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Dalla giustizia al presidenzialismo

“Ora sulle riforme da portare a termine non abbiamo più alibi”

"Adesso non abbiamo più alibi: dobbiamo chiudere la legislatura con le riforme".  Archiviata la vittoria elettorale, il vicecapogruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello, l'uomo al quale Silvio Berlusconi ha affidato il compito di disegnare la nuova architettura istituzionale, allunga lo sguardo sul prossimo triennio. "A farci vincere è stato quello che ha rappresentato la manifestazione di piazza San Giovanni: il messaggio che il governo andrà avanti. E l'idea, tra le altre, che questa alleanza di governo alla fine posa abbassarele tasse", spiega. Da qui la necessità di aggiornare l'agenda dell'esecutivo per la seconda parte della legislatura. La lista, in rigoroso ordine di priorità, comprende "la riforma della giustizia, la riforma fiscale e la riforma dello Stato".

Da votare da soli o in compagnia dell'opposizione?

La maggioranza ha il dovere di tentare di coinvolgere l'opposizione. E lo deve dimostrare. Detto questo, l'opposizione non può pretendere di acquisire un diritto di veto.

Pier Luigi Bersani può essere considerato un interlocutore affidabile?

Il segretario del Partito democratico si porta dietro un problema di fondo.

Quale?

ll richiamo dell'estremismo anti-berlusconiano, da cui è difficile tagliare i ponti. Troppo forte la paura di perdere consensi a livello elettorale a favore di qualcun altro.

Nessuna speranza che le eventuali riforme siano condivise, dunque?

Non è detto. ll Pd e il suo segretario, infatti, hanno il nostro stesso vantaggio: davanti a loro hanno tre anni senza elezioni. Ora o mai più.

Quanto siete disposti ad ammorbidire le vostre richieste per favorire il contatto con l'opposizione?

Sulle riforme ci sono alcuni principi inderogabili che non possono essere toccati. Poi c'è un'ampia gamma di punti che può essere oggetto, e lo dico in senso nobile, di contrattazione.

Partiamo dalla giustizia: quali sono i punti inderogabili?

Innanzitutto la fine del Far West delle intercettazioni. Che significa maggiore tutela sia della sfera privata del cittadino, sia della qualità della vita politica, che deve abbandonare la tentazione di sbirciare dal buco della serratura.

Quali sono gli altri capitoli?

La semplificazione del processo civile, la terzietà del giudice e l'interruzione del rapporto diretto tra il pubblico ministero e la polizia giudiziaria in regime di obbligatorietà dell'azione penale. Solo così impediremo a una parte della magistratura di trasformare l'autonomia in arbitrio.

Ci sarà la rifonna del Csm?

Si: l'obiettivo principale sarà riformare il sistema elettorale per smontare la degenerazione correntizia.

E la separazione delle carriere?

E' il presupposto perché tra le parti processuali ci sia una parità effettiva e il giudice possa essere davvero terzo.

E per quanto riguarda il fisco? Davvero sarà possibile tagliare le tasse?

Entro la fine della legislatura sicuramente sarà possibile intervenire sulla semplificazione. E poiché siamo una maggioranza responsabile, che ha affrontato la crisi senza aumentare le imposte, appena si verificheranno le condizioni realizzeremo anche la riforma delle aliquote. Lì batte un pezzo importante del cuore del centrodestra. Anche più della riforma dello Stato.

Al terzo punto dell'agenda lei ha indicato le riforme istituzionali.A questo proposito ripartire dalla "bozza Violante" resta un'ipotesi percorribile?

Solo come punto di partenza. Ci sono due aspetti che andrebbero rivisti.

Quali sono?

Sul Senato non funziona: complicherebbe eccessivamente il processo legislativo e porrebbe il governo di fronte ad un'assemblea priva di fiducia. Una fiducia che andrebbe comprata a spese del bilancio dello Stato. La bozza, poi, al di là della mancata elezione diretta del premier, non prevede il potere di scioglimento del parlamento da parte del capo del governo.

Questo per voi è un punto essenziale?

E' la prerogativa che conferisce all'esecutivo un'effettiva autonomia. Lo mette, infatti, nella condizionale di subire la sua maggioranza, ma anche, all'occorrenza, di porla di fronte alle sue responsabilità minacciandola di andare a casa.

Premierato, presidenzialismo, semipresidenzialismo. Quale la scelta?

Il nostro punto fermo è il rapporto diretto tra capo dell' esecutivo e il corpo elettorale. Su quale modello adottare, poi, si può discutere. L'importante è rafforzare questo legame in un periodo incui il peso della sovranità popolare sta progressivamente diminuendo per la concorrenza degli organismi sovranazionali e delle autorità amministrative, authority in primis".

(Tratto da il quotidiano "Libero")

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