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Norcia /2 La scienza, il cattolicesimo e le religioni secolari

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La seconda giornata norcina si è incentrata sulla relazione di Giorgio Israel, dal tema “il rapporto tra scienza e religione di fronte alle sfide della postmodernità”.

Il matematico ha illustrato le posizioni che sostengono una contrapposizione irriducibile fra scienza e fede: da chi vuole che la scienza sia “religione della verità” (Odifreddi) a chi riconosce la relatività della scienza (Giulio Giorello, Enrico Bellone). Costoro, divisi sui punti di partenza, convergono sul comune obiettivo di sconfiggere la “superstizione religiosa”, non sottraendosi a manipolazioni della storia, fuori da ogni logica e da ogni dato.

Il relatore ha, peraltro, sottolineato che, stranamente, la lotta di questi scienziati contro la religione non si indirizza verso l'Islam. Altre posizioni, altrettanto sbagliate, sono, secondo Israel, quelle che confutano scienza in nome della religione.

In realtà, l'errore è la riduzione della ragione a quella predicata dal positivismo e l'interpretazione della realtà mediante le sole leggi fisico-matematiche, né è ammissibile che si vogliano risolvere i problemi della coscienza soggettiva, dell'etica e della morale, con il razionalismo delle scienze esatte.

Ha concluso, il relatore, contestando la visione dualista del piano ontologico, in quanto: “siamo con i piedi piantati in un mondo 'materiale' che appare governato da regolarità più o meno forti, tali da permettere previsioni più o meno esatte, talora mediante 'leggi', talora mediante modelli ricavati con gli strumenti delle scienze sperimentali e della matemarica; e con la testa in un 'mondo' in cui si esplica pienamente la libertà soggettiva e in cui ha un ruolo centrale la dimensione morale e religiosa”.

S. Em. Rev.ma il Card. Chritoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, non potendo essere presente all'evento, ha inviato un'interessante relazione sull'evoluzionismo ove spiega che certa cultura (ad es. Richard Dawkins), di cui demolisce le fondamenta, fa dell'evoluzionismo una religione.

I numerosi e dotti interventi dal pubblico hanno, a più riprese, richiamato il discorso del Santo Padre a Ratisbona e hanno stimolato la riflessione sull'origine dei “diritti dell'uomo” e il suo legame col giusnaturalismo, sul rapporto fra natura e mente (dualismo semantico) e fra fede e cultura. E' stata affermata la centralità del principio di non contraddizione e la questione del modello antropologico: che tipo di antropologia propone la scienza? che tipo di antropologia propongono le religioni?

Si è denunciato il rischio della riduzione del Cattolicesimo a spiritualismo e a moralismo. Tale operazione confinerebbe la religione ad un intimismo che lo escluderebbe dalla sfera pubblica, riporterebbe i cattolici nelle catacombe o, nella migliore delle ipotesi, nei monasteri, sulla base di un contemptus mundi generalizzato ed imposto che lascerebbe la realtà nelle mani di chi ha un modello antropologico deviante.

E' stata segnalata la mistificazione consistente nella scienza che vuole farsi fede e la necessità di riprendere la fondamentale  differenza fra Creatore e creatura e la dimensione del mistero.

Fra gli interventi programmati, quello di Giuseppe Longo, docente di Teoria dell'informazione nell'Università di Trieste, ha ripreso quanto diceva ieri Cesare Cavalleri su “realtà e bellezza”, evidenziando che etica ed estetica derivano dalla “coimplicazione” fra immersione nell'ambiente e relazione con gli altri soggetti, fruitori dell'ambiente stesso.

Enrique Cerdá-Olmedo, docente di Genetica nell'Università di Siviglia, ha impostato il suo intervento assumendo, come canovaccio, il libro Risala Hayy ibn Yaqzan fi asrar al-hikmat al-masriqyya (il figlio vivente del vigilante) di Ibn Tufayl, musulmano andaluso del XII secolo, per cui tutta la conoscenza può essere acquisita applicando la ragione all'esperienza.

Assuntina Morresi, docente di Chimica fisica nell'Università di Perugia, ha chiarito che il dato scientifico, nell'era della comunicazione, soffre di interpolazioni che creano una “parodia della scienza”, che manipolano la realtà per fare lo scoop o, comunque, per fare presa sui fruitori dell'informazione. Ha preso ad esempio la questione degli ibridi, dei cibridi, delle chimere, ecc. segnalando come delle tecniche che sono risultate assolutamente fallimentari, vengono propagandate come la frontiera della scienza, vengono finanziate in misura massiccia (roba da bar di “Guerre stellari”, l'ha definito l'interventrice).

Il poeta Davide Rondoni ha posto all'attenzione degli intervenuti una diffusa pratica riduzionista: della politica ad organizzazione, della scienza a tecnica, dell'arte a spettacolo, della religione a morale...

Ha chiuso i lavori il Sen. Quagliariello, Presidente della Fondazione Magna Carta, che ha posto l'accento sull'organicità del dibattito tenutosi in questi due giorni nella città di Benedetto, e ha sottolineato che gli incontri di Norcia danno stimolo a delle riflessioni che proseguono durante tutto l'anno, riflessioni che si concretano in un confronto fra “laici” e cattolici che, talora, impongono anche la necessità di ridefinire degli approcci semantici che paiono opachi. Egli ha anche fornito un indirizzo per i lavori dell'anno prossimo, segnalando che la tematica della libertà d'insegnamento e del diritto all'istruzione potrebbero necessitare di una riflessione degna di Norcia.

Appuntamento, dunque, a Norcia per il prossimo “incontro” e, nell'attesa, vi aggiorneremo sugli sviluppi di questa edizione.

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