Ocse e Fmi: Usa a crescita zero brusca frenata eurolandia

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Ocse e Fmi: Usa a crescita zero brusca frenata eurolandia

Ocse e Fmi: Usa a crescita zero brusca frenata eurolandia

21 Marzo 2008

L’Ocse e il Fondo Monetario
Internazionale fanno suonare il campanello d’allarme per
l’economia degli Stati Uniti.
L’economia americana è uscita
“sfiancata” dal crollo del settore immobiliare, combinato a
doppio filo con quella crisi dei mutui che ha innescato il
perdurante ciclone dei mercati mondiali. E ora si sta
impantanando, avverte l’Ocse, che ieri ha diffuso le sue
previsioni aggiornate per il breve termine su Usa, Ue e Giappone.
L’America dovrebbe registrate un incremento del Pil quasi nullo
nel primo trimestre, +0,1%, e crescita zero nel secondo. Valori
più bassi rispetto alle stime precedenti, che erano state già
ridotte, ma “sarebbe ancora prematuro parlare di recessione”, ha
avvertito il facente funzioni di capo economista Jorgen Elmeskov,
presentando il rapporto. In Europa la situazione è meno
grave, la crescita rallenta ma prosegue: +0,5% nel primo
trimestre e +0,4% nel secondo, anche se “nessun paese è al
riparo” dalle ricadute della crisi finanziaria”.

Pessimismo anche da parte del Fondo Monetario Internazionale,
che taglia ancora le stime sulla crescita globale con un brusco
abbassamento delle previsioni di crescita degli Stati Uniti il
cui Pil salirà dello solo dello 0,5% sia nel 2008 che nel 2009.
L’ultima revisione, appena ultimata, delle stime del World
economic Outlook – il cui testo definitivo sarà presentato tra
un mese a Washington – modifica ulteriormente al ribasso le stime
elaborate all’inizio di marzo da parte degli economisti di
Washington. E contempla una crescita globale pari, sia per
quest’anno sia per il prossimo al 3,7% con una brusca frenata
rispetto al 4,9% registrato nel 2007.

Eclatante la “frenata” dell’economia statunitense, oramai
tecnicamente in recessione dal momento che il lieve dato positivo
stimato per quest’anno viene considerato dagli economisti
dell’istituzione come un effetto di trascinamento della
performance registrata nel 2007.

Per l’Italia le stime del Fondo, che tuttavia risalgono
all’inizio di marzo, indicano una previsione di crescita pari
rispettivamente allo 0,6% e allo 0,8%. Una frenata anche in
questo caso iscrivibile nel generale rallentamento dell’economia
della zona euro, imputabile prevalentemente a una frenata della
domanda interna.

Sull’Italia l’Ocse non ha per ora molto modificato le sue
previsioni a breve termine, stimando un +0,3% del Pil sia nel
primo che nel secondo trimestre. Ma si tratta di dati su cui
viene fornito un margine di errore di ben 0,4 punti e il valore
sulla crescita dell’intero anno, assieme a quello per il 2009,
arriverà a maggio; allora potrebbero esserci ulteriori revisioni
al ribasso, ha spiegato Elmeskov.
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