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Ormai è sempre più chiaro: l’assenza di libertà in Internet nuoce ai regimi liberali!

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I governi di tutto il mondo stanno stringendo il controllo sui dati dei cittadini e usano le "fake news" per sopprimere il dissenso, erodendo la fiducia in Internet e le basi della democrazia, secondo Freedom on the Net 2018, l’ultimo report di Freedom House. Allo stesso tempo, il regime in Cina è diventato ancora più senza scrupoli nel fornire ai governi ad esso allineato tecnologia e formazione che consentano loro di controllare i propri cittadini. Anche se, per esempio, negli ultimi giorni il colosso Huawei ha smentito, in polemica con Trump, il presidente Usa, ogni presunta attività di spionaggio. Tuttavia, «le democrazie stanno lottando nell'era digitale, mentre la Cina sta esportando il suo modello di censura e sorveglianza per controllare le informazioni sia all'interno, sia all'esterno dei suoi confini», ha dichiarato Michael J. Abramowitz, presidente di Freedom House. Fatto è che, stando a questi dati, una tendenza di questo tipo ha portato, nel 2018, la libertà di internet globale verso una diminuzione della sua qualità per l'ottavo anno consecutivo, sempre secondo le analisi di Freedom House.

«Quest'anno si è dimostrato che Internet può essere usato sia per distruggere le democrazie, sia, sicuramente, per destabilizzare le dittature», ha detto Adrian Shahbaz, direttore della ricerca di Freedom House per la tecnologia e la democrazia. Un ruolo ancipite nel quale «la propaganda e la disinformazione online hanno sempre più avvelenato la sfera digitale, mentre la raccolta sfrenata di dati personali sta abbattendo le nozioni tradizionali di privacy», ha aggiunto ancora Shahbaz. Dalla ricerca di Freedom on The net 2018, i risultati principali avvertono che il declino delle democrazie superano le erosioni dei regimi autoritari e che su 65 paesi valutati in Freedom on the Net, 26 hanno mostrato un peggioramento della libertà di internet. Quasi la metà, poi, di tutte le democrazie declinanti, sono state conseguenza delle elezioni che si sono svolte nei rispettivi paesi.

La Cina sembra – va sottolineato - allenare il mondo all'autoritarismo digitale: i funzionari cinesi hanno tenuto corsi di formazione e seminari sui nuovi media o sulla gestione delle informazioni con rappresentanti di 36 dei 65 paesi valutati da Freedom on the Net, mentre è noto che sia in atto un vero e proprio piano Marshall in Africa, per colonizzare gran parte del continente da parte del governo guidato da Xi Jinping. A detta del report, la libertà di internet sarebbe diminuita anche negli Stati Uniti, e, riportando notizie false, i governi - sostiene sempre il rapporto dell’organizzazione indipendente “watchdog” (“cane da guardia”) - operando in questo senso hanno anche alimentato un freno nei confronti del dissenso online: almeno 17 paesi hanno approvato o proposto leggi che limiterebbero i media online in nome della lotta contro le "fake news" e la manipolazione online. Le autorità, inoltre, spiega nel dettaglio la ricerca di Freedom House, chiedono il controllo sui dati personali: i governi di 18 paesi hanno aumentato la sorveglianza, evitando spesso la supervisione indipendente e indebolendo la crittografia per ottenere un accesso senza restrizioni ai dati personali.

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