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Non è solo merito di Saviano se in Spagna si legge sempre più italiano

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Madrid, Spagna. Il Duemilanove sembra essere un anno di grazia per i libri italiani sul mercato spagnolo. Un distratto giro in una qualunque libreria di Madrid conferma questa sensazione. Titoli nostrani in vetrina, sui banconi su cui si accumulano le ultime uscite di maggior richiamo. Ma soprattutto in classifica. Sulla lavagnetta dei più venduti nella libreria del grande magazzino Corte Inglés, alla Puerta del Sol, slargo urbanistico in via di pedonalizzazione che costituisce l’ombelico della capitale e della Spagna tutta, ci sono tre titoli tradotti dall’italiano. Nella narrativa “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano e “Tengo ganas de ti”, cioè l’“Ho voglia di te” di Federico Moccia; nella saggistica, invece, l’eterno “Gomorra” di Roberto Saviano, che anche in terra iberica  è riuscito nel miracolo di essere sia un bestseller sia un longseller. Un successo tale da innescare l’interesse delle case editrici per tutto quello che riguarda lo scrittore di Casal di Principe e le mafie italiane in generale.

Due indizi. Primo: la pubblicazione di un altro volumetto di Saviano, “Lo contrario de la muerte”, presente in alte pile nei bookshops spagnoli. Nient’altro, in definitiva, che la traduzione di due brevi racconti, uno dei quali apparso in allegato con il Corriere della Sera. Lo pubblica Debate, marchio del megagruppo editoriale Random House Mondadori. Secondo: l’uscita per i tipi di Destino di “’Ndrangheta. La mafia menos conocida y mas peligrosa del pianeta”, dell’ex deputato ed ex presidente rifondarolo della Commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione. La ’ndrangheta sarà pure la mafia meno conosciuta del pianeta, come recita il sottotitolo, però l’interesse per l’argomento spinge l’omonimo saggio fino a fargli fare capolino nella vetrina di varie librerie.

Le traduzioni dei romanzi di Andrea Camilleri, poi, si contano a scaffali, e dello scrittore siciliano, così come di altri compatrioti esistono spesso anche le versioni in lingua catalana. Non sono soltanto i numeri a innervare il fenomeno dei libri italiani in terra iberica, ma anche la loro varietà. Da romanzi con intenti letterari come quello di Giordano, alla letteratura di genere e qualità come quella di Camilleri, dalla saggistica narrativa di Saviano, fino al saggio puro di Forgione e alla letteratura leggera, di consumo, rappresentata da Moccia, che spesso è difficile da vendere all’estero perché troppo imbevuta del suo luogo d’origine.

Questo per quanto riguarda gli autori che sono nomi di cartello anche da noi. Ma c’è anche qualche imprevedibile che integra la squadra dei big. E’ il caso, ad esempio, della riscoperta di una vecchia gloria un tantino fané e un po’ dimenticata in patria come Alberto Bevilacqua, di cui è appena uscito “El que te traicionaba” (“Lui che ti tradiva”), pubblicato da Bruguera, marchio di proprietà di Ediciones B - Grupo Zeta. Non bastasse, ha trovato un editore spagnolo (Arcopress) anche “Pornoromantica” propaggine cartacea dell’omonimo blog di Carolina Cutolo. Ma forse non è estraneo a questa vulcanica attività di traduzione dalla nostra lingua al castigliano il fatto che i capitali italiani hanno un ruolo da protagonista nel mercato editoriale (e in parte anche in quello dell’informazione) dei cugini oltrepirenaici.

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