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Dopo "Amore14"

Non sparate su Federico Moccia, l’Omero degli adolescenti italiani

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Spiritoso, tranquillo, ironico (gli piace essere imitato da Fiorello). A sentirlo, Federico Moccia trasmette la stessa “leggerezza” che riesce a infondere nei suoi romanzi. Consapevole del suo momento d’oro, cavalca l’onda del successo sfornando un film e un romanzo all’anno. Dal 30 ottobre scorso, l’Omero degli adolescenti è tornato nelle sale cinematografiche con “Amore14” (senza sbancare il botteghino, per la verità), un film costato 150mila euro solo di colonna sonora, visto che fra le tracce audio c'è il il singolo “Senza nuvole” di Alessandra Amoroso, la ministar uscita dalla factory di "Amici".

La lunga gavetta, l’alternanza di esperienze da regista, sceneggiatore e scrittore, non solo di romanzi ma anche di fiction e trasmissioni televisive (da “Ciao Darwin” a “Chi ha incastrato Peter Pan?”), hanno sicuramente reso Moccia uno scrittore adatto al grande schermo, dove è riuscito a "esportare" la sua personale visione della odierna gioventù. Sembra che sia proprio questa la chiave di lettura della sua popolarità: l’attenzione rivolta al mondo adolescenziale, a suo dire, spesso trascurato o considerato soltanto come un argomento di cronaca, meglio se nera. Basta leggere il suo blog per capirlo, dove tantissimi ragazzi scrivono di loro, affidando a Internet i propri segreti, le paure, le speranze, le ambizioni che diversamente non riuscirebbero a confessare.

Moccia afferma di raccontare in modo “romantico” la vita ma, a ben guardare, non proprio tutti i giovani italiani si ritrovano nei protagonisti delle sue opere. Come dire, le delusioni degli adolescenti non si limitano al primo amore. Spesso i desideri e i sogni degli adolescenti cozzano con le complicazioni di una realtà altrettanto gravida di problemi, che non è fatta solo di baci, abbracci e lucchetti. I 14enni e i 16enni di oggi non sono più quelli di una volta, hanno perso un bel po' di spensieratezza rispetto ai loro fratelli più grandi. Oggi si tende a crescere più in fretta e spesso si bruciano le tappe, senza vivere con la giusta consapevolezza quella età cruciale della vita umana. Si crede di essere abbastanza grandi da sapere tutto della vita e questo rischia di far sfumare attese, valori, ed anche la gioia di vivere intensamente un amore.

Insomma, l'impressione è che dall'universo di Moccia sia espunta proprio una parte del mondo "vero", che è anche fatto di giovani e giovanissimi alle prese con alcool, droghe, bullismo, suicidi, tutta roba che non fa solo parte delle cronache di un giornale, ma sempre più spesso della vita quotidiana. E invece Moccia, aiutato dal suo spirito di "Peter Pan" - l'eterno ragazzino desideroso di diventare grande, ma non di esserlo effettivamente - si è ritagliato una nicchia di pubblico da coccolare senza troppi traumi o brutture, se mai con un (benvenuto) spirito goliardico.

Mostrando ai suoi giovani lettori e spettatori che un “adulto” li può capire, i ragazzi potrebbero sentirsi più sicuri e meno abbandonati a se stessi. "Nei giovani c’è tanta difficoltà nel trasmettere le emozioni - dice Moccia - me ne accorgo guardando nei loro occhi, che esprimono un mondo in cui è difficile entrare". Lui però è riuscito a entrarci benissimo, e dalla porta principale. Speriamo solo che li abbia capiti fino in fondo.

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1 COMMENT

  1. Tre metri sopra il cielo NON è un libro d’amore
    Tre metri sopra il cielo NON è un libro d’amore-Lettera di un Padre vs Moccia.
    di Antonella Marchisella (www.girlpower.it).
    vedi il video anche in: http://www.youtube.com/watch?v=O7e2p0jhu8A
    Federico Moccia è spesso in TV,cinema, ecc., eppure c’è un aspetto che resta nell’ombra: quello che ormai è conosciuto come esperto dell’amore, rispecchia davvero il concetto di amore nelle sue opere? Per rispondere a questa domanda abbiamo scelto una storia personale, la lettera di un papà che ha scelto noi di GirlPower come valvola di sfogo e che scrive: Tre metri sopra il cielo non è un libro sull’amore! E credo che Moccia del vero amore non ne sappia nulla! Io ho letto il libro: di amore nel libro non c’è niente! Anche la parola amore non esiste, e il “ti amo” non c’è assolutamente mai scritto! Tutto si basa sul titolo. I protagonisti maschili, gli adolescenti del film, sono solo violenti (una violenza gratuita) e maschilisti , mentre le ragazze si adattano a questo e sono solo “oggetti” al loro servizio Grazie anche a Moccia il concetto divulgato è che l’amore è solo un pensare a se stessi, che i ragazzi devono essere bastardi, che le ragazze devono solo compiacere i maschi ecc..In questi ultimi dieci anni tutto è peggiorato e i risultati si vedono guardandosi intorno, e poi ci si lamenta di come sono i ragazzi di oggi!
    Amare è fare felice chi si ama e l’amore si dimostra e si verifica principalmente fuori dal letto. L’amore non è sofferenza, è felicità…(Vincenzo Puppo, 2005)… vedi i video in youtube/newsexology

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