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Olanda vs Brasile, due grandi scuole di calcio si affidano alle loro stelle

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Il campo inizia a diventare bollente. Scattano i quarti di finale e ad affrontarsi rimangono i calibri da 90. E’ il caso di Brasile e Olanda, due grandi del calcio mondiale. Una è una grande incompiuta (l’Olanda), l’altra grande e basta. Ma è anche una partita tra compagni di squadra. Lucio, Maicon e julio Cesar contro Snejider(Inter); Robben, Robinho e Van der Vaart ex compagni nel Real Madrid e così via. Sicuramente ci si aspetta una partita spettacolare e dall’esito incerto.

Incerto perché diverso è il modo di giocare dei due team, come diverso è l’ordinamento dei due stati. L’Olanda è una monarchia costituzionale resasi indipendente il 23 gennaio 1579 dalla Spagna. Ma fu solo nel 1648, con la pace di Vestfalia alla fine della Guerra dei Trent'anni, che anche la Spagna ne riconobbe l'effettiva autonomia e sovranità.

Il Brasile invece può contare su una Repubblica Federativa con a capo Luiz Inacio Lula da Silva (che è anche il capo del governo). La loro indipendenza dai portoghesi è più recente (1822) ma la loro popolazione è di ben 200 milioni di persone, mentre gli orange si fermano ad una cifra piuttosto piccola (se confrontata con gli antagonisti), solo 16 milioni.

Questa grossa differenza si riflette ovviamente anche sulle capacità militari e difensive dei due stati. Gli arancioni - divisi in Royal Army, Royal Navy (include la Naval Air Service e Corpo dei Marines), Royal Air Force e Royal Military - sono in netta minoranza. Tra l’altro un ulteriore handicap è dato anche dall’età minima per chi volontariamente vuole entrare nei corpi, bisogna avere almeno 20 anni. L’unico dato assimilabile è l’impegno economico: entrambe investono circa l’1,6 per cento del proprio Pil e si attestano intorno al 90° posto, su scala mondiale, in confronto agli altri stati. Da parte loro i carioca dividono il contingente in Exercito Brasileiro, Marinha do Brasil e Forca Aerea Brasileira. Un particolarità riguarda le donne: dal 1980 sono state autorizzate a prestare servizio e per il Sudamerica si trattava di una novità. I verdeoro sono stati i primi a fruttare questa risorsa, ma solo in due corpi, Marina e Aeronautica.

Contributo che potrebbe venire molto comodo in un ambito che vede protagonisti entrambi i paesi: la droga. Amsterdam è riconosciuta come capitale mondiale dello “sballo legalizzato”, questo perché l’Olanda è il principale produttore europeo di droghe sintetiche (tra cui l’ecstasy) e coltivatore di cannabis, oltre che importante gateway europeo per la cocaina, l’eroina e l’hashish. Altrettanto curriculum può presentare il paese di Pelè: è il secondo più grande consumatore di cocaina nel mondo. L’uso e il commercio sono talmente radicati che il governo ha previsto un programma di controllo su larga scala. Il paese è poi fondamentale per per fare da ponte per il trasporto verso Bolivia, Colombia e per l'Europa.

Infine, qualche curiosità sulle bandiere, quella olandese porta i colori di Guglielmo I, principe di Orange, che ha guidato la rivolta contro la Spagna per acquistare la sovranità nella seconda metà del 16° secolo. Originariamente, la fascia superiore era arancione, ma tendeva sempre a sbiadire sul rosso, che è stato infine scelto come colore definitivo. La bandiera brasiliana invece è verde con un rombo giallo al centro. All'interno del rombo è posto un cerchio blu, con delle stelle bianche e una fascia bianca che lo attraversa. Il motto "Ordem e Progresso" è inscritto sulla fascia. Essa riproduce il cielo della capitale la notte in cui fu proclamata la repubblica. Ognuna delle 27 stelle rappresenta invece uno stato differente e il Distretto Federale mentre "Ordem e Progresso" (Ordine e Progresso) è ispirato al motto del positivismo di Auguste Comte: "L'Amour pour principe et l'Ordre pour base; le Progrès pour but" ("L'amore come principio e l'ordine come base; il progresso è lo scopo").

Ordine e amore. Due principi che la seleçao applica anche sul campo. Ordine tattico e amore per la palla, come predica il Ct Dunga. Il progresso può invece fregiare il mondiale orange. Una progressione di gioco, risultati e solidità. Come già detto lo spettacolo che dovrebbe offrire il rettangolo di gioco dovrebbe essere piuttosto alto, soprattutto se si sbloccherà il risultato nel corso del primo tempo. Le individualità sono tutte da controllare e troppe per essere elencate. La parata di stelle verso l’11 luglio è già iniziata, chissà se ci arriveranno le 27 verdeoro o l’arancione sbiadito degli orange.

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