Obama e il tramonto della pax americana in Medio Oriente

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Obama e il tramonto della pax americana in Medio Oriente

17 Luglio 2010

“Il potere non è più un gioco a somma zero. Nessuna nazione può o dovrebbe provare a dominare un’altra nazione. Non si affermerà un ordine mondiale che ponga una nazione o un gruppo di persone al di sopra delle altre. Un equilibrio di potere fra le nazioni non reggerà”. Così parlò Barack Obama all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il settembre scorso. E come il “bring ’em on” – “che si facciano avanti” – di George W. Bush, questo deve essere considerato come un invito ai nemici degli Stati Uniti a sfidarli. In seguito Bush espresse rammarico per aver pronunciato quelle parole, notando che “in alcune parti del mondo sono state male interpretate”. Obama a sua volta potrebbe pentirsi di aver pronunciato le sue.

In Medio Oriente il potere è un gioco a somma zero, la dominazione da parte di qualcuno che eserciti una benevolente egemonia crea ordine e l’equilibrio regionale del potere è il fondamento della pace. È la pax americana e, benché possa essere alquanto stressante sostenerla, l’alternativa lo è ancora di più. E ora, mentre svanisce l’effetto del potere americano, stiamo pregustando il disordine “post-americano”. Ha avuto inizio una lotta tra medie potenze – Iran, Turchia, Israele – per riempire il vuoto. L’Iran inonda il Libano di razzi. La Turchia manda una flottiglia a Gaza, Israele spedisce una squadra omicida a Dubai. Sono tutti segni di una guerra fredda regionale in accelerazione. Ogni media potenza cerca di dimostrare la propria capacita’ di proiezione, attorno, al di sopra e dietro la superpotenza che svanisce.

La risposta a Washington è quella di prendere fiato, imponendo il “congelamento” degli insediamenti e sanzioni “paralizzanti”. Questa è l’illusione del potere, non la sua sostanza. L’amministrazione Obama sta portando gli Stati Uniti fuori dal Medio Oriente, verso una posizione dalla quale crede di poter “contenere” le minacce con la diplomazia, la deterrenza e i droni. Gli Stati Uniti sgattaiolano via, i loro alleati andranno sentendosi sempre più insicuri mentre i loro nemici prendono coraggio. Il “test dello stress” mediorientale è cominciato.

© Tablet
Traduzione Andrea Di Nino