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“Unexpected Israel” a Milano

Non è colpa di Israele se in Piazza Duomo c’è bisogno di sicurezza

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Il 12 giugno si terrà in Piazza Duomo a Milano l’inaugurazione di Unexpected Israel, “L’Israele che non ti aspetti”, manifestazione della cultura israeliana che durerà dal 13 al 23 giugno, nella quale verrà allestito un padiglione di 900 mq, dedicato alle realizzazioni economiche, scientifiche e alle bellezze turistiche dello Stato ebraico. Il programma è assai ricco e prevede conferenze di scrittori e scienziati, concerti, mostre d’arte e cinque seminari sulla tecnologia (tecnologie idriche, i new media, la sanità, la sicurezza interna e la robotica).

Il 14 si terrà anche un Forum economico Italia-Israele, a cui parteciperanno il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, il Ministro dell'Industria israeliano Shalom Simhon, e il neosindaco di Milano Giuliano Pisapia. Solo  per fare due nomi di altre personalità che interverranno: lo scrittore David Grossman e la cantante Noa, conosciuti come pacifisti appartenenti alla sinistra israeliana − non esattamente vicini ai presunti “falchi” Lieberman e Netanyahu, per intenderci.

Eppure, come al solito, quando si tratta di Israele, scatta la "palestinolatria". Gruppi antagonisti “pro Palestina” hanno minacciato, anche via web, il boicottaggio e di “mettere a fuoco la città”, contro quella che definiscono “occupazione di Milano”. L’ha reso noto per prima Ynet, l’edizione on-line del quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, riferendo che la polizia italiana si sarebbe “rifiutata di garantire la sicurezza” della kermesse, nonostante questa abbia ricevuto tutte le autorizzazioni delle autorità locali. In effetti le forze dell’ordine hanno fatto sapere che ci potrebbero “essere difficoltà a garantire la sicurezza nel caso scoppiassero violenze” in piazza. Addirittura si è parlato di spostare la manifestazione in un’ altra zona di Milano, forse il Castello Sforzesco.

L’International Solidarity Movement, lo stesso a cui apparteneva il pacifista filopalestinese Vittorio Arrigoni, recentemente ucciso a Gaza da un gruppo di fondamentalisti salafiti, ha diffuso una petizione on-line, firmata da circa 1.200 persone, contro l’evento, definito “un'operazione di propaganda tanto vergognosa quanto ipocrita”. Inoltre l’Ism ha organizzato una serie di iniziative (presìdi e conferenze) nel capoluogo lombardo, che culmineranno in una manifestazione nazionale il 18 giugno “per ricordare i bambini di Gaza e per mostrare il sistema dell’Apartheid israeliano”, com’è scritto su Indymedia.

Lo scopo è fare “controinformazione sul vero volto di Israele”, ha spiegato Piero Maestri, ex consigliere provinciale di Sinistra critica e fra gli organizzatori del raduno “pro Palestina”, definendo invece “irritante” l’evento “per Israele”. “Il corteo contro l’occupazione israeliana di Milano partirà da Largo Cairoli alle 15”, ha detto Maestri, solenne.

Alcune organizzazioni filopalestinesi  hanno inviato una lettera a Pisapia per invitarlo a boicottare la manifestazione della cultura israeliana, ma Davide Romano, segretario dell’Associazione Amici di Israele ha risposto che “i contestatori di Unexpected Israel invece di limitarsi a promuovere giustamente la cultura palestinese, vogliono censurare quella israeliana. Così facendo non boicottano Israele, ma la civiltà occidentale, dimostrando di essere degli analfabeti della cultura del dialogo”.

Gli ha fatto eco il deputato del Pd Emanuele Fiano, affermando che “qualsiasi forma di ostracismo verso la manifestazione di Milano che presenta lo stato di Israele come è oggi, sarebbe inaccettabile”. “La conoscenza − ha spiegato − è l'unico antidoto contro l'odio e la guerra. Il sindaco di Milano ha già chiarito che parteciperà a questa manifestazione come è giusto per il sindaco di tutti i milanesi. Anzi può essere un'occasione per fare di Milano un centro di dialogo e di scambio”.

Il Presidente della Regione Roberto Formigoni ha invitato a “non cedere alle minacce”, mentre il Presidente della Comunità ebraica milanese Roberto Jarach ha affermato che “il popolo di Israele e il paese di Israele ha tutto il diritto di poter svolgere in pace, in tranquillità, una manifestazione in cui far conoscere ai cittadini lombardi, alle imprese lombarde le positività di quanto possa comportare i destini d'Israele o incrementare i rapporti tra Italia e Israele”. E incalza: “Quello che mi preoccupa di più non è soltanto il boicottaggio, quanto le pesanti minacce. Abbiamo in mente quello che successe a Torino quando Israele era ospite di onore alla Fiera internazionale del libro e non aveva senso” (l’occasione era il 60° anniversario della nascita dello Stato ebraico). “È triste e incredibile che una manifestazione improntata sulla riconoscenza reciproca e sugli sviluppi economici e scientifici ci sia questo tipo di boicottaggio violento e questa virulenza contro tutto ciò che rappresenta Israele”.

Concorda lo stesso neosindaco di Milano (temutissimo dall’altro fronte per la sua apertura a una grande moschea e ai rom): “So che stanno decidendo a Roma cosa fare rispetto all'ipotesi di trasferimento in un altro luogo. Credo che su questo il Ministro degli Interni, le forze dell'ordine e il questore sono i più adatti per ogni decisione sulla base della situazione”, ha detto Pisapia. “Io difenderò l'interesse della pace”.

Intanto Ugo Volli, Alessandro Schwed e Andrée Ruth Shammah hanno appena promosso un appello al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Interni, al Presidente della Regione Lombardia ed al Sindaco di Milano, perché la manifestazione avvenga e in piazza Duomo. Finora si sono già raccolte circa 250 adesioni, comprese quelle di molte personalità della cultura e di molte comunità ebraiche, per spiegare che si tratta tutt’altro che di un’ “occupazione di Milano”, come l’hanno definita i suoi boicottatori, ma di un momento di scambio e di amicizia fra i popoli che arricchisce la vita culturale della città di Milano”.  Perchécomunque si giudichino le vicende del Medio Oriente, è inaccettabile che gruppi di estremisti impediscano la libera manifestazione del pensiero, sfidino l'ospitalità dell'Italia, siano decisi a impedire ogni contatto con Israele secondo logiche di apartheid che ricordano i boicottaggi agli ebrei organizzati dai regimi nazifascisti”. E’possibile inviare le adesioni ad appello.israele.milano@gmail.com

Intanto la politica non si ferma: un comunicato stampa di Palazzo Chigi ha riferito che proprio il 13 giugno, alle 11, in Villa Madama, si svolgerà il vertice interministeriale tra il Presidente del Consiglio Berlusconi e il suo omologo israeliano Netanyahu: nel corso dell'incontro verranno firmati accordi bilaterali. In seguito è prevista una conferenza stampa alle ore 12,30 circa.

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13 COMMENTS

  1. I democratici !
    Il pensiero democratico non esiste nella testa dei sinistri in genere.
    Il nuovo nazional comunismo si manifesta nell’odio idiota verso Israele che è l’unica vera democrazia in medio oriente e che rappresenta la capacità occidentale di far progredire un Paese in quella zona del mondo.
    Israele riesce a coltivare il deserto, a produrre a creare benessere mentre i suoi vicini ,forti della loro cultura islamica vivono di elemosine.
    I centri sociali che sostengono i palestinesi, sono come questi ultimi: incapaci, inetti, parassiti della società che vogliono distruggere.

  2. Caro Carolus, invece
    Caro Carolus, invece dividere il popolo in “destri” e “sinistri” e attribuire un pensiero unico agli uni o agli altri è proprio da persone furbe, rispettose, acute e preparate, democratiche e sapienti… Ma vai a riprenderti va!

  3. Senza timore verità per Israele
    Ancora e sempre volontà di soffocare. L’istinto di sopraffazione di una parte, esercitato con la minaccia e con la menzogna, cerca di imporre almeno quel comportamento ipocrita che vorrebbe nascondere alla coscienza il cedimento, cerca di imporre almeno il compromesso del vigliacco. La prima cosa è quindi dare testimonianza della verità senza infingimenti: riconoscere chi cerca pace e chi no, chi considera le persone e chi le calpesta e le sfrutta senza conoscerne la dignità. Occorre marcare la verità se vogliamo davvero riscatto e speranza per i popoli. Siria o Iran, Palestina o Libano, Arabia o Bahrein… Non meritano d’essere lasciati soli – strumenti e vittime secolari di visioni oscurantiste e di odio – nelle mani di chi li domina, loro vero carnefice. Mentre lasciamo alle cancellerie le mediazioni, noi cominciamo a dire le cose come stanno e a ripeterle, ad alta voce e senza ambiguità.

  4. 1) “Palestinolatria” o “idiozia”?
    1) La “Palestinolatria”? Ma che vuol dire? Alessandra, tu lo sai che nel 1948 vi è stata una “pulizia etnica della Palestina” e che allora metà della popolazione autoctona residente fu espulsa e metà dei villaggi palestinesi letteralmente rasi al suolo e cancellati dalla carta geografica? Forse che nella kermesse è previsto uno stand che ricordi queste glorie dello stato “ebraico”? Ritieni forse che tutte le nefandezze che segnano la vita del movimento immigratorio sionista, coloniale, razzista e genocidario, debbano passare in cavalleria, perché Israele avrebbe raggiunto punte di eccellenza in non so quali campi tecnologici, ma in genere militari? Vorrei invitare Alessandra a leggere un articolo dell’ebreo israeliano Gilad Atzmon, dove si sostiene che l’economia israeliana è la più sporca del mondo, l’economia dove si consumano i peggiori traffici, dal riciclaggio al mercato degli organi umani espiantati. È come se dovessimo applaudire un efferato assassino perché magari è un bravo giocatore di pallone. Credo di aver capito che la kermesse si faccia perché il sindaco uscente Moratti, in maggio, aveva fatto passare un’apposita delibera. Che la kermesse si faccia avendo tutte le autorizzazioni di legge, concesse da chi aveva il potere e la responsabilità politica di concederle, non è cosa che mi sconvolge. Ognuno porterà il peso delle sue decisioni e saranno i posteri a giudicare. Ciò che invece mi metterebbe in crisi sarebbe che non vi fosse nessuno in piazza per protestare davanti a tanta sconcezza. Per fortuna qualcuno c’è ed è da chiedersi perché non siamo più numerosi. Io ho una mia risposta al riguardo e la svilupperò in adeguata sede. Qui basta indicare nella sconcezza stessa di questo articolo una delle propaggini di quella Israel lobby le cui mani si stendono sulle istituzioni italiane e sui gangli del potere. Noi, democraticamente e civilmente, esprimiamo la nostra protesta contro quello che riteniamo un vero e proprio Stato “criminale”, con il quale andrebbero subito interrotte le relazioni diplomatiche. Se fossi io capo del governo, lo farei subito. (1. Continua)

  5. No al ‘filosemitismo’, sì a Israele
    Anche a me danno fastidio queste kermesse ebraiche, così come il continuo ricordo del cosiddetto ‘antisemitismo’ presente e passato. Queste manifestazioni non sono semplici atti di sostegno a Israele in politica estera da parte di movimenti o partiti italiani. Sono espressioni di gente che si identifica primariamente con la cultura e la storia ebraica e che vive in Italia da straniero con il passaporto italiano. In uscita le porte sono aperte, nessuno trattiene chi non si identifica al 100% con l’Italia, la sua lingua e l’alfabeto latino. Detto questo preferisco Israele rispetto agli islamici.

  6. Risposta ad AA
    Caro AA, neanche a me piace la divisione “destri” e “sinistri”, anche perchè non è così netta oggi in Italia e preferisco distinguere solo tra le persone raziocinanti e tolleranti e quelle no. Però, volendo fare distinzioni, di che parte politica sono quelli che hanno minacciato il boicottaggio della manifestazione?

  7. Risposta a Fausto
    Caro Fausto, purtroppo il termine “palestinolatria”, rende. Cosa c’entrano i Palestinesi con questa manifestazione? Cosa c’entravano con la Fiera del Libro di Torino? E’ di una tale banalità dire che la musica e la cultura possano unire, mentre la politica divide, che fatico a spiegarmi questi boicottaggi e minacce di violenza. Per esserci una pulozia etnica dal ’48, Gaza è piuttosto popolata, non credi? Non credi che col potere dell’esercito israeliano, se Israele avess voluto farla, ci avrebbero impiegato molto meno? “Reazioni” di questo tipo, fanno male anche ai Palestinesi.

  8. Risposta a Pilato
    Caro Pilato (simpatico nickname…) .Gli ebrei sono perfettamente integrati in Italia e possono essere al 100% ebrei e vicini ad Israele e al 100% italiani.

  9. Sulla violenza presunta
    …De gustibus ne disputandum est. Non ho terminato le mie osservazioni critiche all’articolo, osservazioni che sviluppo a rate, non essendo certo della pubblicazione del commento e non volendo correre il rischio di aver perso del tempo a vuoto. Ma devo ammettere che i miei commenti stanno passando tutti. Intanto, leggendo non solo questo articolo, ma tutta la rassegna stampa sull’evento, trovo indisponente un’informazione che presenta i contestatori della kermesse come fossero facinorosi, violenti, antisemiti, dipingendo con i colori più foschi persone assolutamente pacifiche ed equilibrate che semplicemente hanno una visione totalmente negativa di Israele, ma sulla base di una documentazione approfondita e in modo assolutamente argomentato e motivato. E cosa credono che i contestatori della kermesse vogliono andare a fare, se li faranno avvicinare? a lanciare bombe a grappolo contro i “visitatori” che andranno a plaudire ad un stato che si è reso responsabile di una “pulizia etnica” che dura ancora oggi? Non abito a Milano, ma se vi abitassi sarei andato volentieri a manifestare ogni giorno contro la kermesse, di null’altro armato che di cartelli e disposto ad argomentare con chiunque il mio pessimo giudizio sullo stato di Israele, al quale applico quella nozione di stato “criminale” che Jaspers coniò nel 1957 per lo stato nazista. Trovo poi… assai provocatorio l’uso del termine “odio” attribuito agli oppositori dello stato “criminale” di Israele. Tutti ce l’hanno con Israele come prima tutti ce l’avevano con gli ebrei? E da qui l’ennesimo accusa strumentale di “antisemitismo” (che in realtà non significa più nulla)? Per la prima parte si può utilmente citare un noto brano di Bernard Lazare, che scrisse la prima e insuperata storia dell’antisemitismo, dove passava in rassegna oltre 2000 anni di storia. E poneva questo dilemma agli ebrei, essendo pure lui ebreo: “Ma se in tutti i tempi, in tutti i paesi, la gente più diversa, per un motivo o per l’altro, se l’è sempre presa contro gli ebrei, non è che forse la causa debba essere ricercata negli ebrei stessi?”. Naturalmente, non sto qui giustificando nessuna forma di violenza contro nessuno, ebrei o non ebrei… Si tratta di un principio di ermeneutica storica. Diverso il secondo caso, quello della opposizione ed ostilità verso Israele, cioè lo stato che è sì sorto nel 1948 sulla base di un assai dubbio riconoscimento da parte dell’ONU, ma la cui origine va ricercata piuttosto nel mandato britannico e nella storia segreta del sionismo come movimento politico coloniale, razzista e genocidario, direi perfino estraneo al “giudaismo” religioso, non rappresentato a mio avviso dai rabbini sionisti e governativi. Verso uno stato che sia stato fondato su simili basi “criminali” la contestazione e l’opposizione è un “obbligo” e le autorità politiche ed istituzionali che hanno dato l’avallo ad una simile kermesse si sono assunti una gravissima responsabilità politica. Non inganna nessuno Formigoni, quanto tenta una posizione di equidistanza, dicendo che lui ha eguale amicizia verso il popolo palestinese. Non esiste equidistanza fra il carnefice e la sua vittima. L’equidistanza significa stare dalla parte del carnefice… E se, assunta pure una “narrazione” che andrebbe criticamente rivisitata, lo stato di Israele fosse dimostrato senza ombra di dubbio come l’equivalente odierno del ”nazismo”, la Moratti (cui si deve il mostruoso concepimento della kermesse), l’attuale sindaco Pisapia, il presidente della regione e tutte le altre autorità politiche istituzionali, cosa direbbero? (segue)

  10. @carbonaro
    “Ma devo ammettere che i miei commenti stanno passando tutti”. Ok, la digestione è iniziata.

  11. Cosa c’entrano i palestinesi con “L’Israele che ti aspetti”?
    Non mi sembra, Alessandra, che tu abbia letto con la dovuta attenzione il mio testo, articolato ed argomentato. Anzi è come se non lo avessi letto per nulla, o se lo hai letto non hai capito proprio nulla e fai ammissioni così gravi, che mi riservo di spiegarti le tue enormità in altra occasione, se ne avrò tempo e voglia. Allo storico ebreo sionista Benny Morris, che riconosce l’esistenza della pulizia etnica del 1948, ma sostiene che non il 50% soltanto doveva essere allora espulso, ma il 100 %, perché così non vi sarebbero stati gli odierni problemi con il 20/25 % di popolazione palestinese dentro Israele, di cui non si sa come liberarsi, fu risposto che si può ripetere il ragionamento dicendo che se i nazisti si fossero liberati di tutti gli ebrei nel 1943-45, oggi non avremmo avuto le guerre che infiammano il Medio Oriente. Rispondo brevemente alla tua domanda: “cosa c’entrano…” con altra domanda ad effetto, adatta al tuo livello: “Cosa credi che c’entrassero i nazisti con gli ebrei?”. Prova a rispondere a questa domanda, ed avrai ottenuto la risposta tu stessa alla domanda che mi poni. Quanto a Roberto una rapidissima notazione. Mi conferma ciò che dissi ad un convegno e vado ripetendo: le analisi dei cosiddetti sedicenti analisti non servono per nulla a capire gli eventi, ma servono per capire gli stessi analisti: chi li paga, cosa vorrebbero far credere, dove vogliono andare a parare. Caro Roberto, a te della Siria, e della gente che muore, in Siria, nello Yemen, nel Bahrein, in Libia, a Gaza… non credo che importi proprio nulla. Anzi come dice, Alessandra, se morissero proprio tutti, fareste una bella festa.

  12. Un Postilla per Alessandra
    E se si desse una guerra tra Italia ed Israele, da che parte starebbero gli “ebrei” che tu dici al 100% italiani e al 100% israeliani. Ad uno dei fratelli Rosselli, fu chiesto se si sentiva prima italiano e poi ebreo, o viceversa. Lui rispose che si sentiva innanzitutto italiano, e gli era estranea la teoria del doppio 100%. Inoltre, esiste l’altra faccia della luna: un italiano che fosse solo al 100% italiano e non avesse un doppio 100%, come dovrebbe sentirsi e rapportarsi con chi dispone di un altro 100%. Tanta ricchezza disorienta… Ma questo è appunto “L’Israele che non ti aspetti!”, e che ti sconcerta!

  13. Comunicazione di servizio al Moderatore:
    In merito a sfottimento di Santoro:

    Roberto Santoro
    10/06/11 21:46
    @carbonaro
    “Ma devo ammettere che i miei commenti stanno passando tutti”. Ok, la digestione è iniziata.
    ——————-
    aspetto ancora la pubblicazione dei due commenti successivi a quanto sopra. Mi impegno anche ad una critica sistematica, e molto seria, ad una serie di contenuti, che ritengo incompatibili o perlomeno discutibili, pur all’interno di un dibattito politico nel PdL. Non è possibile che giornalisti, che forse sbarcano in questo modo il lunario, possano pretendere di dettare le linee di politica estera di un partito, che conserva ancora e temo non per molto, la maggioranza relativa nel panorama politico attuale. È di oggi ore 13 la notizia della ricostituzione in ambito provinciale del Partito Liberale Italiano, che espressamente non ne vuole sapere di confluire in partiti “contenitori” o peggio in partiti di “plastica”, affidati a non si sa chi.

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