Obama a Praga: “Lotteremo per un mondo senza la minaccia del nucleare”

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Obama a Praga: “Lotteremo per un mondo senza la minaccia del nucleare”

05 Aprile 2009

Con un incontro con i leader della Repubblica Ceca, il presidente americano Barack Obama ha aperto oggi a Praga la sesta giornata della sua prima visita in Europa. Questa mattina ha mantenuto un colloquio col presidente della Repubblica Ceca Vaclav Klaus e col premier Mirek Topolanek. 

Decine di migliaia di persone si sono radunate già dalle prime ore del mattino in piazza di fronte al Castello a Praga per ascoltare stamani il discorso del presidente Usa Barack Obama contro la proliferazione nucleare. La piazza, aperta fin dalle 07:00 e dove tutti sono stati sottoposti a rigidi controlli di sicurezza, ha accolto 30mila persone.

"La protesta pacifica getta le basi per un impero. Ed è più potente di qualsiasi altra arma", Barack Obama ha aperto così il suo discorso, ricordando la primavera di Praga e l’evoluzione della Repubblica Ceca, passata dall’essere un Paese soggiogato all’ideologia comunista a nazione assurta al rango di leader europeo.

"Le sfide del momento – ha proseguito il presidente americano – richiedono coesione: non possiamo permetterci di essere divisi, come è avvenuto per troppo tempo". Come ha poi voluto ricordare "la guerra fredda ha tenuto per mezzo secolo il mondo con il fiato sospeso e è giunta l’ora di voltare pagina". Obama ha poi spiegato che servono "nuove relazioni con la Russia per prospettiva comune". "Una di queste – ha puntualizzato – è il futuro delle armi nucleari nel XXI° secolo. L’esistenza di migliaia di armi nucleari è l’eredità più pericolosa della guerra fredda. Intere generazioni hanno vissuto con la consapevolezza che il mondo potesse essere distrutto in pochi istanti. Città come Praga avrebbero potuto cessare di esistere in un attimo. La guerra fredda è finita, ma le armi ci sono ancora. Il rischio di attacchi nucleari, anzi, è aumentato: più Paesi si sono dotati di armi atomiche, c’è il mercato nero, i terroristi sono orientati a comprare e rubare armi nucleari. Ci sono ancora nazioni e popoli che violano leggi contro la proliferazione. E si potrebbe arrivare al punto in cui non ci si potrà più difendere da loro".

Sulla minaccia delle armi nucleari, il presidente americano ha ribadito la necessità di avviare un processo condiviso verso un mondo e una pace senza armi nucleari "per vivere liberi dalla paura nel XXI° secolo". "Gli Stati Uniti sanno di avere una responsabilità nel guidare questo processo, ha sottolineato, ma lo faremo chiedendo agli altri di fare altrettanto". Obama ha poi annunciato che "fino a che queste armi ci saranno, gli Usa manterranno un prorpio arsenale necessario per garantire la difesa di tutti gli alleati. Ma con la Russia negozieremo un nuovo trattato di riduzione delle armi già a partire quest’anno".

Poi il presidente americano ha spiegato il suo progetto per il nuovo scenario senza testate atomiche: "I Paesi che hanno armi nucleari dovranno lavorare per lo smantellamento; quelli che non le hanno non le dovranno acquisire. E tutti potranno usare l’energia nucleare per scopi pacifici. Possiamo pensare di creare una banca internazionale per il nucleare a scopi pacifici. E tutti i paesi che faranno test saranno tenuti sotto controllo". Ma, ha aggiunto, "non dobbiamo farci illusioni: alcuni Paesi violeranno le regole e dobbiamo essere pronti a reagire. Proprio stamattina abbiamo visto che la Corea del Nord ha violato le regole ancora una volta. Questa provocazione comporta la necessità di una reazione. E’ il momento di una risposta forte. La Corea del Nord deve sapere che il rispetto non arriverà mai attraverso la minaccia nucleare: quindi tutti dobbiamo fare pressione perché cambi tendenza".

Obama ha poi citato il caso dell’Iran, che a sua volta potrebbe finire con l’utilizzare il nuclerare per scopi non pacifici. Per questo, ha detto, ha un senso continuare lavorare per lo scudo anti-missili che vede le nazioni del centro-Europa, tra cui proprio la Repubblica Ceca, in prima linea per la dislocazione degli apparati difensivi. "Sta ora a Teheran, ha detto Obama, fare una scelta su come vorrà sviluppare il proprio programma nucleare".

Non poteva mancare un passaggio dedicato alla minaccia più intangibile, il terrorismo. Al Qaeda, ha infine ricordato il presidente americano, "ha detto più che vuole la bomba e che non avrà remore nell’utilizzarla. Dobbiamo impedire che ne venga in possesso". A questo proposito Obama si è preso l’impegno di mettere in sicurezza tutto il materiale nucleare presente negli arsenali ereditati dalla guerra fredda in un tempo massimo di quattro anni.

Dopo il discorso contro la proliferazione nucleare in una piazza di Praga, il presidente americano proseguirà l’intensa giornata con i lavori del vertice Usa-Ue che ha portato a Praga i leader dei paesi membri della Unione Europea. Il programma di Obama comprende anche colloqui bilaterali coni leader di Spagna e Polonia, e con l’ex-presidente cecoslovacco Vaclav Havel, prima di trasferirsi in Turchia.