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Padre Bossi vicino alla liberazione

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Uomini del Milf avrebbero circondato - secondo notizie diffuse ieri dal sito on-line del “Mindanao Examiner” - una zona montana della provincia di Naga in cui si troverebbero padre Bossi (il missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere rapito esattamente una settimana fa nel villaggio costiero di Bulawan, provincia di Zamboanga-Sibugay) e i suoi rapitori.

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Lo ha reso noto, ieri, l'agenzia missionaria Misna. I ribelli del Fronte, secondo il “Mindanao Examiner”, avrebbero dato ai rapitori una sorta di ultimatum per l’alba di stanotte  prima di un’eventuale azione più decisa per la liberazione di padre Bossi. Un posto di blocco è stato disposto dal Milf anche nella confinante provincia di Lanao del Norte per impedire eventuali fughe dei rapitori. “E solo questione di tempo per il ritorno del sacerdote italiano” ha detto sempre al sito on-line Nehemias Pajarito, comandante della prima divisione di fanteria dell’esercito filippino confermando la collaborazione con il Milf.

Domenica, la stessa agenzia Misna riportava la notizia secondo cui "organi di stampa filippini on-line hanno diffuso una lista di sei nomi che, secondo Eid Kabalu, portavoce del Moro Islamic Liberation Front (Milf) identificherebbero i responsabili del sequestro di padre Bossi.  Kabalu avrebbe precisato che nessuno dei sei appartiene al Milf; il Milf aveva già smentito giorni fa che Akiddin Abdusalam, un suo guerrigliero noto anche “comandante Kiddie” sia stato in alcun modo coinvolto nel sequestro.

Sempre secondo la nota di due giorni fa, per Kabalu alcuni dei rapitori potrebbero avere legami con altri gruppi di guerriglia come il "Moro National Liberation Front (Mnlf), uno dei primi a battersi per l’indipendenza di Mindanao dal governo centrale di Manila. Il portavoce ha anche detto che Zacaria avrebbe già partecipato in passato ad altri rapimenti a scopo di riscatto compiuti a Zamboanga City. Ancora secondo la stampa filippina, fonti militari sostengono di aver individuato, proprio con l’aiuto del Milf, una donna che portava rifornimenti nella giungla non lontano dal villaggio di Mamagon, accessibile con le caratteristiche “pump-boats” (piccoli natanti spinti dagli stessi motori utilizzati per le pompe dei pozzi) o attraverso un percorso terrestre molto malagevole di circa sette chilometri fuori dalla strada nazionale. Finora non sarebbero comunque state formulate né rivendicazioni né richieste di riscatto.

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