P3. Carboni: “Venivano da me perché li facevo arricchire”
17 Luglio 2010
di Redazione
"Rappresento uno che sa produrre ricchezza. Mi hanno sempre dato fiducia, che si tratti di eolico, di immobiliare". È uno dei passaggi dell’interrogatorio cui i giudici hanno sottoposto il 9 luglio scorso Flavio Carboni e pubblicato oggi dal Corriere della Sera.
Nell’interrogatorio, Carboni, secondo quanto riferisce il Corsera, ha anche raccontato degli incontri con Denis Verdini per candidare il giudice Miller in Campania e Cappellacci, il governatore della Sardegna. Sul primo caso Carboni dice ai giudici: "Bisognava nominare i candidati della Regione Campania. Miller era la persona più idonea, era considerato da Verdini la persona ideale". "Essendo io più amico di Verdini rispetto a Miller – continua Carboni -, potevo influenzare, potevo raccomandare. Cosa che ho fatto… che io trovo estremamente normale… Non so se ricordo bene, credo che sia stato Miller a rinunciare".
Di Cappellacci afferma: "L’ho sostenuto, è vero". Ma poi, aggiunge, ne avrebbe avuto solo svantaggi perché ha cancellato "la legge Soru" che "consentiva alle grandi società di intervenire nel mondo dell’eolico". "Da quando è stato eletto – prosegue – questo signore ha creato danni a tutti, non solo a me".
Degli altri personaggi coinvolti nell’inchiesta, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi, Carboni dice ai giudici: "Per me sono due estranei e mi hanno creato solo guai". In particolare di Lombardi dice: "Uno stupido che al telefono diceva ciò che a me non interessava… Io non ho mai avuto nessun rapporto di inciuci… se poi i due soggetti avessero altre intenzioni o avessero altre malefatte ai danni dello stato questo lo chieda a loro". "I miei rapporti – aggiunge – sono stati solo e unicamente quelli di ricevere richieste da entrambi, ma soprattutto da Martino, quello che frequentavo di .
