“Nulla sarà come prima ma si può ripartire”

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“Nulla sarà come prima ma si può ripartire”

“Nulla sarà come prima ma si può ripartire”

27 Settembre 2010

“Nulla sarà mai più come prima, ma dopo il videomessaggio di Fini c’è la possibilità di ripartire”. A distanza di 24 ore, quindi a mente fredda, il vicepresidente dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, guarda soprattutto al “buono” del videomessaggio insistendo, però, che “molte cose non le condivido”.

Qual è stata la parte buona?

“I toni con cui si è espresso il presidente della Camera. Toni molto più pacati e dialoganti, non quelli aggressivi usati a Mirabello, compatibili con un sereno prosieguo della legislatura e dell’azione di governo”.

Pensa che Fini abbia fatto retromarcia?  

“E’ un fatto che la differenza sia stata notevole. Inoltre, potrebbe essere il segnale che può contaminare i suoi seguaci. Insomma, spero che si sia aperta una fase nuova”.

Che ne pensa dell’affermazione “sono pronto a dimettermi se la casa è di Tulliani”.

“Non credo sia il punto centrale. Lo è, invece, il fatto che abbia ammesso, ed è la prima volta, che la vicenda della casa sia verosimile”.

Eppure il Pdl ha chiesto a gran voce le dimissioni di Fini da presidente della Camera.

“Vero, ma le chiedevamo non per la casa di Montecarlo, ma perché Fini a Mirabello ha affermato pubblicamente che il Pdl non esiste più. Non era, e non è, ammissibile che chi ha un ruolo da arbitro, ossia da presidente della Camera, si metta la maglietta di una delle squadre in campo e giochi da attaccante. Sabato invece è sceso dal piedistallo e su alcuni aspetti, come la necessità di guardare ai problemi del Paese, ha detto cose del tutto condivisibili”.

Però ha accennato anche a società off-shore di “certe grandi aziende”. Tutti hanno subito pensato a Berlusconi.

“E’ una delle cose che non ho condiviso”.

Perché toccava il premier?

“No, per un fatto di stile. Le cose si dicono in modo chiaro, facendo nomi e cognomi, e assumendosene la responsabilità. Oppure si tace”.

Il ‘Fini pacato’ può cambiare lo scenario sul voto di fiducia che Berlusconi chiederà in Aula?

“Me lo auguro di cuore. E’ probabile che i finiani più moderati abbiano colto il riferimento alla necessità di guardare ai problemi del Paese. A questo punto per il governo potrebbe esserci una piacevole sorpresa”.

Nel senso che alla Camera potrebbe superare i 316 sì?

“Non mettiamo limiti. Potrebbe persino accadere che il governo raccolga più voti a favore di quando si presento all’inizio della legislatura”.

(Tratto da QN)