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Obama incontra Mattarella: freno a mano su Libia, timori Usa su Europa

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Il presidente Obama incontra il presidente della Repubblica, Mattarella. Tra Italia e Usa c'è una "straordinaria collaborazione" su tutti i dossier di politica estera, viene sottolineato durante l'incontro. Sulla Libia gli Usa obamiani dicono che si può aspettare (ma i repubblicani sono tutti per l'intervento). Obama infine ringrazia il nostro Paese per i 450 militari a protezione della diga di Mosul in Iraq. Il colloquio alla Casa Bianca dura un'ora, si parla di crisi migratoria, si evoca la NATO come possibile attore nella emergenza umanitaria nel Mediterraneo.

 

"Abbiamo parlato a lungo del problema dei profughi e dei migranti che ha un impatto terribile sull'Europa e sull'Italia in particolare. Per gli Usa questo non è un problema solo dell'Europa ma un problema globale che mette sotto pressione gli Usa. Serve quindi una collaborazione Europa-Nato per smantellare le reti di traffico di esseri umani", dice Obama. "Tra me e il presidente Mattarella c'è una importante affinità, come me è un professore di diritto costituzionale" aggiunge l'inquilino della Casa Bianca, "tra l'altro ha il grande onore di essere il primo presidente siciliano".

 

Ma al di là delle battute rituali, Obama spiega che sulla Libia "abbiamo parlato degli sforzi congiunti per aiutare la Libia a formare un governo che permetterà alle loro forze di sicurezza di stabilizzare il loro territorio e neutralizzare l'Isis". Prima bisogna mettere in piedi un Governo di unità nazionale. "Per la Libia, la nostra collaborazione è decisiva affinchè la comunità internazionale risolva i drammatici problemi sul tappeto ripristinando stabilità e sicurezza", dice Mattarella.

 

Insomma è un incontro disteso, come scrivono i giornali, e alla fine Mattarella invita Obama a Roma. Cosa che probabilmente il presidente americano farà: la situazione economica nel Vecchio Continente, le oscillazioni finanziarie e il problema immigrazione, rischiano di alimentare una spaccatura tra le europe a "due velocità". L'Europa è sempre più germanocentrica e Obama punta sull'Italia per ragionare su schemi alternativi. Bisognerà capire però quanto ci convenga.

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