Home News “Non ignoriamo la persecuzione giudiziaria ai danni del premier”

Uso politico della giustizia

“Non ignoriamo la persecuzione giudiziaria ai danni del premier”

"Per sedersi al tavolo delle riforme, ci stanno chiedendo di chiudere gli occhi sulla clamorosa persecuzione politica e giudiziaria nei confronti di Berlusconi. Noi a questo baratto diciamo di no". Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario del gruppo del Pdl al Senato, ribadisce: "Il premier
ha diritto a tutte le garanzie di un processo equo".

Sta indirettamente dicendo che i processi a cui è sottoposto il premier non lo siano...

"Sono molto scettico quando i giudici fanno partire la prescrizione non al momento in cui il reato presunto sarebbe stato commesso, ma quando si è cominciata a spendere la somma frutto dell'eventuale reato. O quando si chiede il processo per direttissima, per l'evidenza delle prove, e poi si chiamano132 testimoni; mentre in altri procedimenti non si ammettono testimoni a favore di Berlusconi. Del resto, quando l'attuale premier era un semplice imprenditore, non ha mai avuto una grana giudiziaria. Da quando è sceso in politica è stato implicato in 28 processi, 23 dei quali senza condanna e 5 in corso. E' legittimo sospettare di un uso politico della giustizia?".

Però questo continuo stillicidio di norme e emendamenti di esponenti della maggioranza, ora anche sulle intercettazioni, non aiuta il dialogo...

"Da una parte si accusa il governo di prevaricare il ruolo del Parlamento e dall'altra si vorrebbe che i gruppi intervenissero bloccando i singoli parlamentari. Ma le opposizioni possono dire in tutta coscienza che non esiste il problema delle intercettazioni che finiscono sui giornali anticipando una condanna mediatica? Comunque posso dire che sulle intercettazioni esiste un testo già approvato al Senato e che quindi è chiaro che si ripartirà da quello".

L'accusa è che fate norme ad personam, punite i giudici e mandate liberi migliaia di criminali.

"Il centrosinistra è abituato a lanciare questi allarmi mediatici, che poi, come fu per la Cirielli, si rivelano del tutto infondati. Quanto all'ordine giudiziario, si è costituito negli anni come un corpo separato, autoreferenziale, che spesso non si limita ad applicare le leggi, ma le interpreta con sentenze creative, come fu il caso Eluana. Non vogliamo punire nessuno, stiamo solo tentando di riportare nell'alveo della correttezza il rapporto tra politica e magistratura che, dopo la cancellazione dell'immunità parlamentare, è assolutamente sbilanciato a favore della seconda".

(Tratto da Avvenire)

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1 COMMENT

  1. Ma la “persecuzione” è il fine primario?
    Che esista una “persecuzione” è evidente dalle troppe correlazioni e coincidenze. Solo un tifoso da curva di stadio non vede e si rifiuta di vedere. Non sono però sicuro che la “persecuzione” sia il fine primario ma, forse, funzionale ad altri obiettivi. Non si hanno maggiori indizi perché non c’è la possibilità (o l’opportunità) d’investigare a fondo per verificare possibili alternative. Quello che è strana è la sostanziale monoliticità della categoria che, a mio avviso, deve essere valutata in toto e non distinguendo tra toghe rosse o di altro colore. Alcuni membri della categoria hanno comportamenti che rendono perplessi moltissimi cittadini determinando una trascurabile credibilità dell’istituzione (anche aiutata dalle prese di posizione del CSM e il suo presidente), ma gli altri tacciono. Non si sente un commento negativo, una vocina di dissenso. Perché? Non penso che siano tutto consenzienti e per questo si deve dubitare del rispetto della libertà di opinione.

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