C'è chi può...

Norvegia, i cristiani al governo fanno sul serio: “Sui temi etici a noi l’ultima parola!”

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Il dibattito sulla bioetica in Norvegia continua a tenere banco all’interno dello scenario politico. Il Partito Popolare Cristiano (KrF), dopo essere entrato nella coalizione di governo del Premier Erna Solberg e aver raggiunto l'obiettivo della restrizione agli aborti gemellari (o embrioriduzioni), che non saranno quindi più praticabili sulla base della mera richiesta della donna ma solo dopo il parere obbligatorio di un'apposita commissione medica, ha ottenuto che venisse inserito all'interno del contratto di governo il diritto di veto nell'ambito della genetica e biotecnologia. Ciò significa che il KrF sarà in grado di bloccare gli emendamenti alla legge sulle biotecnologie, ora ferma in Parlamento. Nonostante questa legge goda nel complesso del favore della maggioranza parlamentare, composta da tutti gli altri tre partiti al governo, la nuova clausola del consenso unanime introdotta nel contratto di governo scombina i precedenti accordi sul tema, e conferisce di fatto a una forza politica minoritaria come il Partito Popolare Cristiano di dettare legge nel campo della bioetica.

Nello specifico, gli effetti principali del blocco alla legge in questione, come annunciato dal leader del partito Kjell Ingolf Ropstad, saranno: il divieto della donazione degli ovuli, la restrizione alla procreazione medicalmente assistita, tra cui per esempio il divieto dell’estensione di tale pratica ai single, e la proibizione della donazione mitocondriale.

Il Partito Popolare Cristiano ha quindi dichiarato che, oltre ad essere contrario alla legalizzazione dell'ovodonazione (cioè della fecondazione eterologa), non voterà l'emendamento che permetterà l'estensione della possibilità di ricorrere alla fecondazione medicalmente assistita per i single, in quanto ritiene che a un figlio non possa essere negata a priori la figura materna o paterna.

Infine, stop annunciato anche per la donazione mitocondriale. Quest'ultima è una tecnica che permette di sostituire i mitocondri che presentano difetti genetici della madre con mitocondri di una donatrice, al fine di evitare la trasmissione genetica di malattie mitocondriali. 
Si tratta di una tecnica molto controversa perché i bambini nati con questo metodo avranno il DNA di tre persone, quello della madre, del padre e della donatrice, aprendo la strada ai cosiddetti “designer babies”, bambini cioè fatti su misura mediante una manipolazione genetica. Da un punto di vista medico-scientifico, gli effetti a lungo termine del metodo sono ancora sconosciuti tanto che già nel 2016 il Consiglio Nazionale di Bioetica norvegese aveva raccomandato di non aprire alla donazione mitocondriale, visto lo stato dell’arte in materia. La politica dunque, bloccando la legge sulle biotecnologie, sta ponendo un freno al liberalismo sociale che ha caratterizzato finora il campo delle tematiche bioetiche in Norvegia.

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