Non solo Neet, giovani imprenditori valgono 46 miliardi

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Non solo Neet, giovani imprenditori valgono 46 miliardi

Non solo Neet, giovani imprenditori valgono 46 miliardi

03 Novembre 2016

Il costo dei Neet, i giovani che non lavorano e non studiano, è quantificabile in 21 miliardi di euro di perdita di produttività all’anno. Lo dice una indagine del CENSIS. I Neet sono giovani nella fascia d’età tra i 15 e i 29 anni, 2.349.000 persone in Italia. Nel 2007, erano 1.788.000. L’aumento negli ultimi anni è stato quindi rilevante: +31,4%. Il picco più elevato e’ stato raggiunto nel 2014 con 2.413.000 Neet. 

Ma sempre secondo il CENSIS, ci sono anche i giovani che lavorano: valgono 46,5 miliardi di euro, il 2,8% del Pil. 2.630.000 di persone, pari all’11,7% degli occupati complessivi. Questa generazione incide sui redditi da lavoro per il 7,3%: un valore pari a 46,5 miliardi di euro, cioè il 2,8% del Pil. CENSIS segnala una differenza tra lavoro dipendente e indipendente: i giovani incidono per l’8% dei redditi da lavoro dipendente e per il 5,3% dei redditi da lavoro autonomo. 

Nonostante tra il 2009 e il 2016 ci sia stata “una riduzione complessiva del 6,8% dei titolari d’impresa e la componente più giovane degli imprenditori, con una età fino a 29 anni, abbia subito una compressione del 19,1%, perdendo poco più di 41.000 giovani aziende ci sono settori in crescita: in cui le imprese guidate dai giovani mostrano invece un saldo positivo”. 

Considerando solo i settori in cui si manifesta una dinamica positiva, “tra il 2009 e il 2016 i titolari d’impresa giovani aumentano del 32%, passando da 27.335 a 36.079”. Analizzando i diversi settori, questa dinamica positiva “vede crescere del 53,4% il numero dei giovani titolari d’impresa nei servizi d’informazione e altri servizi informatici, del 51,5% nei servizi per edifici e paesaggio, del 25,3% nei servizi di ristorazione”, prosegue lo studio Censis-Confcooperative.

Bene anche le attività legate alla gestione di alloggi per vacanze e altre strutture per soggiorni brevi in cui “l’incremento dei giovani imprenditori è del 55,6%”.  Raddoppiano, inoltre, i giovani che aprono imprese “nelle attività di supporto per le funzioni d’ufficio e i servizi alle imprese (+113,3%)”.