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Quagliariello sul film "Bella Addormentata"

“Non è offensivo, ma quei politici sembrano morti”

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“Va bene, non vincerò l'Oscar come miglior attore non protagonista”. C'è anche il senatore Gaetano Quagliariello nella “Bella Addormentata” di Bellocchio: al Senato - 9 febbraio 2009 - quando gridò: “Eluana non è morta, è stata ammazzata. Noi non ci stiamo!”, e abbatté la mano sul microfono.

Ieri pomeriggio, cinema Quattro Fontane, ha visto il film. Prima reazione: “Fortemente orientato sulle posizioni del papà di Eluana, Beppino Englaro. Ma non offensivo. Non a senso unico”. La storia del medico che salva la vita alla tossicodipendente, quella del ragazzo che vuole disporre della vita della sorella in stato vegetativo, quella del senatore di centrodestra che aiutò la moglie a morire, “non possono essere riportate a una sola identità”. Nessun caso narrato nel film, però, somiglia a Eluana: “Lì la famiglia ricostruì a posteriori una volontà della ragazza di morire se si fosse mai trovata in quella situazione”.

Beppino Englaro, dopo sette anni di alimentazione artificiale, chiese a un tribunale di poterla interrompere, di lasciar andare la figlia. Nel film il fratello di Rosa, bambola immobile su un letto, accudita con dedizione e fede dalla madre, stacca per un istante la spina. Il padre gli dice: “Non puoi imporre agli altri quello che pensi sia giusto”. Non è proprio ciò che rimproveravate voi a Englaro, senatore Quagliariello? “Ma il gesto del ragazzo e atto soltanto per alleviare la madre. Non c'è alcuna attenzione per la sorella, considerata comunque perduta. E noi non eravamo d'accordo sul lasciar morire Eluana: da un punto di vista liberale, perché può sempre accadere qualcosa di inatteso e dal punto di vista cattolico, perché può sempre intervenire qualcosa dall'alto”.

Secondo Quagliariello, ci sono due aspetti caricaturali nel film. Il primo riguarda “la religione, vista come superstizione, che può prosperare solo nel dolore, con figure di preti e suore usciti dagli anni 70”. Il secondo aspetto riguarda la politica. Le hanno dato fastidio i senatori che guardano le sedute dalla tv di una sauna, come antichi romani? “Bellocchio non odia, compatisce i politici. Li dipinge morti dentro e infelici. Invece, quella scena vera dove io grido, piena di passione, mi sembra, al contrario, assai vitale ... “.

Il governo Berlusconi in quegli ultimi giorni di Eluana, varò un decreto per impedire che fossero bloccate nutrizione e idratazione. Il presidente Napolitano non lo firmò, non gli parve giustificata l'urgenza. Si tentò col disegno di legge e nel film si sottolinea la disciplina a cui furono chiamati i parlamentari del centrodestra, per fedeltà a Berlusconi (“Ci ha fatto eleggere e salvato dalla galera”).

“Ma no! - dice Quagliariello – ci furono libere discussioni nel gruppo. C'erano parlamentari a favore della legge dal punto di vista laico e liberale e parlamentari come Ferruccio Saro, vicino a Englaro, contrari”.

Nel film qualcuno afferma che fu merito di Englaro non risolvere la questione nel privato, ma volergli dare dimensione pubblica: “Credo che il suo errore fu portare la vicenda di Eluana non in una dimensione legislativa, ma giudiziaria. Così, diversi tribunali diedero differenti risposte”.

Però, la legge che si voleva fare in pochi giorni, tre anni e mezzo dopo non è stata ancora approvata... “È stata approfondita, varata al Senato, modificata alla Camera e manca il passaggio finale al Senato. Prevede alimentazione e idratazione come sostegni vitali e che l'ultima parola, ove non ci sia più coscienza personale, spetti al medico”. Ma l'approverebbe il solo centrodestra e oggi c'è un'altra maggioranza a sostenere il governo. “Penso che il Pdl dovrebbe chiedere di portare in aula quel tema prima che la legislatura finisca”. Fuori dal cinema, il movimento cattolico Militia Christi distribuisce volantini che contestano il film. Quagliariello va via con la scorta: gli fu assegnata all'indomani di quel 9 di febbraio.

Tratto da Corriere della Sera

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1 COMMENT

  1. Per fortuna
    E’ una vera fortuna che quell’abominio di legge non sia stata approvata,avrebbe introdotto quello io chiamo “il rispetto della vita attraverso la violazione della persona che di quella vita è titolare”.
    Preso atto che la volontà di una persona è chiaramente espressa, non seguire la sua volontà introducendo l’accanimento terapeutico per legge è una cosa bestiale.
    La nutrizione artificiale non ha nulla a che vedere con l’alimentazione fisiologica, ha le sue complicanze che contribuiscono a deteriorare una vita allungata artificialmente, è un atto medico complesso (io sono uno dei medici che se occupano), non considerarlo un atto terapeutico è veramente un’assurdità e soprattutto eseguirla contro la volontà di una persona è semplicemente bestiale.
    A me piace molto il modello Inglese che prevede, una volta diagnosticato uno stato vegetativo persistente, di affidare il caso ad un giudice che sentito il parere dei famigliari e valutato la volontà del paziente espressa quando era possibile esprimersi, può decidere la sospensione dalla nutrizione artificiale.
    E’ un modo rispettoso per tutti per permettere ai pazienti in stato vegetativo di finire un calvario impensabile.
    Non conosco un solo medico che come me lavora quotidianamente con pazienti in stato vegetativo che si sia espresso favorevolmente a quella legge.
    Anzi in tutti quando sembrava stesse per essere approvata prevaleva un senso di orrore per l’ennesima violazione che quei pazienti avrebbero subito.

    Saluti

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