evitabile. Se rubo una macchina per sfuggire ad un’aggressione di malviventi non sono punibile, se rubo una macchina perché ne ho bisogno e non ho i soldi per comprarla commetto puramente e semplicemente un furto anche se il diritto alla circolazione è un diritto fondamentale quanto quello all’abitazione!.

Del resto ammettere che lo stato di indigenza, l’estremo stato di bisogno possa di per sé integrare lo stato di necessità che rende fatti di reato non punibili porterebbe a conseguenze aberranti. Sarebbero legittimi, purché commessi da soggetti in tale stato, non solo atti di occupazioni abusive ma anche tutti gli altri reati a scopo economico: furti, rapine, estorsioni, rapimenti … Ma naturalmente la Corte ama giocare con la rivoluzione ma non ha il coraggio di percorrere fino in fondo la strada intrapresa. E così si limita a mandare assolto l’occupante di una casa di un ente pubblico, quasi a voler attenuare le conseguenze della propria decisione. In realtà dal punto di vista astratto la fattispecie, nella prospettiva della giustizia liberale, è ancora più grave: occupare abusivamente un alloggio popolare vuol dire sottrarlo a qualcuno che probabilmente ne aveva maggiore titolo. Più che di risarcimento sociale si tratta piuttosto di una guerra fra poveri, nella quale vince quello più scaltro e più violento.

Nel comune sentire però il caso crea meno scalpore; si fosse trattato di un immobile di proprietà di un privato cittadino forse nemmeno il ministro Ferrero avrebbe avuto il coraggio di applaudire. La ragione di questa diversa sensibilità non è del tutto chiara. Forse siamo così abituati alla cattiva gestione del patrimonio immobiliare pubblico (affittopoli e svendopoli a parte) che un’occupazione abusiva di un alloggio popolare non ci sembra poi così grave. O forse, ma questo sarebbe troppo bello dal punto di vista di un liberale, siamo ormai tutti convinti che (ribaltando Marx) la proprietà pubblica sia un furto e pertanto riteniamo l’occupazione abusiva di un immobile pubblico sia un atto di risarcimento della società civile, depredata da un onnivoro Stato fiscale e proprietario.

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4 COMMENTS

  1. Forse esagero, ma spingendo
    Forse esagero, ma spingendo fino in fondo il ragionamento potrebbero anche assolvere un cannibale se dimostra che ha arrostito qualcuno solo perchè aveva un pò di fame….

  2. Certo Attila, ma con la
    Certo Attila, ma con la limitazione che il
    nostro antropofago si nutra di un pubblico ufficiale
    e non di un privato cittadino.

  3. beh di certo furti e rapine
    beh di certo furti e rapine sono a danno di una persona ma occupare una casa popolare per disperazione non abitata…è un altra cosa…

  4. beh..ho27anni,la mia
    beh..ho27anni,la mia ragazza28,incinta diquasi6mesi,e..siamo senza casa!sperare nelle case popolari?forse ce la assegneranno tra5-10anni.. a pochi metri da casa dei miei cè una casetta popolare,senza vicinato,singola..abbandonata ormai da piu’ di10anni!ma in ottimo stato!fino oggi avevo dei ripensamenti,dopo aver letto questo articolo inbraccierò trancia e trapano,e me la occupo. lavoriamo,ma in nero(nessuno ti affitta una casa senza un contratto di lavoro!)e con un bimbo in arrivo non abbiamo altre alternative. quindi sono un po’ schifato da chi critica la decisione della cassazzione senza pensare minimamente a situazioni come la mia.

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