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I rischi di una diplomazia sbagliata

Obama non dovrebbe sacrificare gli alleati per accontentare la Russia

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Lunedì scorso il New York Times ha riferito di un messaggio scritto dal presidente americano Barack Obama al presidente russo Dmitry Medvedev per suggerirgli di riconsiderare la posizione di Mosca sul programma nucleare dell’Iran: se lo avesse fatto, allora gli Stati Uniti avrebbero potuto riconsiderare la possibilità di sospendere i piani per la creazione di un sistema di difesa missilistico in Polonia e di una stazione-radio nella Repubblica Ceca. Ma dalla leadership russa è arrivato un secco rifiuto alla mano tesa da Obama. Medvedev ha affermato che Mosca è ben disposta ad intavolare discussioni sulla difesa missilistica, a patto che non siano però collegate alla sua politica nei confronti di Teheran.

Troppo spesso ogni nuova amministrazione americana tende ad attribuire il fallimento della politica dell’impegno e del dialogo a ragioni legate ai suoi predecessori piuttosto che ai suoi avversari. E questo vale anche per Obama. Ma lanciarsi in iniziative diplomatiche, sebbene con tutte le migliori intenzioni, potrebbe avere costi molto alti.

Il quid pro quo proposto da Obama alla Russia potrebbe avere un impatto profondo sulla NATO. Fondata nel 1949, come un’alleanza collettiva di difesa contro l’Unione Sovietica, la NATO ha attraversato i continenti e l’Oceano Atlantico.

Eguale Protezione
Tuttavia, affinché una difesa collettiva potesse funzionare, il presidente Harry S. Truman stabilì che tutti i membri della NATO dovessero partecipare alla difesa in grado uguale. L’Europa occidentale non sarebbe stata semplicemente un’estensione strategica degli Stati Uniti, ma ne avrebbe condiviso lo stesso livello di protezione. La NATO ha registrato una continua espansione nel corso degli anni. La Grecia e la Turchia sono entrate a farne parte nel 1952; la Germania occidentale nel 1955; e la Spagna nel 1982. Con la caduta della cortina di ferro, la NATO si è poi spostata verso est. Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca sono diventati suoi membri nel 1999, mentre cinque anni più tardi è toccato a Slovenia, Bulgaria, Romania e Stati baltici.

Gli stati dell’Europa centro-orientale sono sempre stati molto sensibili al fatto di sentirsi considerati come membri di secondo piano sia all’interno dell’Unione europea che della NATO. Man mano che il governo russo si mostrava sempre più aggressivo nella sua ostilità verso la stazione-radio e la base antimissili balistici, alcuni diplomatici hanno lanciato l’idea di costruire quegli impianti nei membri di vecchia data della NATO, come l’Italia e il Regno Unito. L’ex presidente George W. Bush si è giustamente opposto ad un compromesso del genere, proprio per rimarcare come ogni membro della NATO fosse uguale all’altro, e come l’Europa orientale non fosse semplicemente un’estensione strategica.

E per rendere ben chiaro questo punto, sia Praga che Varsavia hanno deciso ospitare tali impianti, malgrado la considerevole opposizione interna. Smantellare completamente la copertura antimissili balistici europea, in effetti, avrebbe relegato la difesa missilistica di primo piano nel Nord America, dove si trovano ancora i primi radar di avvertimento e i missili di difesa in Canada, Alaska, e negli Stati Uniti continentali.

Se Obama e i suoi collaboratori hanno lasciato intendere di sostenere un ritorno al realismo in politica estera, il loro effettivo approccio diplomatico rivela un idealismo alquanto pericoloso. L’era di Obama sarà pure iniziata lo scorso 20 gennaio, ma né Mosca né Teheran seguono il calendario politico statunitense. Non è possibile pensare semplicemente di “azzerare” le relazioni.

Interessi comuni
Per il primo ministro russo Vladimir Putin, realismo significa massimizzare il potere della Russia. L'obiettivo del premier non è quello di mantenere buone relazioni con l'Occidente, quanto piuttosto quello di riportare Mosca alla guida di un impero informale, che si estenda ai confini dell'ex Unione Sovietica. E proprio in quest'ottica, Putin sembra convinto che assicurare un sostegno al programma nucleare iraniano per Mosca significhi porsi su un sentiero doppiamente vincente, su due diversi fronti. Da una parte, il sostegno nucleare all'Iran ha fruttato miliardi di dollari alla Rosatom, l'agenzia di stato russa del settore nucleare. Le vendite militari russe - sia dirette che incanalate attraverso la Bielorussia - sono la ciliegina sulla torta. Dall'altra parte, nella remota eventualità che gli Stati Uniti attacchino militarmente l'Iran, il prezzo del petrolio salirà alle stelle, portando la debole economia della Russia fuori dalla recessione.

Allo stesso modo, anche gli ufficiali iraniani vedono gli Stati Uniti con le spalle al muro. L'11 febbraio 2008, durante il suo discorso per il 29° anniversario della Rivoluzione Islamica, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad si è espresso così: "Dichiaro ufficialmente che l'Iran è diventato una vera e propria superpotenza.... Posso ben affermare a voce alta che l'era dell'imperialismo e dei soprusi statunitensi è giunta al termine".

Stando così i fatti, sembra essere ormai troppo tardi per stringere un accordo come quello proposto nel messaggio di Obama a Medvedev. Il 27 febbraio, durante un discorso ufficiale nella Repubblica Islamica, Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, una delle figure oggi più rilevanti in Iran, ed un tempo tra gli obiettivi degli Stati Uniti, ha dichiarato: "Anche se gli esperti russi non dovessero completare l'impianto nucleare di Bushehr, saranno gli esperti iraniani a portare a termine il lavoro".

Obama potrebbe vedere nella sua offerta alla Russia un gesto di pragmatismo, ma ogni azione crea un precedente. I paesi al fianco degli Stati Uniti preoccupati che Washington possa sacrificare i suoi alleati per ragioni di convenienza diplomatica, potrebbero domandarsi se oggi le alleanze poggiano solamente su questioni di interesse, oppure se contano ancora i valori condivisi e la storia passata. Se, dopo tutto, l'antagonismo russo costringe gli Stati Uniti a fare concessioni sulla Polonia e sulla Repubblica Ceca, allora perché non accrescere l'aggressività della Russia nel Caucaso, nell'Asia centrale e nella Penisola coreana? Se l'amministrazione Obama fa intendere che Polonia e Repubblica Ceca sono sul tavolo delle trattative, perché non dovrebbero esserci anche Ucraina e Georgia? E perché la Cina non dovrebbe aspettarsi di poter negoziare su Taiwan, o l'Iran - altro obiettivo che Obama desidererebbe coinvolgere nel dialogo - non dovrebbe avanzare richieste su Israele?

La diplomazia dovrebbe rappresentare sempre una strategia di prima scelta. Ma Obama deve capire che nell'esercizio dell’arte diplomatica avere a che fare con delle dittature è ben diverso che trattare con nazioni democratiche. Mentre le democrazie possono essere influenzate con valori ed incentivi, modificare il comportamento delle autocrazie spesso richiede atti di coercizione ben più complessi, certamente al di là delle belle parole e dei concetti idealistici. Se Washington vuole mantenere la sua forza, allora anche le sue alleanze devono rimanere forti. La Casa Bianca deve imparare che il modo migliore per garantire la sicurezza è supportare i propri alleati, non trattarli come oggetti su cui confezionare accordi.

© Radio Free Europe/Radio Liberty
Traduzione Benedetta Mangano

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7 COMMENTS

  1. Sacrificare gli “alleati” è prassi abitudinaria degli USA
    Mica abbiamo dimenticato Ngo Dinh Diem, re Feisal d’Arabia, lo scià Reza Phalavi, Musharraf, Anwar Sadat e manco Bettino Craxi.
    In realtà gli USA non hanno, né hanno mai avuto interesse ad avere, alleati. Hanno sempre cercato e trovato prostituti, pagati e da buttare dopo l’uso.

  2. Continuate pure!!!!
    Mi raccomando, continuate a considerare la Russia sempre e soltanto come un nemico. Vedrete che i problemi del mondo saranno senz’altro risolti in quel modo che voi suggerite. Poveri illusi, il terrorismo islamico distruggerà l’Europa e l’Occidente intero se non avremo l’appoggio determinante della Russia, come fate a non capirlo? Proprio voi che vi fate chiamare “Occidentali”? Obama fa benissimo a bloccare quest’assurda provocazione dello scudo spaziale, perchè al di la di tutte le balle che i media continuano a propinare alla gente stordendola quotidianamente, nei piani di Bush quel progetto non aveva assolutamente nulla a che fare con la minaccia iraniana! Doveva essere una spina nel fianco della Russia! Perchè? Semplice. Perchè quando Putin propose a Bush di costruire lo scudo in Azerbaigian, in posizione ben più vicina a strategica nei confronti dell’Iran rispetto alla lontanissima Polonia, l’ex-presidente americano rispose che NON ERA INTERESSATO ALL’OFFERTA. Ergo, lo scudo è contro la Russia, non contro l’Iran. Per non parlare di tutte le provocazioni con le “rivoluzioni” in Ucraina e in Georgia, finanziate e fomentate da lobbysti americani tipo George Soros e compagnia bella. Che vantaggi hanno portato alla popolazione ucraina e georgiana? Solo miseria e disperazione! L’Ucraina sta affrontando uno dei periodi più bui di tutta la sua esistenza, con un presidente che odia il suo popolo e che lo ha portato sull’orlo della catastrofe economica solo per dare contro la Russia e compiacere gli interessi di Bush (oltre che ai suoi..). Vogliamo parlare della Georgia? Un presidente raccapricciante, che ha usato il suo stesso popolo come carne da macello contro la Russia scatenando una guerra assurda, senza motivi e senza giustificazioni. Il consenso di questi fantocci che hanno la pretesa di farsi chiamare presidenti, sta rapidamente scomparendo. In Ucraina tutti i sondaggi danno il partito di Yushchenko addirittura sotto il 2%, ormai neppure i cattolici dell’estremo ovest hanno più fiducia in lui! In Georgia Saakashvili è stato abbandonato persino da influenti membri del suo entourage, passati all’opposizione. E chi è che ha pagato per tutto questo schifo fomentato da Bush? Il popolo georgiano e il popolo ucraino, con l’aggravante della destabilizzazione della regione e del congelamento totale dei rapporti IMPORTANTISSIMI con la Russia. E non mi soffermo sui Balcani, con il Kosovo consegnato in mano a una banda di terroristi islamici ex-Uçk e una continua umiliazione e provocazione nei confronti della Serbia cristiana, nonostante sia salito al potere un governo moderato e conciliante che ha catturato Radovan Karadzic e lo ha immediatamente consegnato all’Aja, dando prova di assoluta buona volontà di tendere la mano all’Occidente. Se Obama vuole finalmente dare un taglio netto con tutte queste vergognose politiche che hanno contraddistinto il periodo di Bush, beh, sapete cosa vi dico? FA SOLO IL BENE DELL’OCCIDENTE! Cordiali saluti.

  3. L’Unione Sovietica è caduta da un bel po’…
    Sembra che chi ha scritto questo articolo si sia perso un po’ di avvenimenti: l’Unione Sovietica non esiste più e se Putin in diverse occasioni ha avuto modo di optare per la linea dura è stato perchè la Federazione Russa, come ogni Stato a questo mondo, dovrebbe poter aver il diritto di mantenere la sovranità sul territorio riconosciuto come proprio. Per quanto riguarda la questione legata allo scudo spaziale, se gli Stati Uniti vogliono difendersi da quella che identificano ancora come minaccia sovietica, perchè non hanno pensato di costruire un sistema antimissilistico in qualche punto strategico degli Stati Uniti e non dell’Europa dell’est? In questo modo le relazioni diplomatiche preesistenti tra i Paesi che si sono visti praticamente costretti ad accettare la costruzione dello scudo spaziale e la Federazione Russa si sono incrinate per colpa in primis degli Stati Uniti (e in secondo luogo dei governi che hanno accettato mettendo a repentaglio le relazioni diplomatiche con quello che avrebbe anche potuto essere un prezioso alleato per l’Europa intera, Italia compresa). Inoltre sembra che più volte durante la campagna elettorale negli Stati Uniti coloro che di fatto sono stati gli avversari di Obama abbiano fatto di tutto per diffondere notizie che, qualora prese per buone, avrebbero potuto portare a precedenti molto pericolosi qualora avessero vinto i Repubblicani: mi riferisco, ad esempio, alla notizia diffusa dall’entourage di McCain, ma prontamente smentita dallo stesso esercito statunitense, secondo la quale dei caccia russi avrebbero sorvolato le coste dell’Alaska… Dal quadro che emerge da tutto ciò quindi si evince che, sebbene l’Unione Sovietica sia caduta, è pur vero che di fatto la guerra fredda non è mai finita…

  4. Sedotti e abbandonati!
    Cosa si aspettava Michael Rubin? Obama non poteva e non doveva proseguire sulla strada di Bush. Il testo delirante di Rubin (chi è costui?)la dice lunga sulle strategie poste in essere contro la Russia. Qualche anno fa scrissi su Sussurri&grida e sull’ edizione in lingua russa Shepot&krik: “America fermati finchè sei in tempo”. Bush si è fermato perchè lo ha fermato la storia. Il presidente Obama è sotto la lente di ingrandimento. Non può commettere errori. Ha grandi resposabilità di fronte al mondo. I commenti di Cucombra e mj23 sono un contributo per capire di cosa stamo parlando. Il prossimo passo di Obama e Clinton deve essere la liquidazione di Soros e i suoi Padroni! Forse si potrà tentare di costruire un mondo migliore.

    Carmine Zaccaria
    Consigliere WARP
    Associazione Mondiale Stampa Russa
    istitutodiculturaslava@virgilio.it
    http://www.portaledellest.org

  5. Altre vedute…
    Agli illustri commentatori che mi hanno preceduto vorrei ricordare che nell’incontro a Pratica di Mare del 2002 in cui Bush spiegava la bozza iniziale dello scudo missilistico in Europa tutti erano d’accordo anche Putin ripeto anche Putin…Lo scude missilistico è una continuazione di quello già presente sul territorio americano. E poi il premier francese ha annunciato che lo scudo missilistico di Bushh è sono la prima parte di uno più ampio in cui lgi USa saranno fuori. Se ora non è più d’accordo per lo scudo e ha paura di quattro missili mica colpa di Bush la grande armata russa con tutte le sue armi dov’è andata a finire. La crisi in Georgia è stata colpa della russia che eha fomentato le minoranze russofone e secondo l’intelligence occientale la russia da almeno due settimane prima della guerra stava preparando una invasione della georgia come poi è successo…quelloc he l’Europa e gli USa hanno sbagliato durante la crisi è stato quello di non appoggiare l’aurotità georgiana contro l’invasione russa.
    Quali sarebbero i territoti che la Russia sta difendendo?? Perchè l’ex repubbliche sovietiche hanno il sacro santo diritto di poter decidere la propria politca estera senza il benestare della Russia..
    Ricordo visto che per molti Putin è una brava persona ogni ovlta che i vecchi stati membri dell’URSS fanno qualcosa che possa ledere gli interessi russi quest’ultimi chiudono i gasdotti lasciandoci al freddo il caro Imperialismo americnao queste cose non le ha mai fatte anche se nei suoi alleaati il governo non è proprio favorevole alle posizioni americane.
    Concludo dicendo che magari queste mie farsi sono frutto di una macchinazione della CIA per controllare i nostri cervelli ma penso di no è solamente la verità di ciò che succede realmente in polita estera…..

  6. Quello che tu dici è
    Quello che tu dici è semplicemente quello che i media vogliono che tu creda. Basta che ti informi un attimo su internet consultando autonomamente tutte le fonti possibili sui vari temi di politica estera e facendo un confronto tra tutte. Ti renderai conto immediatamente di come in televisione stanno facendo il lavaggio del cervello alla gente. Saluti.

  7. Obama non deve sacrificare i alleati per la Russia.
    Non credo che l’USA cambiano l’ateggiamento verso la Russia,e molto chiaro l’avvertimento dello Secretario di Stato Clinton cito esatamente lei,”che gli USA non riconoscono alla Russia il diritto di imporre sfere di influenza,manteniamo gli occhi bene aperti,vogliamo dialogo con la Mosca,ma non parliamo a nome di altre nazioni,come Georgia e Ucraina,il cui diritto al ‘integrita e sovranità rispettiamo fino in fondo”.
    Gli USA sono capaci a usare la carota e il legno con la Russia.
    Più chiaro di cosi non si può parlare con la diplomazia.
    E l’europa se mai si deve smetere con la hipocrisia,a collaborare secondo convenienze con la Russia,oscurare la libertà democratica,diritti civili,oscurare quei movimenti e l’oposizione politica e dei intelletuali che gridano e rischano la vità a dire la loro verità nonostante le censure del regime putiniano in Russia.

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