Padoan, Ue scelga tra noi e Ungheria. “Se boccia manovra Ue rischia la fine”
23 Ottobre 2016
“Incrementare gli investimenti, sia pubblici che privati, è la top priority per rimettere l’Unione europea su un sentiero di crescita sostenibile”, lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, nella lezione tenuta all’Università di Francoforte. “Dobbiamo usare tutte le misure di policity disponbili a livello nazionale ed Ue per accelerare l’inversione di tendenza”. Citando “il piano Juncker” e il Fondo europeo di investimenti strategici lanciato dalla Commissione Ue, il ministro ha detto che “questa strategia deve essere estesa e applicata in maniera più forte”.
Per affrontare l’incertezza che domina sul continente dopo la scelta britannica di uscire dall’Ue bisogna puntare su una maggiore integrazione europea e non solo limitarsi a gestire il livello raggiunto, ha sostenuto Padoan. La scelta di “rimanere in Europa, da sola, non è sufficiente a ridurre incertezze di policy in maniera significativa”, ha detto il ministro, nella conferenza organizzata fra gli altri dalla Bundesbank e in cui è stato unico oratore. “L’Europa deve scegliere da che parte stare. Può accettare il fatto che il nostro deficit passi dal 2 al 2,3 per cento del Pil per far fronte all’emergenza terremoto e a quella dei migranti. Oppure scegliere la strada ungherese, quella che ai migranti oppone i muri, e che va rigettata. Ma così sarebbe l’inizio della fine”, così insiste Padoan a Repubblica.
E prosegue tentando di fare la voce grossa come sta facendo anche il premier in questi giorni con l’Europa. “Le indicazioni che vengono dal G20 sono tutte indirizzate alla crescita, contro l’austerità e per contrastare le diseguaglianze. In questo senso l’Italia con questa manovra può essere un modello per l’Europa”. Oggi il problema non è dire sì o no all’Europa, ma dire sì a un’ Europa diversa, che non stia ferma e invece si muova”. Padoan bolla come “ridicole” le accuse di mance e condoni in vista del referendum, al quale voterà con “un sì convinto, perché la riforma costituzionale avrà un effetto di traino su tutte le altre riforme”. Il ministro spiega quindi che per la legge di Bilancio “bisognerà aspettare ancora qualche giorno, ma non è sospesa in attesa di indicazioni o telefonate da Bruxelles: si tratta solo di un maggior lavoro di contabilità e di coordinamento per la Ragioneria generale dovuto alla nuova normativa”.
