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“Obasanjo non poteva fare di più”

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Intervista a Stephen Chan di Bernd Bergmann

Le recenti elezioni presidenziali hanno segnato un momento di svolta nella situazione politica nigeriana. Dopo due mandati, Obasanjo ha lasciato il posto a Yar’Adua. Le elezioni sono state caratterizzate da brogli e intimidazioni. Ne parliamo con Stephen Chan, professore di Politica africana presso la School of Oriental and African Studies dell’Università di Londra. Il professore smorza le polemiche che si sono scatenate dopo le elezioni e si dichiara fiducioso sulla tenuta politica e istituzionale del paese. 

Professor Chan, pensa che in Nigeria le divisioni etnico-religiose e la frammentazione territoriale siano radicate al punto tale da poter provocare in futuro un collasso del paese?

No, non c’è questo pericolo. In Nigeria esiste un senso d’identità nazionale abbastanza forte, quindi la possibilità di una spaccatura del paese non esiste. Il problema vero è la rivalità tra le diverse anime racchiuse nell’identità nigeriana, rivalità però che non è tanto forte da sfociare in una guerra civile. 

I governo occidentali, quello britannico di Tony Blair in particolare, in passato hanno spesso elogiato il governo del presidente Obasanjo per aver intrapreso la strada delle riforme istituzionali ed economiche. Non pensa che questi elogi verso Obasanjo fossero eccessivi? Come valuta i progressi fatti dalla Nigeria a partire dal 1999, anno in cui Obasanjo ha preso le redini del paese?

Gli elogi erano meritati nella misura in cui nessuno avrebbe potuto fare di meglio. Ad ogni modo, è impossibile risolvere le problematiche della Nigeria senza fare i conti con gli interessi dei grandi potentati. Questo significa dover giocare con le loro stesse regole. Molti politici nigeriani sono corrotti e hanno le mani sporche. Obasanjo alla fine è rimasto coinvolto nel giro. Nessuno si aspettava altri esiti, neppure Blair. Obasanjo, comunque sia, è riuscito a portare un minimo di trasparenza nella vita politica nigeriana. 

La Nigeria e il resto del mondo cosa possono aspettarsi dal prossimo presidente, Umaru Yar’Adua? Si dice che il vero potere sia nelle mani di Obasanjo dal momento che è il leader del Partito Democratico del Popolo (PDP). Pensa che sia davvero così e che Yar’Adua sarà un presidente debole?

No, ma Yar’Adua impiegherà tempo prima di affermare la sua autorità. Non dimentichiamo che all’inzio il potere di Obasanjo si è sorretto sulla macchina organizzativa creata dal fratello di Yar’Adua. Adesso la stessa macchina organizzativa è a disposizione di Umaru. Il nuovo presidente dovrà “ricompensare” le numerose componenti di questa macchina nell’ottica della solita politica di scambio. Ma una volta fatto questo, Yar’Adua prenderà la sua strada. 

Le elezioni presidenziali sono state molto criticate per le numerose irregolarità. Yar’Adua ha ottenuto il 72% dei voti. Pensa che il neopresidente avrebbe vinto ugualmente le elezioni anche senza brogli? Qual è lo stato d’animo della popolazione nigeriana?

Yar’Adua avrebbe vinto lo stesso, non c’è dubbio. Non aveva bisogno di barare. E poi si è trattato di manipolazioni davvero grossolane. È giusto che la popolazione sia arrabbiata, ma sinceramente si sarebbero dovuti sorprendere se le cose fossero andate diversamente. Per quanto mi riguarda, ho semplicemente sperato che i brogli fossero meno sfacciati.

 

 

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