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Festa della Repubblica

Oltre le divisioni, siamo una Patria

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Come italiani ci si ritrova sempre insieme in situazioni di pericolo o esultanza, non vi sono vie di mezzo.
Eppure anche durante queste occasioni, dopo un po’, si palesano le divisioni: sicché tu corri ed io no, tu esci ed io no, tu puoi viaggiare ed io no, tu vieni aiutato ed io no.
Mi sono sempre chiesta cosa significasse essere italiani e quando, per davvero, ci si senta italiani senza remore e senza il bisogno di essere trasportati da qualche propaganda politica che si perde tra i filoni da stadio.
In verità, se si percorre a ritroso la storia che ci ha unito, italiani lo siamo sempre stati a modo nostro.
Mentre gli americani quando è il 4 luglio si uniscono tutti e si sentono fratelli giurando su una bandiera come se fosse il loro stesso sangue, noi abbiamo difficoltà anche a identificarci sotto gli stessi colori.
Ci guardiamo e ci riconosciamo a stento: anche nella stessa regione vi sono quei modi di dire e di fare che sembrano lontani tra loro.
Siamo stati guelfi e ghibellini, papisti e non papisti, repubblicani e monarchici, fascisti e antifascisti, ci piace dire arancine o arancini e ne facciamo battaglia linguistica.
Nelle divisioni siamo sempre stati più bravi, ed anche oggi che è Festa nazionale continuiamo a sentirci così, senza rimedio.
Ritroviamo la nostra identità quando siamo lontano, quando dobbiamo confrontarci con ciò che è distante ed è diverso.
Non siamo uguali noi italiani: ci dividiamo tanto spesso perché abbiamo addosso le differenze più marcate, lo sapevano anche coloro che parlavano d’Italia quando l’Italia era un insieme di signorie e poteri stranieri.
Ma chi l’ha detto che questo dovrebbe farci deboli?
Siamo italiani a modo nostro, come solo noi sappiamo essere, perché siamo abituati alla bellezza e al dolore, ad una patria che non è mai stata facile da intendersi, abbiamo le mani forti per fare della miseria un’opera d’arte, ogni volta che l’ingegno di un italiano si è acceso, lo stesso mondo è rimasto estasiato ad ammirarlo.
Partivamo pieni di stracci dalle sponde del mare per realizzare il nostro sogno, abbiamo coltivato la nostra terra e conservato i gusti più autentici, osservando i fiori delle colline siamo stati in grado di far volare gli oggetti, siamo andati incontro alla meraviglia sul mare, scoprendo ciò che era solo un’idea del nulla per tutti gli altri.
Perché essere italiani non è una cosa semplice, ma è quella che quando riesce, battezza tutti di una singolare bellezza.

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