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Buchi neri

Non ricordi più il tuo nome? Tranquillo, c’è Google

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Sei impegnato in una chiacchierata fitta e più o meno brillante quando pronunci la frase-baratro: "Sai quell'attore, ma sì, quello che ha fatto..., quello biondo, oddio come si chiama". Buio, vuoto. Ce l'hai sulla punta della lingua. Hai fisso nel cervello quel volto famoso ma il nome, niente. Guardi in alto e schiocchi le dita in uno sforzo di concentrazione, vano. Gli altri tirano a indovinare: Russell Crowe? Leo DiCaprio? No. Allora ti rassegni e come le altre volte "vai su Google".

Un pulsante sul telefonino smart e ci sei. Digiti "attore", "biondo", "Cronenberg"; il nome di quel regista, chissà perché, lo ricordi. Scorri i risultati e spunta lui: Viggo Mortensen. Ecco. Sollievo. Riprendi la conversazione troncata, magari per raccontare una stupidaggine, che l'hai visto di recente alla festa del cinema di Roma in giacca color prugna sul red carpet. Mentre quel dubbio ti è tornato: non sarà che a forza di domandare cose al grande fratello "G" ti stai fregando la memoria, lentamente e inesorabilmente, per pigrizia o disabitudine, perché ci pensa lui a "tenere a mente"? E con te tutti gli utenti di Internet, tendenzialmente l'umanità intera?

Torni a casa e vai su Google. Per cercare opinioni autorevoli o articoli scientifici sull'ipotesi che lui ti stia bruciando davvero i neuroni, come si diceva dell'Lsd. E trovi di tutto. Da Gary Small, professore di neuroscienze alla Ucla di Los Angeles che ha fatto uno studio per stabilire che la ricerca Web, invece, allena la mente e fa anche bene agli anziani. Fino al dibattito innescato dallo scrittore Nicholas Carr, a partire dal suo articolo sull'Atlantic Monthly : "Google ci sta facendo diventare stupidi?". Lui scrive che per colpa di Internet il modo di pensare è cambiato: "La mia mente - sostiene - adesso si aspetta di assumere informazioni così come la Rete le distribuisce: in un rapido flusso di particelle. Una volta ero un subacqueo nel mare di parole, adesso sfreccio sulla superfice come uno sulla moto d'acqua".

Un mondo di informati ma superficiali e senza memoria, nonché menomati se non "connected"? Seguono commenti sterminati, pro e contro, ad esempio nel forum promosso dall'Enciclopedia Britannica. Grazie alle letture propiziate da Google ne sai un po' più di prima. Forse. E riaffiora una frase profetica, sepolta nei ricordi, letta in un libro in anni meno digitali: "Non sappiamo che cosa sta succedendo, ed è precisamente ciò che sta succedendo". Chi l'ha scritta? Il filosofo Ortega y Gasset, ti soccorre il grande "G". Chi era? Vai su Wiki... http://en.wikipedia.org/wiki/José_Ortega_y_Gasset

 

 

 

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