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Le manifestazioni si estendono in tutta Italia

Non si ferma la protesta No-Tav: auto in fiamme e blocchi stradali

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Resta altissima la tensione in Val di Susa. Poco dopo la mezzanotte di oggi tre auto di altrettanti attivisti No - Tav hanno preso fuoco nei pressi di Chianocco. Secondo Luigi Casel, uno dei leader del movimento, “gli incendi sono stati appiccati al fine di danneggiarci. Ma noi non ci lasceremo intimorire ed andremo avanti nella nostra battaglia”.

Già nella serata di lunedì, a seguito dell’incidente occorso a Luca Abbà, erano state occupate l’autostrada A-32 Torino – Bardonecchia e le due statali che attraversano la Val di Susa, con rami, alberi secchi e qualunque altro oggetto a disposizione. Barricate in piena regola allo scopo di evitare l’inizio dei lavori.

Alle proteste in Valle, si sono aggiunti cortei spontanei di protesta in tutta Italia. Anche di carattere violento. A Milano, qualche centinaia di manifestanti ha raggiunto la sede del quotidiano “Libero” lanciando nell’atrio del palazzo alcuni fumogeni e petardi, fortunatamente senza provocare alcun danno. A Roma, sono stati occupati i binari della Stazione Termini. L’intervento dissuasivo delle forze dell’ordine ha fatto desistere i manifestanti ed il servizio ferroviario è potuto riprendere regolarmente dopo pochi minuti. A Torino, invece, bloccata per circa un’ora la tangenziale all’altezza dello svincolo di Rivoli.

I blocchi del tratto autostradale dell’A-32 tra Avigliana e Chianocco stanno proseguendo ad oltranza. Manifestanti e forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa si sono più volte affrontati, anche a pochissima distanza. Nonostante siano stati dati alle fiamme alcuni cassonetti e nonostante la polizia abbia a più riprese utilizzato gli idranti per cercare di sgomberare l’autostrada dagli attivisti, scontri veri e propri ancora non se ne sono registrati.

Ma i sinistri presagi di questi giorni non fanno ben sperare. Tanto per citare un ulteriore esempio, il Procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli, autore delle ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 26 attivisti No - Tav, ha dovuto cancellare la presentazione del suo nuovo libro “Assalto alla Giustizia” al Liceo Classico Carducci di Milano. Rinuncia provocata dai numerosi post intimidatori presenti sul sito antagonista “Indymedia”. Tutt’altro che concilianti anche le parole del leader storico No - Tav, Alberto Perino: “Dobbiamo continuare a resistere. Il movimento sta organizzando altri metodi di lotta. Faremo delle azioni improvvise che renderanno la vita difficile a chi vuole considerarsi un parco giochi o degli indiani da spremere”.

Contestazioni e proclami di guerra a parte, l’Italia non può permettersi di procrastinare all’infinito un’infrastruttura strategica per sé e per l’Europa. Minoranze violente non hanno alcun diritto di tenere in scacco un’intera valle, un intero paese.

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3 COMMENTS

  1. sic
    Oramai in Italia, sia l’agenda delle riforme che la costruzione di infrastrutture é diventata una questione di ordine pubblico. Poco senso dello Stato, scarso rispetto delle istituzioni, e pura una parte politica (vedi sinistra) che soffia sul fuoco del malcontento e cavalca la protesta per raccattare un po’ di popolarità…bravi bravi complimenti e poi si lamentano che non li vota più nessuno e ci credo!

  2. Contro questi sciacalli ci
    Contro questi sciacalli ci vogliono le maniere forti, qui non si tratta più di manifestare; il TAV è solo un alibi, il vero fine è la rivoluzione.
    Occorre introdurre il fermo di polizia e inasprire le pene per oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti, che prevedano anche l’interdizione dai pubblici uffici.
    Non c’è nulla di nuovo in questi giovani, è il solito demone che cambia nome ma la sostanza è sempre la stessa; ieri si chiamava comunismo, oggi anarco insurrezialismo. Il diavolo non muore mai.

  3. Prospettive di carriera
    Quel simpatico no TAV interlocutore dell’agente potrebbe essere suggerito al Sindaco Pisapia quale candidato per un ruolo di un certo rilievo – nella comunicazione per esempio – nella sua squadra comunale (una volta che abbia saldato il suo eventuale – eventuale – conto con la legge, ça va sans dire).

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