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Non si vota una perifrasi

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Il cuore della questione che riguarda la presenza delle truppe italiane in Afghanistan è uno solo: la decisione che ormai sembra certa di ritirare da subito 3-400 soldati da Kabul ed Herat. Questa sola decisione cambia la fisionomia della missione italiana, mette a rischio i soldati che resteranno e crea forti problemi di coordinamento con gli altri contingenti internazionali.

Che la scelta sia questa e che sia anche un po' vergognosa lo dimostrano le parole del ministro della Difesa Arturo Parisi, autore di questo capolavoro di perifrasi: “Questa riduzione è il risultato oggettivo della normale variabilità del personale ritenuto necessario per lo svolgimento delle attività previste nel semestre considerato e non di una scelta politica finalizzata ad un processo di riduzione intenzionale della nostra partecipazione alla missione”.

E' evidente che non una sola parola di questa lunga frase è vera: non esiste una necessaria e oggettiva riduzione del personale. E' vero semmai il contrario: spagnoli e tedeschi stanno inviando un maggior numero di truppe e il comando Nato ha espressamente chiesto all'Italia di fare lo stesso. C'è dunque una “scelta politica” “intenzionale” dietro la decisione, legata alla necessità evidente di ammorbidire le velleità di ritiro totale della sinistra radicale al governo.

Quando un ministro della Difesa è costretto a perifrasi del genere vuol dire che per i militari non si profila nulla di buono.
Pensare che l'Udc di Casini si prepari a prendere sul serio e a sostenere questo disperato tentativo del governo di salvare capra e cavoli a scapito dell'Afghanistan e dei nostri soldati in quel paese è davvero sconfortante.

Un'opposizione seria e responsabile come l'Udc ama definirsi, vota a favore dei capisaldi di politica estera condivisa del paese, ma dovrebbe bocciare il piccolo cabotaggio politico di un governo incapace di essere d'accordo con se stesso.

E, si badi bene, l'Udc dovrebbe votare contro, non per dare una spallata al governo, ché non è in vista, ma almeno per evitare una spallata all'opposizione.

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