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Paolo e Diego

Non posso giudicare i parlamentari, ma di sicuro la Gelmini ha avuto coraggio

Caro Paolo,

invidio la tua serenità analitica. Non riesco a classificare questi cambi di bandiera di parlamentari, come uno dei tanti tristi spettacoli offertici dai politici. E nemmeno riesco a mettere sullo stesso piano i voltagabbana dell'ultim'ora ai seguaci di Fini che hanno lasciato il Pdl. Mi piacerebbe, ma non ci riesco. Innanzitutto, un conto è abbandonare un partito per un altro in tempi non sospetti, un altro è farlo proprio quando il “nuovo albergatore” ne ha bisogno, facendomi sospettare, più o meno lecitamente, che non si tratti affatto di un gesto dettato da chissà quale causa politica, ma da altri interessi, molto meno nobili.

Questa cosa mi fa anche riflettere sulla figura del parlamentare. Insomma, se voto una persona, voto anche un partito, e mi aspetto che questa persona rimanga a militarvi e ad appoggiarlo, fino alle prossime elezioni. Se l'eletto cambia partito, viola in un certo senso il patto che ha stipulato con l'elettore. E visto che si tratta di una democrazia rappresentativa e non diretta, io , elettore, non posso impedirtelo in nessun modo. Ma nell'eventualità ritenga giusto non votare una legge proposta dal partito in cui si trovava alle elezioni o addirittura di lasciarlo, è giusto che lo faccia? Se non lo facesse allora avrebbe più senso, invece di mandare in parlamento una persona, dare un tot di palline di colore diverso ad ogni partito che se le tiene fino alla fine della legislatura.

E' anche vero che per quanto io scelga di votare un uomo invece di un altro, non lo conosco in dettaglio. Non posso sapere come reagirà di fronte ad alcuni eventi. Si comporterà come mi aspetto? Credo che difficilmente asseconderà i voleri di tutti i suoi elettori, qualsiasi decisione prenda. Allora non sarebbe più giusto che si limiti a tenere fede al giuramento elettorale? Insomma, non riesco, aprioristicamente, a giudicare l'azione del parlamentare, puoi immaginarti se c'è anche l'aggravante di fare una cosa del genere in questo momento.

Invidio anche la tua calma nel rivolgerti ai giovani “arrabbiati” in questo modo. Uno di questi leggendo un invito del genere proveniente da un altro giovane, troverebbe la cosa un po' strana e poco credibile. Per quanto mi riguarda, se credono che questa riforma rientri in quel filone di leggi e riforme che negli ultimi decenni hanno atterrito le generazioni venture,ben venga che manifestino, ( chiaramente in maniera pacifica). Temo però, oramai ,che ogni riforma che riguardi l'università e la scuola, venga presa sempre come una valvola di sfogo da parte di molti gruppi giovanili, per manifestare il loro dissenso nei confronti della società, a prescindere dalla bontà in sé del disegno di legge. E che quindi in molti andranno senza sapere molto della riforma, o senza considerarla malvagia, con uno spirito bellicoso più che critico.

Per quanto riguarda i nomi delle “giovani proposte” che mi hai fatto, come avevo detto su Renzi negli scorsi articoli, aspetterei a dire se sono ministri o uomini politici capaci, legati o meno al passato. Di sicuro c'è che Gelmini ha avuto il coraggio di affrontare una riforma delicata, e di questo gliene va dato atto. Aspetto gli altri invece su prove serie, e soprattutto senza l'appoggio incondizionato del loro leader. Voglio vederli approvare riforme o prendere decisioni difficili, senza essere difesi a spada tratta da un leader carismatico come Berlusconi...

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