Obama e Sarkozy insieme? Due zabette in portineria

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Obama e Sarkozy insieme? Due zabette in portineria

10 Novembre 2011

Si dovranno ricredere quegli italiani che si lamentavano di quei sorrisi poco diplomatici della Merkel e di Sarkozy che in conferenza stampa avevano sollevato tra denti opachi e ghigni tra le rughe, dubbi sulla credibilità del Silvio nelle radure tra Parigi e Berlino. Eh sì, perché all’ormai ex-premier greco Georgeos Papandreou e al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è andata molto peggio. “Pazzo e depresso” il leader greco. Niente meno che “bugiardo”, il premier israeliano.

Ad aprire il fuoco accanto a Nicolas Sarkozy – il piccolo Napoleone in pantofole e tacchetti – non c’era stavolta un’imbarazzata Angela Merkel, ma niente meno che l’attuale inquilino della Casa Bianca, Barack Obama. Lo sfondo come noto è stato lo scorso G20 di Cannes, durante il quale è andata in scena la peggiore arroganza politico-diplomatica di cui l’Europa post-seconda guerra mondiale avesse memoria. Ad aver dato la notizia sui commentaire, due giornali abbastanza noti oltralpe: Le Parisien e le Canard Enchainé (i corrispettivi francesi delle testate italiane de Il Messaggero e Il Vernacoliere).

Impietose le parole di Sarkò su Papandreou: “È un menefreghista, uno sporco imbecille”. E ancora: “Ci ha rovinato il G20 … Dirci, a Bruxelles, che accettava il piano europeo e poi proporre un referendum senza avvertirci prima è una pugnalata alla schiena. Uno scandalo assoluto. E poi dovremmo anche ringraziarlo”. Non pago, il presidente francese avrebbe rincarato: “Papandreou ha pensato di fregarci, ma poi si è trovato davanti ai suoi interlocutori: non ho mai visto Angela in quello stato. A un certo punto pensavo che volesse strangolarlo”.  Se Papandreou è riuscito a rovinare la passerella di Sarkò&cò, ha già fatto moltissimo.

Se alle ‘elleniche viperate’ di Sarkò, pare che Obama non abbia preso parte, sul premier israeliano invece il presidente americano ha mollato la cintura e si è tolto la cravatta. Netanyahu “è un bugiardo, non lo posso più vedere”, dice Ni-coo-là, all’americana. “Tu ti sei stufato di lui, pensa me che ci devo trattare tutti i giorni…", gli avrebbe risposto Baraque, alla francese. Due zabette: maligne e pettegole. E’ ovvio che a Berlusconi comunque sia andata bene: nella grande ‘portineria’ transatlantica quel sorrisetto maligno tra Merkel e Sarkozy è stato un segno di riconoscimento politico.