Nonostante la crisi le Popolari erogano prestiti a PMI per 26 miliardi di euro
13 Settembre 2011
Le turbolenze che hanno investito le principali piazze finanziarie internazionali nel corso del mese di agosto, hanno messo a dura prova la stabilità economica che sembrava essere stata faticosamente raggiunta dall’inizio della crisi nell’autunno 2008. Il sentiment di incertezza che si è diffuso nello scorso mese tra gli operatori ha ricordato molto da vicino quello vissuto proprio all’indomani del fallimento della Lehman Brothers. Purtroppo, le risorse che i governi possono mettere in campo oggi per contenere le tensioni sui mercati sono estremamente ridotte, anzi proprio l’essersi indebitati a livello statale per sostenere negli ultimi anni il sistema economico e finanziario privato è una delle cause che stanno determinando l’attuale fase di agitazione tra gli operatori.
In tal senso, le ultime settimane hanno evidenziato le difficoltà dell’Italia all’interno dell’area dell’euro. Dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna anche il nostro Paese ha dovuto registrare un ampliamento dello spread tra i nostri titoli decennali e quelli tedeschi che hanno reso più oneroso il collocamento del nostro debito.
Che la situazione sia delicata è confermata anche dalle più recenti inchieste congiunturali di fonte Istat. La fiducia dei consumatori nel mese di agosto è, infatti, scesa sensibilmente in tutte le componenti e, in particolare, peggiorano i giudizi sulla situazione economica del Paese. Al contrario, le imprese manifatturiere registrano un lieve aumento dell’indicatore sulla fiducia, limitato, però, ai giudizi sugli ordini mentre peggiorano le attese di produzione.
Chiaramente, l’approvazione dei provvedimenti contenuti nella manovra di finanza pubblica in discussione in questi giorni, indispensabili per mantenere il debito pubblico sotto controllo, non potranno che rendere ancora più complesse e ardue le aspettative di crescita per la nostra economia.
Per questo motivo è necessario rafforzare il contatto con il territorio e con le tante realtà imprenditoriali che compongono il tessuto produttivo nazionale, se si vuole superare la difficoltà del momento attuale. Un compito, questo, che le Banche Popolari hanno portato avanti già negli anni passati, in particolare nelle fasi più acute della recessione nel corso del 2009, e che le vede tuttora impegnate in prima linea al fianco delle piccole e medie imprese e delle famiglie.
I dati, aggiornati allo scorso mese di luglio, indicano come i finanziamenti che le banche della Categoria erogano alla loro clientela di riferimento continuino ad essere stabili e rappresentino uno strumento essenziale per garantire lo sviluppo dei territori e delle comunità. Infatti, nei primi sette mesi del 2011, il flusso di nuovi prestiti alle PMI da parte del Credito Popolare è stato di quasi 26 miliardi di euro, superiore a quanto registrato anche negli anni precedenti la crisi di fine 2008 e in linea con quanto evidenziato nell’anno passato.
Discorso analogo per i nuovi mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di un’abitazione, 9 miliardi di euro messi a disposizione tra gennaio e luglio 2011, e che confermano il sostegno fornito dalle Banche Popolari a tutti coloro che vivono e producono all’interno delle rispettive comunità.
Un impegno quotidiano svolto in favore della propria clientela, con la quale la banca costruisce un rapporto fiduciario stabile nel tempo e confermato anche da un minore tasso d’interesse che sia per le PMI che per le famiglie risulta più basso di circa 15 basis point rispetto ai corrispondenti valori medi nazionali.
Le Banche Popolari dimostrano di essere oggi una risorsa ancora più preziosa, data l’estrema incertezza che attraversa i mercati e le non rosee aspettative future sull’andamento generale dell’economia. Occorre che non siano lasciate sole in questo ruolo e che ne vengano esaltate le storiche qualità e peculiarità.
* Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari
