Nuova influenza. Oms: “I tre casi resistenti all’antivirale restano sporadici”
07 Luglio 2009
di Redazione
"I ceppi del virus della nuova influenza A/H1N1 resistenti all’antivirale oseltamivir non si starebbero diffondendo in modo preoccupante e non raccomandiamo nessun cambiamento nelle terapie per trattare i pazienti". Lo ha dichiarato oggi, nel corso di un incontro sulla nuova influenza organizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Keiji Fukuda, vice direttore dell’Oms, a proposito dei tre casi, uno in Danimarca, uno in Giappone ed uno a Hong Kong, che sono risultati resistenti al farmaco antivirale comunemente usato nella terapia contro l’influenza.
Nel frattempo sarebbero 440 i morti a causa del virus della nuova influenza, nonostante nella maggior parte dei casi l’infezione determini solo leggeri sintomi. Per questo gli esperti mantengono alta la guardia, in modo da poter riconoscere in tempo ogni eventuale cambiamento del virus in forme più pericolose e aggressive. "Ad oggi, i tre casi resistenti – ha spiegato Fukuda – restano casi sporadici. Non ci sono evidenze sulla diffusione di questo ceppo di virus resistente".
Secondo l’Oms, i tre casi resistenti all’antivirale sarebbero virus mutati e non derivanti da un riassortimento del materiale genetico nè da una combinazione con altri ceppi di virus dell’influenza, per questo non pericolosi.
