Obama ha un problema: il suo vicepresidente

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Obama ha un problema: il suo vicepresidente

04 Giugno 2009

Due settimane fa Joe Biden è andato nel Balcani. Il vice di Obama si considera un esperto in materia ma durante il viaggio si è dimostrato superficiale e arrogante, neanche stesse visitando un possedimento coloniale. Ha indispettito tutti, serbi, bosniaci e kosovari. Tanto da far rimpiangere Sarah Palin. 

Parlando dinanzi al parlamento bosniaco, Biden ha invitato i presenti a guardare “le strade piene di macchine e di negozi di Sarajevo e la gente che cammina liberamente”. Anche un bambino capirebbe che Sarajevo è un milione di volte meglio oggi rispetto a dieci anni fa, quando dovevi fare la gimkana tra i cecchini per andare a fare la spesa. Peccato che le auto di cui si compiace tanto Biden siano le stesse del 1995 e che il tasso di disoccupazione tocchi il 50 per cento.

Per Biden la Serbia “può giocare un ruolo costruttivo” anche se non dovesse riconoscere il Kosovo: il riconoscimento però è essenziale nell’avvicinamento di Belgrado all’Europa. Dichiarare il contrario vuol dire essere degli ipocriti. O un uomo dello staff di Obama che cerca di accontentare tutti. L’importante, per gente come Biden, è che in Bosnia ogni comunità se ne stia chiusa ermeticamente dentro le sue frontiere, comportandosi come uno stato unico durante le cerimonie ufficiali, anche se poi, dentro, il Paese è spaccato su base etnica. Del resto il vice non è nuovo a uscite del genere: qualche anno fa proponeva di spezzettare l’Iraq in tre parti e meno male che nessuno gli ha dato retta.

Nella sfida tra Obama e McCain, Obama ha prevalso perché ha dimostrato di avere qualcosa di nuovo da dire, anche se non sappiamo ancora quanto sarà giusto o sbagliato questo messaggio. Ma possiamo altrettanto tranquillamente ammettere che, nella sfida tra i vicepresidenti, Sarah Palin avrebbe fatto (e farebbe) meglio di Joe Biden. Insomma, se fossimo nascosti in un angolino della Casa Bianca ci verrebbe istintivo di dare un suggerimento al presidente: riprenditi Sarah e liberati una volta per tutte di Joe Biden.