Olimpiadi ’08: così la Cina sta mettendo le mani avanti
28 Marzo 2008
di Redazione
I Giochi olimpici si fanno
vicini e il Comitato organizzatore comincia a mettere le mani avanti: è vero,
siamo ancora piuttosto indietro nella realizzazione degli impianti, nella
predisposizione dei servizi per gli addetti e i visitatori e nel controllo dei
livelli di concentrazione raggiunti giornalmente dalle polveri cosiddette
sottili (eufemismo).
Ma guardate come siamo democratici, ve lo diciamo anche e
giusto per tempo, in modo d’avvisarvi, al limite perché possiate prepararvi al
peggio. Forte, no? Molto meglio domandare pazienza al mondo fin da subito, che
dover rispondere alle accuse di tutti dall’8 al 24 agosto. E poi se non è
questo il momento giusto per una prima, blanda autocritica – nel mentre i carri
armati della Repubblica si schierano in difesa della calma olimpica, contro gli
attacchi al popolo portati da pericolosi terroristi – suggeriteci voi, cari
occidentali, in quale altra circostanza ci saremmo mai potuti esporre, così
chiaramente e così lealmente. Anzi, a questo punto ci aspettiamo pure dei
ringraziamenti. In fondo vi stiamo persino facendo un favore.
Strani Giochi
delle parti animano la lunga vigilia olimpica, ingannando un po’ il tempo, un
po’ il lettore degli innumerevoli bollettini ufficiali diramati da Pechino e da
Losanna (sede storica del Cio, Comitato Olimpico Internazionale).
“Controllo del clima durante lo svolgimento delle gare: la Cina ammette i suoi
limiti. Il problema dell’inquinamento continua a destare più di una
preoccupazione”. Chi l’ha scritto? Forse la solita cassandra europea? E invece
no. La nota reca la firma dell’insospettabile Servizio informazioni locale,
filtrato a dovere dal Partito. E già, in fondo “la natura non si lascia
controllare e modificare tanto facilmente”, ammette tra le righe il meteorologo
Zheng Guoguang. Persino la notte della cerimonia d’apertura, risulta davvero
impossibile garantire che resista il bel tempo. “Resiste sempre un 10% di
probabilità” che lo spettacolo all’aperto inaugurale finisca poi bagnato da un
improvviso temporale, “Piove governo ladro” si lamenterebbe nel caso un
italiano. Altro dispaccio, di tutt’altro tenore: “L’atmosfera di Pechino non
minaccia la salute degli atleti. I rischi legati alla qualità dell’aria si
mantengono minimi e sotto controllo”. Chi altri parla, se non la voce del
padrone di casa? Sorpresa. A esprimersi in questi termini è invece la Svizzera,
meno neutrale del consueto. Ma allora, tra tanta, troppa confusione: dov’è
l’errore? E chi scrive per chi?
In ultimo arriva
puntuale come una sciagura il pur encomiabile rapporto annuale sulla seconda
campagna “Vincere è donare”, una bella iniziativa Cio in collaborazione con
l’Hcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati). Si tratta di una
benemerita raccolta viveri e capi d’abbigliamento da destinare alle popolazioni
ospiti di alcuni campi profughi, in Ruanda e in Moldavia. Dalla Cina raccoglie
e rilancia al volo l’iniziativa l’attivissimo Bocog,
il Comitato organizzatore della prossima olimpiade. Certo “lo sport è un
veicolo ideale per promuovere la pace, il dialogo e la riconciliazione”,
eccetera eccetera. Musica dolce solo per le orecchie più dure, diffusa per
amara coincidenza proprio di questi giorni. Per chi suona la campana tibetana?
