Ocse, al ribasso stime sul Pil (-1,8%). Occhi puntati sulle Banche

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Ocse, al ribasso stime sul Pil (-1,8%). Occhi puntati sulle Banche

Ocse, al ribasso stime sul Pil (-1,8%). Occhi puntati sulle Banche

29 Maggio 2013

Secondo l’Ocse l’Italia rimarrà in recessione anche nel 2013. L’Ocse stima un dato negativo del Pil, -1,8%, e un aumento della disoccupazione (11,9%), peggio di quanto si temeva. Stavolta l’Ocse se la prende con le banche, che si portano appresso crediti deteriorati, mentre il processo di risanamento dei conti pubblici è virtuoso, ma lento. Tutto questo tenderà a frenare la crescita almeno fino al 2014. L’economic outlook continua quindi ad essere lo spauracchio dei Governi italiani, nonostante la bella notizia della fine della procedura d’infrazione europea e una linea di credito al premier: "Il Governo Letta sta gestendo una situazione emergenziale molto difficile e sta usando al meglio gli spazi disponibili", dicono i tecnici. In realtà l’Ocse non è che ce l’abbia particolarmente con l’Italia, è l’Europa del Sud a essere guardata con pessimismo, complici i dati sulla insostenibile disoccupazione in Spagna. L’eurozona, o almeno una parte di essa, non riesce a uscire dalla spirale della crisi alimentata dalle politiche di austerità. "Il necessario risanamento dei conti pubblici e le restrittive condizioni di credito hanno prolungato la recessione", dicono gli esperti della organizzazione. "L’Eurozona restera’ in recessione nel 2013, con un Pil stimato in calo dello 0,6%.