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Ordinamento forense. De Tilla: “Non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere”

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Il presidente dell’Oua (Organismo Unitario Avvocatura) Maurizio De Tilla ha criticato oggi le dichiarazioni del presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà che nei giorni scorsi aveva attaccato la riforma dell’ordinamento professionale forense approvata dalla commissione Giustizia del Senato.

"Non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere" ha dichiarato De Tilla. "Il Presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, al Forum di Cernobbio della Confcommercio, sbaglia ancora una volta l'obiettivo e attacca la riforma forense approvata in commissione Giustizia al Senato definendola, 'talmente restrittiva che non permetterebbe a quasi nessuno che non sia parente di avvocati di accedere a questo lavoro'. Ci risiamo è la stessa litania di sempre, come si può parlare di casta e di nepotismo, quando abbiamo in Italia già ora oltre 230mila avvocati, in Francia sono solo 45 mila, e sapendo, oltretutto, che il numero è destinato a crescere in modo esponenziale".

Il leader dell’Oua ha spiegato che il disegno di riforma punta a mettere fine a una deregulation che da troppo tempo danneggia gli avvocati e i giovani che vogliono iniziare la professione, penalizzando la formazione e la qualità del servizio. "Il numero degli avvocati – ha precisato – in sé è un problema, con queste cifre, infatti, è impossibile garantire un adeguato livello qualitativo e la tenuta deontologica, elementi imprescindibili per far sì che il mercato sia un'opportunità tanto per i cittadini quanto per i giovani di talento".

De Tilla ha anche avanzato il dubbio che "qualcuno voglia mantenere lo status quo: basta girare il paese, magari senza pregiudizi e ideologismi, per vedere la realtà. Invece, si continuano a dipingere scenari ipotetici, ad uso e consumo dei giornali, per spiegare le difficoltà economiche italiane, scaricando sull'avvocato, e sulle libere professioni in generale, responsabilità che sono da ricercare in altri ambiti e in altri settori produttivi".

Il ddl sull’ordinamento forense - dopo le sollecitazioni di alcuni senatori del Pdl in Commissione Giustizia - è stato calendarizzato per la discussione in Aula al Senato il 18 marzo.

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