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O partigiano (se ancora esisti) portali via…

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L’occasione è stata il via libera definitivo, la scorsa settimana, alla Commissione Ue guidata da Ursula von der Leyen. Un momento di festa per sette dei 9 nuovi commissari di area socialista, tra cui il titolare degli Affari Economici Paolo Gentiloni, i quali hanno pensato bene di fare baldoria intonando il canto partigiano per eccellenza, Bella Ciao. Una iniziativa ovviamente circolata in rete, di fronte alla quale a una settimana di distanza si sono alzate le comprensibili proteste in Italia di Giorgia Meloni e Matteo Salvini i quali hanno parlato di “scandaloso e ridicolo teatrino”.

Ma al di là della diatriba politica, stupisce il tono goliardico e il battimani con cui i sette commissari (oltre a Gentiloni, i vicepresidenti della Commissione Ue Frans Timmermans e Maros Sefcovic, il commissario al Lavoro Nicolas Schmit, la commissaria per i Partenariati internazionali Jutta Urpilainen, la commissaria alla coesione Elisa Ferreira, e la presidente del gruppo S&D Iratxe García Pérez) hanno intonato le note partigiane. Che a offendersi non dovrebbero essere solo gli esponenti di centrodestra, ma chi in quel canto – a sinistra – in buonafede si è per anni riconosciuto. Un canto popolare, legato agli anni della Resistenza, al duro lavoro nei campi, ma non solo, banalizzato in un coretto tra una élite autoreferenziale di commissari europei, quasi fosse un karaoke.

Perché se l’aver cantato Bella Ciao all’interno dell’aula dell’Europarlamento di Strasburgo è stato decisamente inopportuno dal punto di vista del merito, è stato ancor più fuori luogo nei modi. Gentiloni in testa a battere forte forte le mani come allo stadio o come a una festa di laurea. ‘Dottore… dottore…’ Esattamente così, mancava solo la bottiglia di prosecco e le trombette di carnevale. Tutto calpestato e banalizzato, magari per andare orgogliosi poi delle critiche della destra, del ‘nemico politico’ per eccellenza della sinistra sedicente democratica, o per strizzare l’occhio a chi ancora in quei valori della Resistenza crede. E forse un sussulto nei cuori di sinistra probabilmente nasce spontaneo: ‘O partigiano, se ancora esisti, portali via…’

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1 COMMENT

  1. In realtà Bella ciao non fu mai un inno partigiano, il principale canto dei partigiani era “Fischia il vento”.

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